Fabrizio Roncone: Non farmi male

4.5
Contemporaneo
Ordina

Marco Paraldi è un ex giornalista che ha aperto una vineria dietro Campo de’ Fiori, a Roma. Cinquantenne dai modi spicci e con qualche fissazione – fuma il sigaro, non riesce a iniziare il romanzo giallo che ha in mente di scrivere, tifa per la Roma e adora cucinare per i suoi amici –, vive tra l’entusiasmo per la nuova attività e la nostalgia del vecchio mestiere.

Un sabato notte, a Capalbio, di ritorno da una festa in compagnia della sorella Caterina, una strana coppia gli chiede un passaggio: Giorgia, una incantevole minorenne, spericolata e sicura di sé, e Nick, un ricco romano con il suv in panne. Pochi giorni dopo, la giovane va a trovarlo in vineria e gli racconta una storia inquietante su una sua amica, Noemi, sparita nel nulla: per Paraldi è l’occasione di tornare a fare il cronista.

Ad accompagnarlo c’è Chicca, una principessa che lo corteggia, non troppo ricambiata: insieme attraversano una Roma invisibile in cui il male trasversale e il bene solo apparente, popolata da broker spregiudicati e ministri corrotti, rapinatori spietati e transessuali romantici, feroci usurai, ex sfortunati attori e agenti segreti che bevono champagne. L’indagine si snoda tra i party sulle terrazze del centro storico e le struggenti solitudini dei palazzoni multietnici della periferia, tra squallidi locali di lap dance e il lusso decadente dei Parioli.

Quando Paraldi scopre la verità, il lettore si accorge che forse è inutile nutrire speranze di redenzione. E che la giustizia è affidata a uomini di cattiva volontà.

Recensione

Mario Sebastiani detto Murena, quello che decide. Sergio Fantasia detto Sorcanera, quello che spara. Danko Singer detto Mozzicone, quello che guida.

Bene, quindi siamo in mano a dei rapinatori dalla mano pesante e questi saranno i principali personaggi del testo, penserete.

Assolutamente no…

Difatti l’incipit inganna, ci butta la così un po’ di notizie e nomi ma la vera vicenda ancora deve aprirsi all’orizzonte.

Marco Paraldi, oste di vineria ed ex giornalista, è un cinquantenne particolare e abitudinario. Sigari, gin tonic, sveglia a mezzogiorno, colazione in santa pace. Una sera con la sorella Caterina, si trascina ad una festa a quanto pare “White” e fin qui tutto nella norma.

La prima cosa fuori norma è dover dare un passaggio a due tipi… Sì, anche un pochetto strani eh… Un belloccio riccone con la puzza sotto il naso, Nick ed una bellezza mozzafiato che si scopre minorenne, Giorgia.

E per il momento direte bah…

Ma se vi dico che poi Giorgia si presenterà in vineria dal Paraldi con una storia?

Una storia di come una ragazza appena conosciuta, Noemi, un attimo primo c’è e poi, sti ca’, non c’è più.

Gli ultimi ad averla vista sono due tizi a quanto pare amici del Nick, un certo cocomero e un altro dal nome dimenticato. Paraldi vorrebbe tanto ignorare il tutto e continuare per la sua strada ma…la curiosità e la nostalgia del vecchio lavoro prendono il sopravvento. C’è da indagare qui e anche alla svelta…

Lunapark 69, privè, soldi extra… Solo una certa Giovanna sembra conoscere Noemi. Una che poi nemmeno se la passa bene. A parte lavorare in un postaccio, ha pure da pagare due strozzini per colpa del padre anziano. Ma ha un cuore buono e spera davvero che Noemi stia bene, l’unica che le parlava con gentilezza.

Ovviamente escludendo quel viscido di Marino… Un messaggio WhatsApp, un cocktail, un buon libro…

In tutto ciò, a contorno così per mettere altra carne a fuoco, spariscono anche cani…tutti labrador, uno dietro l’altro. Agente Scognamiglio al vostro servizio!

Ma torniamo a noi…

Paraldi fa domande, gira, fa buchi nell’acqua, arriva vicino a saperne di più. Pam Pam…e uno muore. Ok lui niente ci potrà più rivelare. Puff puff…e uno fa una misteriosa vacanza. Fuori due.

Ma poi, collega un pezzo collega l’altro, con la vicinanza anche di Chicca (non trascuriamo le “vicende non vicende” sentimentali), il Paraldi scoprirà una verità scomoda e dovrà decidere come agire… o a chi riferire.

Un thriller “romano vero”, oserei definirlo.

Ogni protagonista ha un soprannome come dev’ essere o viene semplicemente chiamato per cognome. Qualche parola qua e là in romanesco “avoja se ce sta” e fa scorrere via questo scritto che è una meraviglia.

Uno stile narrativo infatti veloce, incalzante, dai capitoli brevi e dalle frasi rapide e nette, come piace a me.

Uno sguardo su una Roma di vizi, lussuria e di personaggi corrotti e ovviamente di traffico esasperante, farà da sfondo all’intera vicenda. O vicende, se consideriamo il tutto.

Un finale che spiazza, devo dire, un bel po’. Di certo non me lo aspettavo così.

Una lettura che soddisfa e che sfila davvero in poche ore. Da leggere, questo è certo.

Autore

Fabrizio Roncone è inviato speciale del Corriere della Sera. Con Rizzoli, nel 2016, ha pubblicato il noir La paura ti trova. Nel 2019, insieme ad Aldo Cazzullo, per Mondadori ha scritto il giallo Peccati immortali. Nel 2021, per Solferino, è uscito il suo saggio politico Razza poltrona. Nel 2022 esce per Marsilio Non farmi male.

Fabrizio Roncone: Non farmi male
Concludendo
Un thriller dai toni noir che coinvolge soprattutto per la vena stilistica utilizzata.
Pro
Stile narrativo
Uso del dialetto nei dialoghi
Caratterizzazione dei personaggi
Contro
Non ne ho da segnalare
4.5
Contemporaneo
Ordina
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