Italia in giallo e noir

Inizia oggi una mia rubrica cui tengo in modo particolare, “Italia in giallo e noir“. Un’idea che viene da lontano, dall’infanzia addirittura, quando iniziò la mia inesauribile e oggi corrisposta passione per la narrativa crime, e da anni più recenti nei quali sull’Espresso mi capitò di leggere un articolo intitolato Il paese dei commissari.

Mi chiesi allora se l’Italia lo sia, o meglio se sia soltanto questo. E mi risposi di no. Se infatti da un lato è vero, come sostiene Serge Quadruppani, che il crime italiano piace così tanto per un variegato folklore – scenari suggestivi, gastronomia, tradizioni – che lo avvicina a un viaggio trascinante, lo è altrettanto che esso rappresenti una fotografia rivelatrice della nostra contemporaneità.

Perché dunque non chiedere agli autori più rappresentativi di questo genere in che misura l’ambientazione ne abbia condizionato e animato le storie, e comporre poi, attraverso le loro parole, una geografia d’Italia in giallo-noir?

Che il viaggio allora cominci e coinvolga il pubblico almeno quanto ha appassionato me.

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