Michel Bussi: Nulla ti cancella

4.7
Superbe!
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Una mattina di giugno del 2010 Esteban, di dieci anni, scompare sulla spiaggia basca di Saint-Jean-de-Luz. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente. Dopo le infruttuose ricerche della polizia locale la dottoressa Maddi Libéri, madre di Esteban, lascia il Paese basco e va a rifarsi una vita in Normandia. Torna a Saint-Jean-de-Luz dieci anni dopo, quasi in pellegrinaggio, e sulla stessa spiaggia vede un bambino di dieci anni che è la copia identica di Esteban, indossa lo stesso costume, ha addirittura una voglia nello stesso punto della pelle in cui l’aveva Esteban. Si apposta, lo spia, riesce a scoprire che il bambino si chiama Tom e vive con la madre a Murol, un paesino dell’Alvernia, antica zona vulcanica al centro della Francia. Colpita dalla straordinaria rassomiglianza e dalle incredibili coincidenze, Maddi si trasferisce a Murol, dove apre uno studio medico e segue da vicino Tom, scoprendo presto che corre un grosso pericolo. Vuole salvarlo, ma l’interesse che mostra per un bambino non suo suscita sospetti in paese. Nel frattempo le coincidenze si moltiplicano. Tom sembra la reincarnazione di Esteban, concetto inaccettabile per la mente scientifica della dottoressa Libéri e allo stesso tempo barlume di speranza per la madre inconsolabile. La ricerca della verità di Maddi segue un percorso parallelo di scientificità e irrazionalità, e a complicare le cose contribuiscono due misteriosi omicidi.

Recensione

Que puis-je dire de ce livre? Magnifique

C’è un qualcosa che possa cancellare il dolore, il più grande per una madre, la perdita di un figlio? NULLA.

E può un figlio rinascere in un altro corpo? Forse non è follia. È speranza. È il forte desiderio di riaverlo. Per Maddi Libéri è iniziato il viaggio che arriva ai confini del credibile e dell’in-credibile.

La scomparsa di un figlio, il tema centrale del libro. Un classico della letteratura noir, trattato più e più volte, mais jamais d’une manière aussi particulière, ingénieuse, à la limite de la perfidie (mai in maniera tanto particolare, ingegnosa, perfida).

NULLA in questo Noir è prevedibile, ha un ritmo serratissimo e, intorno al tema della reincarnazione, l’autore crea una storia incredibile.

Bussi racconta le vicende dei suoi personaggi ipnotizzando il lettore. I dialoghi sono brevi e magistralmente costruiti, i fatti sapientemente dosati così come le tante coincidenze, grazie anche alla grande capacità dell’autore nell’incluing. Un autore perfido: perfido nel centellinare gli indizi e i colpi di scena che si susseguono uno dietro l’altro, perfido nel descrivere la follia o la realtà, magnifico nel rappresentare i buoni e i cattivi, o forse i buoni-cattivi.

La vicenda stessa è immersa in qualcosa che non appartiene al nostro mondo e Bussi vi pone l’accento dividendo il libro in quattro stadi, quelli dell’anima, quasi convincendo il lettore che si stia entrando in un mondo parallelo. Superstizione? Antiche credenze? Può di nuovo nascere la stessa identica persona? Esiste la reincarnazione?  L’idea di nascere due volte non è poi così peggiore al pensiero di essere nati una volta sola, per ricordare Voltaire.

Per Maddi è possibile e Bussi è talmente bravo nell’ esporre le situazioni, le angosce che sorprende. Svia il lettore nel raccontare non le menzogne, come sarebbe ovvio, ma le mezze verità abilmente occultate. E chi legge cade nel suo tranello.

Maddi, l’io narrante, è una donna pragmatica, ordinata, grande lavoratrice, un medico, single con un figlio di dieci anni, Estéban. Vivono in una casa in riva al mare a Saint-Jean-de-Luz, la costa basca, soleggiata, amena.

Estéban scompare nel giorno del suo compleanno e, come tutte le madri così violentemente colpite, non si dà pace, non accetta la scomparsa. In seguito all’incidente si trasferisce in Normandia a Étretat, vicino al mare, ma è un mare più freddo e più buio.

Sono una scienziata, ho studiato medicina, non credo in Dio né nel paradiso.  

Questa è Maddi ma le sue convinzioni vacillano quando viene messa (dal destino?) di fronte ai fatti. Soprattutto davanti ad un costumino da bagno color Indaco con una piccola balena bianca dipinta. Tante coincidenze, troppe, che non hanno una spiegazione razionale. Quindi si va verso l’irrazionale, e questa pseudo-follia si trova a Murol, un  piccolo paese montano nel sud della Francia.

Attorno a Maddi altri protagonisti e antagonisti.

Savine, l’assistente sociale sempre attiva, ottimista, una “pila elettrica” come Maddi la definisce.

 Nectaire, alias Bocolom (al lettore la scoperta dell’origine del soprannome), il segretario comunale. Metodico, nevrastenico, pessimista, lento, sospettoso. Un personaggio a cui ci può affezionare e che Bussi caratterizza in modo fantastico attraverso i dialoghi. Collezionista di francobolli, amante delle tisane da lui stesso preparate ed etichettate a seconda dell’umore. Aster, una figura enigmatica, una sorta di veggente che, ovviamente, crede nella reincarnazione. È una curandera, raccoglie le erbe nei boschi e con queste prepara pozioni e filtri. Mantiene in vita le antiche credenze che avvolgono Murol.

Et puis Gabriel, personaggio che prende campo lentamente ma in modo eclatante. Descritto come un gatto, “Ci si aspetta sempre di trovarlo a casa”, è Maddi che parla. Gabriel segue Maddi ovunque lei vada ma, al tempo stesso, si disinteressa a tutto quello che lei fa. Non lavora, passa le sue giornate davanti al computer. Qui est Gabriel?

Si arriva al finale, sorprendente. Une pièce narrative formidable, dove Bussi rievoca, di fatto, il grande Poirot, e lo fa in modo elegante omaggiando, nello scrivere, il modus operandi del furbo investigatore belga.

Per citare le parole di Bocolom “Il caso non esiste, esistono solo ingranaggi, tutti i pezzi finiscono per incastrarsi”.

Bellissime le ambientazioni e l’abilità con cui Bussi lega il luogo al personaggio e alla vicenda, ci offre un quadro abilmente dipinto, esatto e non immaginario. La scelta dei luoghi, in perfetta sintonia con i vari passaggi narrati, hanno un senso, un loro itinerario. Dalla luce della costa basca, dalla serenità di Saint-Jean-de-Luz si passa alle più fredde coste della Normandia, Étretat, luogo culto della letteratura francese, dove c’è, per così dire, una fase di riordino. Poi, di nuovo, il ritorno a Saint-Jean-de-Luz, alla “luce” e, per finire, in Alvernia, a Murol, la montagna, la rinascita.

Quattro tappe geografiche che sembrano combaciare con i 4 stadi dell’anima. Murol, in particolare, il piccolo paese e la sua “fontana delle anime”, l’acqua che riporta la vita (un po’ alla Edgar Allan Poe).

Il n’est pas nécessaire d’ajouter quoi que ce soit d’autre. Il va sans dire qu’il faut le lire. Merci Monsieur Bussi, à bientôt

Autore

Michel Bussi è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove insegna geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi, e di cui le nostre edizioni hanno pubblicato anche la versione graphic novel. Dello stesso autore ricordiamo Tempo assassinoNon lasciare la mia manoMai dimenticareIl quaderno rossoLa doppia madreLa Follia MazzarinoForse ho sognato troppoUsciti di SennaTutto ciò che è sulla Terra morirà, e La caduta del sole di ferro e I due castelli

Michel Bussi: Nulla ti cancella
Concludendo
Un intrigo brillante, un thriller scritto con grande talento ed eleganza, Bussi ci stupisce una volta di più
Pro
Perfetto: perfido e con un ritmo serrato. Parfait!
Contro
Nessuno
4.7
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