Jadel Andreetto, Guglielmo Pispisa: La parola amore uccide

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L’agente scelto Tanino Barcellona è stato trasferito in Alto Adige da mesi, ma se gli avessero detto che a Bolzano si può crepare di caldo, non ci avrebbe creduto. A surriscaldare la provincia autonoma non è solo l’estate torrida, ma anche un’atmosfera d’odio che sembra sul punto di esplodere. In un centro d’accoglienza per immigrati infatti un ordigno uccide una volontaria. Del caso vengono incaricati Tanino e Karl Rottensteiner, il tormentato ispettore diventato ormai suo amico. Karl, tuttavia, è distratto da altro: la sua ex fiamma e primo dirigente della Mobile, Angelica Guidi, è coinvolta in un delitto che sembra affondare le radici nel passato. Per affrontare i due casi, ognuno di loro dovrà fare i conti con i propri fantasmi. Nella cornice di una regione segnata da rigurgiti d’intolleranza e conflitti mai pacificati si snoda questa storia nera, in cui la miscela di questioni private e contraddizioni sociali è indissolubile.

RECENSIONE

La parola amore uccide è un ritorno a luoghi e personaggi già incontrati in Tutta quella brava gente, libro che i due autori hanno firmato con lo pseudonimo Marco Felder.

Questa volta a fare da sfondo alle vicende narrate c’è una Bolzano rovente: è agosto e in città il caldo è insopportabile.

I protagonisti sono due poliziotti, tanto amici quanto diversi.

Karl è un uomo del nord; solitario e riservato, soffre di una salute mentale fragile (ma il discorso non viene approfondito) e il suo habitat ideale sono i boschi. A lui spetta il compito di risolvere un caso apparentemente senza via d’uscita che coinvolge una sua vecchia amante, un classico mistero della camera chiusa. Karl porta avanti le indagini con grande testardaggine, determinato a far scagionare la donna a tutti i costi.

Tanino è un uomo del sud, siciliano trasferito al nord per punizione. È passionale e impulsivo all’ennesima potenza. Per risolvere il caso dell’omicidio di una donna morta in un attentato è costretto a immergersi nel clima di razzismo che ammanta la città. Anche lui, come l’amico, si trova ad affrontare una situazione delicata e personale.

I protagonisti sono tratteggiati con grande realismo. Sono umani, fragili e imperfetti, commettono errori e non sempre si comportano al meglio nei confronti delle persone a cui tengono.

La città di Bolzano viene descritta in modo dettagliato, tanto che anche chi non conosce i luoghi riesce a coglierne le atmosfere. Suggestive le descrizioni della meravigliosa natura della montagna in cui si svolge parte della vicenda. Molto ben raccontato il clima di malcontento nei confronti degli immigrati che serpeggia in città.

Le due indagini sono complesse e ingarbugliate e procedono a rilento tra false piste e intuizioni improvvise. I personaggi coinvolti sono moltissimi, tant’è che a volte si fa fatica a seguire. È solo verso la fine che vengono tirati i fili e tutto diventa chiaro. Personalmente, avrei preferito che gli indizi decisivi venissero svelati a poco a poco nel corso della storia, senza l’effetto sorpresa finale.

Editore: Rizzoli
Pagine: 352
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa scrivono assieme da più di vent’anni. Hanno fondato l’ensemble narrativo: Kai Zen e hanno pubblicato, sia individualmente sia in collettivo, diversi romanzi, saggi e racconti per Mondadori, Bompiani, Einaudi, Marsilio e altri. Nel 2019 con lo pseudonimo Marco Felder hanno scritto il primo romanzo della serie con protagonisti Karl Rottensteiner e Tanino Barcellona, un bolzanino e un messinese, proprio come loro.

Jadel Andreetto, Guglielmo Pispisa: La parola amore uccide
Concludendo
Karl e Tanino indagano su due casi diversi in una Bolzano caldissima e ammantata da un clima di intolleranza e razzismo.
Pro
Ottime le descrizioni della città di Bolzano e della natura che la circonda.
Contro
La soluzione sembra cadere un po’ troppo dall’alto.
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