Manuel Vázquez Montalbán: Le terme

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Delirante
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Su ordine del medico, l’ispettore privato Pepe Carvalho si reca in un centro termale nel Sud della Spagna per mettersi a dieta. La casa di cura è frequentata da una clientela facoltosa e cosmopolita, le giornate scorrono placide e monotone tra clisteri, digiuni, succhi vegetali e sogni di colossali abbuffate. La tensione sale quando in piscina viene ritrovato il cadavere di Mrs Simpson, una ricca americana. Carvalho ha appena il tempo di iniziare la sua indagine che viene rinvenuto il corpo senza vita di un impiegato dell’istituto. Umorismo e terrore termale. L’ispettore privato Pepe Carvalho è costretto a mettersi a dieta quando, ospite di un centro termale dove la gente su prescrizione medica non mangia, non beve e non fuma, si imbatte nel cadavere di una facoltosa americana.

RECENSIONE

Sin dalle prime pagine mi è stato ben chiaro il contesto e il tono con cui l’autore intendeva narrare questa storia. Mi sono scoperta stregata dalla parodia di un clistere, e tengo a specificare che adoro il sarcasmo quando riesce a non stomacare il lettore. Trovo anche di grande ispirazioni le deliranti e precise descrizioni delle scene che, inevitabilmente, si stampano nella mente della preda, con il libro in mano, che smette di chiedersi perché Montalban ha deciso di tergiversare verso questo o quell’argomento.
Direi che per leggere quest’opera si necessiti di molta attenzione e una bella dose di pazienza, perché molti periodi sono lunghi e a volte pare che l’autore stia andando per la tangente; tuttavia la prima parte si dedica a un’originale presentazione dei personaggi e bisogna anche che il lettore dimentichi la consecuzione temporale dei fatti, perché all’inizio non è facile da cogliere.

Le descrizioni, devo ammetterlo, e intendo soprattutto quelle delle varie corporature dei personaggi di questa storia, sono originali, come lo è la loro entrata in scena che si discosta dai soliti e forse più attuali flashback sulla vita di un protagonista o un’importante comparsa. Montalban ce li propone nel loro ruolo all’interno delle Terme, cavillando sul loro rapporto con il cibo e le attività motorie. Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei, doveva essere il suo motto mentre scriveva questo romanzo e il fatto che Montalban fosse gastronomo lo conferma.

Sono consapevole che quest’opera sia divisa in due tempi: quello di cui ho appena parlato, il primo; e il secondo, al quale si arriva con tanta pazienza, e che tratta dei delitti, seppur marginalmente.

Questa fetta di storia, e forse l’intera opera, è come un’enorme tenda che di tanto in tanto si scosta e svela l’indagine vera e propria, ma solo a tratti. Tutta la storia non è basata sul giallo della morte della prima vittima, la Simpson, o l’ultima; Montalban ci mostra un quadro socio-politico della Spagna degli anni ottanta ancora in conflitto con il comunismo e che ha a che fare con personalità ideologicamente diverse tra loro, terminando con ricordi e accadimenti post bellici, e mi riferisco alle seconda guerra mondiale.

L’abilità dell’autore sta nel descrivere, con più o meno sarcasmo e in modo tutt’altro che delicato ma efficace, lo stato d’animo dei personaggi rimanendo con i piedi ben saldi nel romanzo giallo, e lo fa in frasi come questa: Dona Solita aveva smesso di fare la maglia e fingeva di guardarlo dal fondo dei fondi vetri dei suoi occhiali, ma era abituata a udire, piuttosto che a vedere, da tantissimi anni e Carlalho ebbe l’impressione di poter continuare a fare l’uomo invisibile.

Queste parole ci fanno girare come una telecamera intorno a i due interlocutori, come se l’autore ci avesse detto molto altro, ad esempio se Dona Solita era seduta e sull’umore di Carvalho; invece non lo fa oppure lo cela dietro a un suggerimento che è impossibile non cogliere.

Pur non avendo apprezzato appieno quest’opera a causa della prolissità con la quale l’autore affronta la prima metà della storia e la poca focalizzazione sui delitti, lasciati volutamente in sottofondo, devo dire che il delitto è ben congegnato e sicuramente anche il modo in cui Carvalho arriva alla soluzione, o porta l’ideatore a smascherarsi, è originale, peccato che molti potrebbero desistere prima di arrivare a un dunque della storia. È sicuramente una storia d’altri tempi.

Traduzione: Hado Lyria
Editore: Feltrinelli
Pagine: 232
Anno pubblicazione:

AUTORE

Figlio unico di una sarta e di un militante del PISUC (Partito Socialista Unificato di Catalogna), conosce il padre, detenuto in carcere, solo alla sua liberazione, quando aveva 5 anni. Anche lui più tardi militerà nello stesso partito, nel quale entrerà nel 1961 diventando poi membro del Comitato Centrale.

Si laurea in Filosofia e Lettere all’Università Autonoma di Barcellona e studia alla locale Scuola di giornalismo. In questo periodo conosce la sua futura moglie, la storica Anna Sallés Bonastre.

Nel 1962 un tribunale di guerra lo condanna a 3 anni di reclusione per aver partecipato ad attività della resistenza antifranchista, e viene così incarcerato nella prigione di Lerida dove scrive il suo primo libro, il saggio Informe sobre la información.

Dopo aver scontato la pena inizia la propria carriera giornalistica per la testata Triunfo, iniziando poi a collaborare a diverse pubblicazioni come Siglo XX, Tele/Xprés, Por Favor e successivamente anche con El País e Interviú, per i quali ha lavorato fino alla propria morte.

Nel 2006 è stato assegnato il primo Premio Carvalho, dedicato alla produzione letteraria di genere poliziesco.

Manuel Vázquez Montalbán: Le terme
Concludendo
Un'indagine originale del celebre Pepe Carvalho, tra il giallo, il noir e il poliziesco
Pro
Velato sarcasmo
Contro
Prolisso
3
Delirante
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