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La sorte di Viktor Orloff è segnata da tempo immemorabile. Un tempo era l’uomo più ricco dell’Unione Sovietica, ora vive in esilio a Londra, da dove ha lanciato una crociata contro i cleptocrati che controllano il Cremlino. La sua casa è protetta da guardie del corpo armate fino ai denti, eppure, nel bel mezzo di una pandemia globale, il presidente russo riesce infine a depennare il suo nome dalla lista delle persone di cui vuole sbarazzarsi. Davanti alla vittima c’è una pila di documenti… contaminati da un letale agente nervino. Secondo la polizia a consegnargli quelle carte è stata una sua collaboratrice, una nota reporter investigativa. E quando la donna, poche ore dopo il delitto, sparisce senza lasciare tracce, il MI6 conclude che si trattava di un sicario al soldo dei russi che è riuscita a eludere il formidabile servizio di sicurezza del miliardario. Ma Gabriel Allon è convinto che i suoi colleghi dell’intelligence britannica si sbaglino…

RECENSIONE

La Violoncellista segna il ritorno di Gabriel Allon, un moderno James Bond carico di fascino con il suo bagaglio di vita fatto di luci e ombre che lo rendono un personaggio, senza dubbio, davvero interessante. Leggerlo in questo determinato periodo storico, colpisce e fa capire come l’autore conosca in maniera talmente approfondita le dinamiche che ruotano intorno alla politica russa, da sembrare in qualche modo “profetico”. Il libro è uscito infatti a febbraio, a ridosso dei fatti di guerra che stanno coinvolgendo la Russia. È un romanzo scorrevole, accattivante, dallo stile elegante. I dialoghi sono coinvolgenti e spesso ironici ma, a mio avviso, a volte banalizzano i personaggi che li coinvolgono. Questo se proprio devo fare un piccolissimo appunto. Si tratta comunque di una lettura appassionante che tiene il lettore incollato alle pagine; Silva negli anni è riuscito a ritagliarsi il ruolo di grande autore di Spy Stories e certamente non delude con questo suo nuovo libro. L’atmosfera tipica delle storie di spionaggio viene smorzata da una certa leggerezza data dall’ironia che accompagna la caratterizzazione dei personaggi, gli intrecci amorosi e dal tocco di eleganza dato dalle citazioni raffinate riguardo alla musica classica e all’arte che, personalmente, ho molto apprezzato. Un romanzo completo quindi, attuale sia dal punto di vista politico, sia nelle fedeli descrizioni relative alla situazione pandemica data dal Covid. Una lettura che consiglio sia agli amanti del genere che non, un crescendo di emozioni, eventi e colpi di scena degni di un’ottima spy story.

Traduzione: Seba Pezzani
Editore: Harper Collins
Pagine: 512
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Daniel Silva è nato in Michigan nel 1960; vive con la moglie e i due figli a Washington.Nel 1984 ha iniziato la carriera giornalistica lavorando per United Press International, per poi diventare produttore televisivo della CNN. Tutte le sue opere, The Kill Artist, The English Assassin, The Confessor, A Death in Vienna, Prince of Fire, The Messenger, The Secret Servant, The Defector, sono entrate nelle classifiche dei libri più venduti. Del 2012 è Il caso Rembrandt (Giano); del 2014 sono L’angelo caduto e La ragazza inglese. I suoi libri sono stati pubblicati in Italia da Mondadori e da Giano.

Daniel Silva: La Violoncellista
Concludendo
Una spy story elegante, ironica e assolutamente attuale che descrive molto bene l’attualità politica e sociale che stiamo vivendo.
Pro
Elegante.
Scorrevole.
Attuale
Contro
Dialoghi, a volte, dal tono troppo romance e surreale.
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