La fine che farai: Max Fiorello

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Adrenalinico
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Quando osserva la sua vita, Harry Castellani ancora non riesce a spiegarsi che cosa sia accaduto. Un giorno era un detective della Squadra Omicidi di Miami, sottopagato, frustrato e con la tendenza a fare un uso smodato di alcol, e qualche settimana dopo il suo primo thriller scalava le classifiche di tutti i giornali americani più importanti rendendolo ricco e famoso. Ha cambiato tutto: macchina, casa, frequentazioni, viaggi. Tutto a parte la bottiglia di whisky che continua a fargli compagnia dovunque vada. E ora è a Roma, per la promozione italiana del suo romanzo e per godersi uno dei posti che fino a poco prima poteva solo sognare da lontano. Harry è un uomo complicato, ossessio- nato dalle belle donne, dai soldi, da un segreto che sta rovinando le sue notti, e soprattutto dal secondo romanzo che sembra non voler uscire dalla sua penna. Il giorno in cui una giovane donna conosciuta per caso scompare nel nulla, però, sente dentro di sé il richiamo ad agire. Perché tutti i soldi del mondo non possono ripagare l’adrenalina che sale quando si sta per salvare una vita. Quando altre donne cominciano a scomparire tra le strade di Roma, Harry si rende conto che la partita è appena cominciata e che per vincerla dovrà essere disposto a tutto, anche a rivelare la più scioccante delle verità.

Recensione

Quasi come una fiction serrata dove il lettore non fa altro che guardare il protagonista compiere l’impossibile per portare a termine la sua missione. In questo romanzo Harry Castellani, un Italo americano molto poco ortodosso, si ritroverà suo malgrado a tentare di fermare un serial killer.

Quello che maggiormente colpisce del libro è la scelta di concentrare tutta la storia su Harry, cercando di far sperare in una sorta di escalation di redenzione da parte del protagonista. Droghe, alcool e sesso sono all’ordine del giorno per questo ex poliziotto, colpito chissà come dalla capacità di scrivere un romanzo best-seller. A mio dire, però, tutta questa ostentazione porta a farci odiare questo scrittore-poliziotto, che fino alla fine, almeno per me, non sviluppa nessuna capacità di empatia o bontà d’animo. Purtroppo per il vero scrittore, nessuno dei suoi personaggi sviluppa una caratteristica tale da rendere il libro meritevole di essere letto. Le donne, che in questo caso dovrebbero rappresentare una costante importante, risultano o troppo remissive o  addirittura tanto arroganti da risultare antipatiche. Anche la scelta di criticare usi e costumi delle varie città (Roma o Miami) non porta di certo a ingraziarsi nessuno. Harry si ritrova suo malgrado ad assistere a un atto che in qualsiasi modo dovrebbe spingere un poliziotto a farsi avanti e intervenire. Invece no, lui ottenebrato dalla voglia di portarsi a letto una delle sue tante conquiste, non interviene, portando allo sviluppo di quella catena di eventi che terranno banco fino all’ultima pagina. Detto ciò lo stile narrativo pieno di colpi di scena, veloce e d’impatto, mi è, a suo modo, piaciuto. Per il resto, non è un libro da buttare o lasciar perdere. Sicuramente migliore di tanti altri.

Un’ultima annotazione: il finale. Deludente. Mi sarei aspettata di meglio.

Editore: Piemme
Pagine: 440
Anno di pubblicazione: 2022

Autore

Max Fiorelli nasce a Roma il 22 agosto 1988. Dopo avere conseguito il diploma di maturità scientifica si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre, dove nel 2013 consegue il titolo di Dottore in Legge.

Il suo amore per la scrittura comincia molto presto. A undici anni si classifca terzo al premio letterario nazionale Book’s Bar con un racconto a tema storico dedicato a Napoleone Bonaparte. Negli anni del liceo partecipa alla stesura di sceneggiature di opere teatrali che ricevono menzioni positive dalla critica dei principali quotidiani nazionali.

Attualmente si dedica a tempo pieno alla scrittura di romanzi, prediligendo il thriller e il romanzo d’avventura. I suoi autori di riferimento sono Nelson DeMille, Ken Follett, Ian Fleming, Michael Connelly, Dan Brown e Stephen King.

La fine che farai: Max Fiorello
Concludendo
Un libro che poteva avere un buon impatto sul pubblico, ma lascia molto a desiderare. Sicuramente molto lento nella prima parte, si riprende nella seconda. Un thriller con tinte troppo forti di sesso e orrore.
Pro
Lo stile serrato e veloce tipico dei best seller americani. Quella voglia continua di leggere e capire cosa sta per succedere.
Contro
L’uso smodato e ripetitivo del sesso. L’esagerazione dell’atto sia da parte del protagonista che del killer. La svalorizzazione della donna, usata solo come merce.
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Adrenalinico
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