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Due uomini uccisi nel giro di poche ore, entrambi con una freccia tirata da una balestra professionale, ovviamente fanno pensare alla stessa mano. Ma quando gli omicidi vengono collegati ad altri avvenuti negli ultimi mesi in zone più o meno limitrofe, il caso si inserisce in un contesto politico e la prospettiva cambia. Con il progredire delle indagini, infatti, Proteo Laurenti e i suoi collaboratori capiscono che le cause della catena di delitti non devono essere ricercate tanto nel presente quanto nel passato, perché hanno avuto origine nella guerra, nell’occupazione tedesca dopo l’8 settembre, nella Risiera di San Sabba, nella Resistenza. Parallelamente il commissario capo deve fare i conti con la dimensione ben più privata della vita familiare e ingoiare due rospi a breve distanza l’uno dall’altro: Livia e Dirk hanno deciso di sposarsi – quindi è fatta, dovrà mettersi l’anima in pace e accettare l’idea di ritrovarsi in casa un genero tedesco – e Patrizia è di nuovo incinta, ma a quanto pare il padre non è il fidanzato Gigi, come sempre imbarcato su una nave.

RECENSIONE

Dodicesimo appuntamento con il vice questore aggiunto Proteo Laurenti alle prese con due omicidi avvenuti a distanza di poche ore in due dei luoghi storici simbolo dii Trieste, dove ogni famiglia ha dovuto subire i dolori e le atrocità belliche sia delle SS naziste che dei partigiani sloveni.

Nel frattempo il vice questore deve affrontare alcuni problemi familiari: organizzare il matrimonio di sua figlia Laura con il fidanzato tedesco Dirk (che non ama particolarmente) e risolvere il quesito dell’altra figlia Patrizia incinta mentre il fidanzato è in mare da mesi.

La particolarità degli omicidi sta nell’arma del delitto: una balestra, che colpisce Giorgio Dvor, anziano che viveva isolato nelle colline circostanti e Lauro Neri settantunenne conosciuto in zona.

Laurenti comincia ad indagare sul passato delle vittime, entrambe legate al periodo della guerra, ai fascisti, ai partigiani e a tutti coloro che in qualche modo hanno avuto a che fare con crimini verso il popolo.

La vendetta crea ad Heinichen l’opportunità di parlarci della storia di Trieste, città portuale che affonda la sua storia in avvenimenti sanguinosi e lunghe lotte, che vive nel passato affrontando un presente carico di contraddizioni tra le sue ricchezze e la violenza e il razzismo verso gli immigrati e gli stranieri.

Ho apprezzato l’analisi politica, sociologica ed economica che l’autore fa di questa bellissima città, crocevia di popoli, che ha portato, purtroppo, ad inasprire l’intolleranza e il populismo. Condivido la sua visione di un Europa che sta perdendo sempre più un equilibrio necessario, visto anche gli eventi terribili di questi ultimi mesi.

L’ironia che pervade la storia la rende ancora più accattivante facendoci sorridere ed amare il commissario Laurenti, originario di Salerno, ma ben integrato al nord, e la sua famiglia composta da numerose presenze femminili che lo fanno dannare.

Una figura femminile su tutte mi ha catturata: la novantenne Ada e la sua vita durante la guerra, commovente, per non dimenticare.

Scrittura intensa e avvincente, ricca di dialoghi, di flashback storici, personaggi credibili e paesaggi meravigliosi, rendono l’ennesimo appuntamento con Proteo Laurenti davvero imperdibile.

Traduzione: Monica Pesetti
Editore: E/O
Pagine: 282
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Veit Heinichen 1957, Villingen-Schwenningen (Germania), scrittore tedesco laureato in economia a Stoccarda. Dal 1997 vive a Trieste dove ha voluto ambientare i suoi romanzi, che sono tutti dei bestseller in Germania e Austria. A partire dal 2003 sono stati tradotti anche in italiano, olandese, francese, sloveno, greco, norvegese e spagnolo. Come in tutti i noir il personaggio principale dei suoi libri è un poliziotto: il Commissario Proteo Laurenti, salernitano trapiantato da anni in questa città che proprio come lo scrittore ce ne descrive stranezze e bellezze proprio perché la osserva con gli occhi di uno straniero.
I morti del Carso, ha ottenuto un ottimo successo ed è stato finalista al Premio Franco Fedeli come uno dei tre migliori gialli italiani nel 2003. In Italia ha pubblicato – sempre per la casa editrice e/o – tutte le opere di Proteo Laurenti.

Veit Heinichen: Lontani parenti
Concludendo
Romanzo noir che mette in luce la storia del nostro Paese e ci fa riflettere sul passato e sul presente, sulle vittime e i carnefici, sulla vendetta e il perdono.
Pro
Personaggi.
Richiami storici.
Una dose d’ironia.
Contro
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