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Il Codice. Da quando sua moglie, Michelle, se n’è andata sette anni prima, Jeffy Coltrane ha lavorato per mantenere una vita apparentemente normale per sé e sua figlia di undici anni, Amity.

Tutto procede per il meglio fino a quando un eccentrico tipo, noto come Ed l’Inquietante, si presenta alla loro porta e chiede a Jeffy di nascondere un oggetto strano e pericoloso – qualcosa che lui chiama “la chiave di tutto” –, con la raccomandazione di non usarlo in nessuna circostanza.

Mai, e per nessuna ragione.

Ma dopo la visita di un gruppo di uomini pericolosi, Jeffy e Amity si ritrovano ad attivare accidentalmente la chiave e a scoprire una verità straordinaria.

Il dispositivo consente loro di passare a mondi paralleli allo stesso tempo familiari e bizzarri, meravigliosi e terrificanti.

Una novità sconcertante quanto diabolica: Michelle potrebbe essere a portata di un clic?

Ma Jeffy e Amity non sono gli unici interessati al dispositivo.

C’è qualcuno che li insegue e vuole quell’oggetto a tutti i costi, pronto a eliminarli se necessario. Seminerà terrore, questo è certo, a meno che Amity e Jeffy non riescano a fermarlo…

RECENSIONE

Ascoltami. Ascolta, ascolta. Ho usato la chiave di tutto oltre cento volte, e ho visto orrori indicibili. La dovrei distruggere, ma non posso farlo. È la mia piccola, la mia splendida opera geniale

Il codice di Dean Koontz prende le mosse dall’espediente narrativo e cinematografico più usato di sempre; un oggetto dalla tecnologia sconosciuta e potenzialmente pericoloso viene innescato in modo accidentale.

Il tempo di quarantanove pagine e Dean Koontz, fruttando alla perfezione la tecnica della cadenza d’inganno tanto cara ad Alessandro Baricco, trascina il lettore in una storia dalla forte tensione fantascientifica e dal calore emotivo di un più rassicurante fantasy.

Elsewhere, letteralmente Altrove, è il titolo originale del libro ed è anche il focus di questo romanzo che condensa anni di teorie cosmologiche sguazzando nel multiverso ed immaginando piani spazio-temporali degni dei più frenati distopici orwelliani.

La tua vita nel multiverso era come una splendida quercia con un fantastiliardo di rami, alcuni deformi e altri magnifici. Prendevi decisioni stupide e ne derivava una tragedia, ne prendevi di sagge e comunque andavi incontro ad una tragedia, ma per ogni tragedia c’era un trionfo, un mondo dove vivevi invece di morire, dove trovavi l’amore invece di perderlo, dove prosperavi. Erano coinvolti tanto il fato quanto il libero arbitrio.

“La chiave di tutto”, somigliante ad un lucido smartphone, non è solo un freddo congegno meccanico in grado di trasportare i personaggi sui vari universi paralleli, ma diventa scrigno di speranza; una vita in cui Jeffy, la figlia Amity e la madre scomparsa Michelle potranno finalmente riunirsi.

Il motore di tutta la storia è questo ricongiungimento familiare – l’onda di quella purissima luce bianca destò in Michelle una meraviglia in cui l’apprensione si mescolava alla speranza – e ne solca ogni pagina, ogni avvenimento, stuzzicando le corde emotive più sensibili.

I personaggi si muovono nella trama in perfetta sintonia con il narrato; dal cattivo di turno, Falkirk, a cui tocca inseguire ed uccidere i buoni, allo scienziato Ed, che cerca di espiare le proprie colpe, fino alla madre inconsolabile Michelle.

A Jeffy ed Amity è affidato il compito di donare profondità e originalità al racconto, impegno che mantengono imbastendo l’ordito di storie fantasy, di citazioni letterarie, di eroine fantastiche, di frasi intere che riecheggiano i romanzi cult della letteratura fantastica, creando così un tessuto metanarrativo unico.

Risultato di questo gioco ipertestuale è un romanzo di fantascienza che si crede un fantasy, i cui personaggi ricalcano le gesta dei loro eroi fantastici; gesta che creeranno Il codice decifrabile solo da lettori attenti e assidui, come Jeffy e sua figlia.

La vita vera aveva una trama che pareva creata da un Tolkien sotto metanfetamina, un’infinita cascata di eventi, eventi, eventi.

Ne Il codice il viaggio tra i vari universi alla ricerca di un mondo perfetto in cui poter finalmente condurre la vita desiderata, evitando i pericoli di futuri catastrofici, sarà costellata da mille peripezie in grado di divertire e catturare l’attenzione del lettore.

Capitoli brevi, cliffhangers posti in punti strategici, una scrittura rapida e sagace, rendono la lettura vertiginosa e magnetica, nonostante la tematica ipersfruttata dei mondi paralleli.

Dean Koontz si dimostra funambolico affabulatore e ci coinvolge in una narrazione sempre in bilico tra Asimov e Tolkien, Bradbury e Hawking, evitando i crepacci del Romance più smielato.

Il New York Times ha definito la sua scrittura “psicologicamente complessa, magistrale e soddisfacente” ed è esattamente ciò che il lettore, che ha conosciuto Dean Koontz nei suoi bestsellers da 500 milioni di copie, ritrova ne Il codice.

Traduzione: Annarita Guarnieri
Editore: Fanucci
Pagine: 348
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Dean R. Koontz, 1945, Pennsylvania.

È autore di thriller di successo e autore bestseller di fama internazionale. Per tanti anni è stato insegnante di Inglese in una scuola superiore, prima di dedicarsi alla scrittura, pubblicando nel 1968 il suo primo romanzo: Jumbo-10. Il Rinnegato.

Con più di 120 titoli all’attivo e oltre 500 milioni di copie vendute, Dean Koontz è considerato uno dei maestri del genere thriller. Il silenzio uccide, con cui fa il suo ingresso nel catalogo Timecrime, è stato opzionato per una serie tv prodotta da Paramount Television e Anonymous Content.

Seguono La notte uccide (Jane Hawk#2), e L’inganno uccide (Jane Hawk#3), tutti pubblicati nel catalogo Timecrime. Nel 2020 esce Abisso. Coronavirus: il romanzo della profezia (Timecrime).

Il codice di Dean Koontz
Concludendo
Il codice è un romanzo in cui sono mixati vari generi letterari, prevalentemente fantastici, e dosati tutti in modo armonico. Sa intrattenere e ci consegna anche qualche riflessione sulle derive della scienza.
Pro
Una scrittura magnetica
La profondità metanarrativa
Le riflessioni sottotraccia
Contro
Personaggi stereotipati
Cliché e paesaggi già visti
3.8
Adrenalinico
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