Come d’Arco scocca. Il castello di Arco attraverso i secoli in tredici racconti a cura di Giancarlo Narciso

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Perché, innanzitutto, questo titolo dalle evidenti assonanze con la celebre frase Senza cozzar dirocco con cui il Vate volle celebrare il Genio di uno dei più significativi personaggi della Storia di Arco, il pioniere dell’aeronautica Gianni Caproni?

Perché questo libro vuole colpire come una freccia, idealmente scoccata dai merli del castello di Arco, a tracciare il filo di tredici racconti ambientati in diversi momenti della sua Storia. E perché un’antologia dedicata un castello?

Per l’assoluta eccezionalità di questa straordinaria opera d’ingegneria militare, che da mille anni e forse più domina un paesaggio di struggente bellezza e alla quale il borgo di Arco deve la ragione stessa della sua esistenza.

Circondato da olivi, affacciato sull’ammaliante entroterra di quel miracolo della natura che è il lago di Arco, qui così simile a un fiordo norvegese e al tempo, così dolcemente mediterraneo, il castello di Arco ha segnato la Storia del Tirolo Meridionale, colpendo la mente di illustri visitatori i quali, avventuratisi nel corso dei secoli in queste contrade, hanno voluto rendergli omaggio.

A replicare questo omaggio è oggi un manipolo di celebri autori che hanno voluto rappresentarcelo nei momenti più salienti della sua Storia, ridando vita a personaggi reali come Cubitosa, rinchiusa nella prigione del Sasso, o Antonio d’Arco, trucidato nel cortile del Castello e di cui si dice che il fantasma infesti ancora il luogo del delitto; ricordandoci la folle impresa veneziana delle galeas per montes o i saccheggi delle truppe del maresciallo Vendôme; dipingendo momenti salienti del XIX, dal mancato arrivo nella piana dei Volontari Italiani, vittoriosi a Bezzecca, alla nascita del Kurort mitteleuropeo, che vedeva Arco frequentata da teste coronate provenienti da ogni parte d’Europa; dall’imminente annessione al Regno d’Italia, al Fascismo e, infine, a quel breve periodo, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, quando il Trentino era stato annesso alla Germania e governato dal Gauleiter austriaco Franz Hofer.

Tredici racconti segnati da una sorprendente accuratezza storica e scanditi da un ritmo teso e coinvolgente che svela la mano esperta di riconosciuti maestri del thriller.

RECENSIONE

La notte era buia e senza luna ma nell’aria tersa si stagliava chiara contro il cielo la sagoma della Torre Renghera; quella torre all’ombra della quale centinaia di vite nel grande scenario della Storia si erano consumate in drammi, amori, conflitti, per poi svanire, quasi sempre nell’oblio. Vite di nobili e di plebei, di guerrieri e ingeneri, di cavalieri e cortigiane, di pittori e poeti, di artisti e artigiani. E spesso anche vite di cialtroni, come quello che aveva ora di fronte e sul quale, dominando il disgusto, riportò di malavoglia lo sguardo (“Galleria dei Titani” di G. Narciso).  

Il castello di Arco, pregevole capolavoro architettonico che domina da secoli la piana del Sarca, abbarbicato su uno sperone roccioso, è il protagonista incontrastato di una raccolta di tredici racconti scritti per l’occasione dalle migliori penne del giallo storico italiano.

L’antologia è curata da Giancarlo Narciso e le novelle in essa contenute sono ambientate in momenti diversi della storia del castello, a partire dal medioevo, quando esso era una fortezza inespugnabile, fino ad arrivare alla seconda guerra mondiale.

Il falconiere di Giada Trebeschi racconta una tragica storia di amore e morte, in cui le ostilità tra guelfi e ghibellini, i primi passi della scienza in campo autoptico e l’arte della falconeria hanno un ruolo fondamentale.

L’ultima erede di Renzo Saffi ha per protagonista Cubitosa d’Arco, personaggio realmente esistito nella seconda metà del XIII secolo, imprigionata per anni insieme al padre nella torre del castello di cui era l’ultima erede per volere dell’avido e crudele zio Odorisio.

Il racconto unisce elementi storici, romantici, fantastici e tipici del racconto d’avventura; tra i personaggi è presente un illusionista, Gregorius, uomo estremamente enigmatico e misterioso, capace di evocare immagini ed illusioni grazie alla sua lanterna magica.

Le pagine che descrivono lo spettacolo messo in scena da Gregorius sembrano narrare una splendida fiaba, un sogno ad occhi aperti, un vero e proprio viaggio nel paese dei sogni.

Il congedo del cavaliere di Alfredo Colitto prova a dare un nome e un volto all’ignoto artista che, nella seconda metà del XIV secolo, ha dipinto gli splendidi affreschi della sala principale del castello narrando, in versione romanzata, la leggenda relativa alla morte del conte Antonio d’Arco vittima di una truce vendetta.

Anche Giovanni d’Arco di Maurilio Barozzi racconta una cupa storia di vendetta la cui protagonista è poco più che una bambina.

Il quadrato magico di Claudia Salvatori e Il fantasma del castello di Gian Luca Margheriti vedono come personaggi principali due grandi artisti del Rinascimento, rispettivamente Albrecht Dürer e Leonardo Da Vinci.

Il primo racconto narra con grande intensità il soggiorno del grande incisore e pittore tedesco ad Arco nel 1497, un’occasione, secondo l’autrice, per compiere un profondo viaggio interiore.

Nel secondo, invece, un Leonardo da Vinci in veste di investigatore riuscirà, grazie al suo acume e al suo spirito di osservazione, a scoprire cosa si nasconde dietro le apparizioni di un presunto fantasma.

L’indagine dell’arciduca di Patrizia Debicke, ci racconta di un’inchiesta appassionante grazie alla quale viene sventato un complotto ai danni del Principe Vescovo Bernardo Clesio.

In Giustizia sommaria di Giancarlo Narciso si parte dalla grande storia, quella della guerra di successione spagnola all’inizio del XVIII secolo, che vede le truppe del maresciallo Vendȏme saccheggiare i territori in cui si trovano il borgo di Arco e il suo castello.

Il lettore osserva il susseguirsi degli eventi attraverso gli occhi del maggiore Clermond e di Teresa, una giovane donna considerata una ladra e una strega dai suoi concittadini la quale, servendosi della propria avvenenza, riesce a conquistare la libertà tanto agognata.

La volpe della rocca di Adrea Carlo Cappi e A che punto è la notte? di Leonardo Gori, sono due racconti di spionaggio.

Nel primo, il protagonista è un uomo in cui sembrano convivere due anime, due personalità distinte: una furba e intelligente, da lui denominata la volpe, e l’altra più animalesca e crudele, il lupo, che prende il sopravvento nelle situazioni di pericolo.

Il protagonista e narratore del secondo racconto, spia per necessità e per il proprio interesse durante la prima guerra mondiale, si trova ad affrontare una situazione del tutto imprevista.

Arco scarlatto di Pierluigi Porazzi è un vero e proprio thriller che richiama idealmente i delitti di Jack lo Squartatore sia perché il racconto è ambientato alla fine di agosto del 1888, periodo in cui iniziarono a Londra gli omicidi di Whitechapel, sia per il modus operandi dell’insospettabile assassino.

Morte per amore di Giulio Leoni e Galleria dei Titani di Giancarlo Narciso strettamente collegati tra loro, sono due tragiche storie d’amore e morte ambientate tra il periodo del fascismo e la seconda guerra mondiale.

Sono storie di piccoli e grandi egoismi, di avidità e povertà morale.

I racconti di Come d’Arco scocca, una vera perla per gli appassionati del giallo storico nostrano, narrano fatti realmente accaduti, riportano in vita personaggi storici e mescolano sapientemente finzione e realtà, storia e leggenda, mistery, gotico ed elementi fantastici. Su tutto domina il castello di Arco con la sua torre merlata, le cupe prigioni e la sala decorata dai suoi splendidi affreschi.     


Editore: Borderfiction
Pagine: 383
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Giancarlo Narciso vincitore del prestigioso premio Scerbanenco per il miglior noir italiano nel 2006 con «Incontro a Daunanda» e, nel 1998, del Premio Tedeschi con «Singapore Sling», Giancarlo Narciso aggiunge al suo arco titoli come «Sankhara», (Finalista Premio Scerbanenco 2002), «Otherside» (terzo classificato Premio Azzeccagarbugli 2011), «Solo Fango», «I Guardiani di Wirikuta», «Un’ombra anche tu come me», «Le zanzare di Zanzibar», «Un nome su una lista», oltre a «Chi lotta coi mostri», una raccolta di quattro spy-story in formato novelette.

Con lo pseudonimo di Jack Morisco ha firmato per Segretissimo Mondadori la serie di Banshee, che include finora i romanzi «Alba Rossa a West Papua», «Dossier 636», «Manila Sunrise», «L’arma birmana», «Le tigri e il leone», «Furia a Lombok».

AUTORI RACCONTI

Maurilio Barozzi, Andrea Carlo Cappi, Alfredo Colitto, Patrizia Debicke, Leoardo Gori, Giulio Leoni, Gian Luca Margheriti, Giancarlo Narciso, Pierluigi Porazzi, Renzo Saffi, Claudia Salvatori e Giada Trebeschi.

Come d’Arco scocca. Il castello di Arco attraverso i secoli in tredici racconti a cura di Giancarlo Narciso
Concludendo
Una raccolta di racconti in cui elementi storici e mistery sono legati indissolubilmente; una vera perla per gli appassionati del genere.
Pro
L’originalità delle storie narrate
L’ambientazione storica estremamente affascinante
Contro
Nulla
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