L’enigma di Leonardo di Luca Arnaù

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Tridimensionale
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1482. Firenze è ormai sull’orlo della guerra con Milano e la città vive giorni di grande tensione.

A peggiorare la situazione, un terribile delitto si consuma in piazza di Santa Maria del Fiore, davanti a una folla di attoniti concittadini: il gonfaloniere Ridolfi viene ucciso dal colpo di una modernissima arma da fuoco.

Oltre al prestigio della vittima, crea sconcerto la modalità dell’omicidio: le armi da fuoco sono poco usate e tutt’altro che potenti e precise.

A indagare sulla macabra esecuzione viene chiamato ancora una volta il giovane Leonardo da Vinci.

Affiancato dal fedele aiutante, Iacopo Bencini, il geniale investigatore si ritrova ben presto alle prese con una catena di delitti che sembra condurre allo stesso abilissimo assassino.

Mentre cerca di trovare il bandolo della sanguinosa matassa, Leonardo viene avvicinato da un agente del misterioso Uffizio del Silenzio, un’organizzazione segreta che risponde direttamente a Lorenzo de’ Medici.

Grazie al suo aiuto, il giovane da Vinci capisce che la minaccia che sta affrontando viene da molto, molto lontano…

RECENSIONE

Non intendo tenere una lezione di scrittura creativa, tanto meno insegnare a un lettore cose che già conosce, anche se forse inconsapevolmente, ma metto il primo punto sull’opinione che ho di questo libro di Luca Arnaù, sulle parole di quest’opera e della differenza che fanno all’interno di questo o un altro racconto.

I vocaboli mutano i colori, ci portano indietro nel tempo; hanno, in poche parole, un potere enorme e sta allo scrittore l’abilità di maneggiarli.

Questo è un altro dei doni di chi costruisce un romanzo coerente e ne dipinge il contesto.

Sottolineo, a tal proposito, la parola sussurranti come quella che più mi ha colpita in questo volume, poiché comprensibile ma niente affatto scontata e perfettamente calzante.

Senza spoilerare, ma per farmi intendere, tali sussurranti possono essere considerate spie o semplici aiuti per mezzo di casate regnanti che passano informazioni o fanno il doppio gioco.

Per non parlare di parole come guarnacca, che però danno solo l’idea del loro uso per via del contesto nel quale vengono inserite, ma che personalmente non avevo mai sentito ed è bello, a volte, non sapere, perché accende la curiosità del lettore e arricchisce così il testo.

Questo libro certamente non è una cacofonia di parole arcane, al contrario è molto stimolante.

Se parliamo della trama, spesso, immersa nella lettura, mi sono trovata a pormi delle domande – forse perché speravo di essere in gamba come l’investigatore protagonista della storia, Leonardo da Vinci, o perché il racconto ci porta a tali quesiti – e poi, come se l’autore stesse scrivendo in quel momento il romanzo che mi stava stregando, ecco che appare la risposta, qualche riga a seguire.

Io cerco sempre una storia in cui immergermi, da vivere quasi in prima persona, insieme a un personaggio con il quale immedesimarmi e che mi aiuti a diventare parte della storia.

Questo libro ha sicuramente tridimensionalità e questo grazie a Leonardo, reso più umano rispetto al personaggio astratto che abbiamo studiato sui libri, e all’ambientazione colorata, come so che l’autore ama creare, con i toni dell’epoca.

Posso anche affermare che il lessico, seppur adatto e forbito, ha svecchiato il 1400 e reso il tutto visibile anche ai più giovani.

L’autore, è chiaro per chi legge, ha fatto una ricerca molto approfondita su moltissimi argomenti.

Arnaù si è documentato a dovere sull’epoca che ha scelto di narrare: dagli abiti ai ritrovi, fino alle danze, alle armi usate e al gergo.

Potrei fare una noiosissima lista che servirebbe a poco se solo sono riuscita fin qui nell’intento di convincervi che è una lettura che consiglio.

L’autore ha impiegato solo un mese per scrivere quest’opera e non è sintomo di fretta e approssimazione.

Al contrario è evidenza di dedizione e buona organizzazione.

Non ho dubbi, dopo averlo sentito dalle labbra di Luca Arnaù, che si è dedicato all’opera diligentemente ogni santo giorno, con metodo e lasciandosi ispirare dagli eventi della storia.

Questo thriller è così appassionante che suggerisco ai più pignoli a caccia di anacronismi, o piccoli difetti riguardanti usi e costumi dell’epoca, di arrendersi al fatto che, seppur ce ne dovessero essere, non violerebbero la bellezza dell’opera.

Per cui, godetevela.

All’investigazione che, ricordo, nel 1400 priva di elementi scientifici da esaminare come DNA e simili, non manca la giusta dose di pettegolezzi e malelingue nelle cerchie come quella del Magnifico.

Questo per quel che riguarda la seconda parte del libro, se volessimo dividerlo in tre, e dona al racconto anche quel tocco di giallo classico di cui tutti, o quasi, siamo innamorati.

Nella seconda parte la storia si fa più avventurosa e ci porta, tra risvolti inaspettati, a un finale inaspettato che ho apprezzato molto, anche se molto crudo è calzante.

Della prima parte, per me, fa parte il prologo che hai toni del mare in tempesta, di notte, e di una barca alla fonda che guarda le luci traballanti di una città marittima, e poi i capitoli che ci presentano l’Ammiraglio.

Sì, ho visto queste tre parti ma tutte si amalgamano benissimo.

Per quel che riguarda i personaggi, credo di averne solo accennato, sono tutti ben costruiti e mi pare di aver capito che l’autore ha fatto una netta sezione tra coloro che ci accompagneranno lungo tutto il cammino e le comparse (o quelli che hanno un ruolo marginale, se vogliamo).

Ai primi riserva presentazioni diluite, ai secondi invece una lista che ci dà subito il quadro estetico del personaggio.

Avrei apprezzato di più una delineazione dei protagonisti più legata ai loro gesti e che questi mettessero in risalto le loro caratteristiche fisiche, ma la scelta dello stile di un autore non si contesta, a parer mio, e ha a che fare solo con il mio gusto personale.

Ma l’autore ha i suoi assi nella manica.

Mi riferisco al coprotagonista, lo Scorpione di Giada…

Arnaù sostiene di non aver strutturato la storia in uno schema e che, come molti fanno, ha lasciato che il romanzo si formasse, ma aveva sicuramente le idee chiare su come doveva andare il libro e sulla piega che doveva far prendere alla storia, tramite almeno uno dei sui personaggi.

Editore: Newton & Compton
Pagine: 256
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Luca Arnaù, genovese di nascita e milanese d’adozione, è un giornalista, direttore di riviste e agenzie di stampa.

Ha diretto testate storiche quali «Eva 3000», «Vip», «Ora», «Di Tutto», «Nuova Epoca», «Top Salute», «Corona Star’s».

Attualmente lavora come autore di cinema, documentari e serie TV.

Ha girato La banda del Buffardello e Il manoscritto di Leonardo da Vinci, il suo primo film come sceneggiatore.

Ha fatto il ghost writer per molti VIP e ha scritto racconti sotto pseudonimo.

Con la Newton Compton ha pubblicato Le dieci chiavi di Leonardo e L’enigma di Leonardo.

L’enigma di Leonardo di Luca Arnaù
Concludendo
Un thriller che ci porta in dietro nel tempo e ci cattura anche grazie al fascino di un artista come Leonardo da Vinci nei panni di un investigatore
Pro
L'ambientazione è decisamente affascinate
Stile appropriato
Contro
A questo libro manca un pizzico di non detto, il mio amato show don't tell che personalmente amo
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Tridimensionale
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