La foresta brucia sotto i nostri passi di Jens Liljenstrand

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Realistico
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È l’estate in cui la crisi climatica si aggrava al di là dei nostri peggiori incubi e gli incendi devastanti nella campagna svedese trasformano improvvisamente gli inconsapevoli vacanzieri in rifugiati climatici.

Eppure, in questo scenario infernale, la vita deve andare avanti, e anche quando la realtà intorno sta crollando le storie d’amore adolescenziali, le crisi coniugali e d’identità e le rivolte contro genitori senza speranza continuano come sempre.

Didrik è un consulente di social media di quarant’anni i cui sforzi da macho per diventare l’eroe che salva la famiglia finiscono per renderlo una rappresentazione patetica dell’impotenza maschile.

Melissa è un’influencer che nega i cambiamenti climatici e dietro la facciata superficiale nasconde una vita segnata da eventi tragici.

André è il diciannovenne figlio perdente di una star dello sport internazionale che usa la violenza esplosa intorno a lui per orchestrare la sua personale vendetta contro il padre negligente.

Vilja è la figlia quattordicenne di Didrik che, di fronte all’inettitudine degli adulti, assume un inaspettato ruolo risolutore.

RECENSIONE:

In uno scenario apocalittico, dopo la pandemia da Covid 19 che ci ha quasi messi in ginocchio, Lijenstrand ci mette di fronte ad eventi naturali causati dal surriscaldamento globale, inquinamento, uso sconsiderato delle risorse che ci offre il nostro pianeta e corsa al consumo che potrebbero costarci davvero caro.

Ci troviamo in un mondo perverso dove l’emisfero sud è devastato da carestie, guerre e caos, mentre un’élite globale nell’emisfero nord accumula così tanti beni che per essere sostenibile per tutti avrebbe bisogno di 20 globi terrestri

In una Svezia devastata dagli incendi, con un’estate così calda che non si era mai vista conosciamo quattro protagonisti.

Ognuno con i propri problemi quotidiani e familiari, cerca di far fronte ad un presente terribile che prospetta un futuro incerto e carico di nefaste prospettive.

Ognuno di essi prova, a modo suo, di far fronte all’emergenza.

Didrik  cerca di portar fuori la sua famiglia dalla foresta incendiata affrontando i problemi con la moglie dalla quale vorrebbe separarsi.

Melissa vive l’emergenza come un automa, da spettatrice, cercando con tutta sé stessa di evitare il problema imbottendosi di farmaci e vivendo sui social.

André è in barca col padre, ex tennista famoso, col quale ha un rapporto di amore/odio e si troverà a combattere con gli ambientalisti arrivando anche ad usare la violenza.

E Vilja, figlia adolescente di Didrik,  he invece prenderà in mano la situazione mobilitandosi per un futuro migliore.

Viene fuori un quadro eterogeneo di uomini e donne alle prese con un mondo impazzito.

Una natura che si ribella e che ci sopravvivrà , perché non siamo necessari anzi, in questo momento siamo deleteri per la Terra, un cancro che la divora dall’interno.

Perché la natura se ne infischia di noi. È la cosa più importante, dobbiamo cercare di capirlo. Alla natura non importa, lei non contratta, non può essere persuasa o placata o minacciata. Noi siamo una catastrofe, siamo un superpredatore, un batterio killer, una specie invasiva, ma per lei siamo soltanto un’increspatura della superficie. Un colpo di tosse, un incubo che ci si ricorda a malapena

È stata una lettura emozionante, dolorosa e per certi versi illuminante su quello che potevamo aver fatto ma che decisioni politiche alla mercé di aziende potenti e sempre sulla scia del potere e del denaro hanno preferito non fare.

Già dagli anni ’80 la questione ambientale prospettava scenari poco rosei ma solo negli ultimi tempi ci siamo approcciati al problema, consapevoli di essere in ritardo assoluto e di non poter più risolvere ma solo tamponare.

Che tipo di persona si diventa quando accade l’impensabile?

È una domanda terribile perché all’impensabile siamo già arrivati, con la consapevolezza di lasciare un mondo difficile, quasi impossibile alle generazioni future e siamo stati noi a fare questo.

Ogni essere umano rappresenta un fardello enorme per la Terra, un corpo da far nascere, scaldare, trasportare, curare e mantenere per 90 anni. Avere figli? Una vera follia. Puro e semplice sadismo climatico

Però la speranza per noi essere umani deve essere una spinta per fare, amare, rimediare, così come fa Vilja, rimboccarsi le maniche ed invertire la rotta.

Traduttore: Monica Corbetta
Editore: Mondadori
Pagine:504
Anno di pubblicazione 2022

AUTORE:

Jens Lijenstrand (1974), giornalista e scrittore acclamato dalla critica, ha esordito nel 2003 con il libro reportage “Made in Pride”.

È stato critico per i quotidiani “Sydsvenskan” e “Dagens Nyether” e caporedattore della sezione cultura di “Expressen”.

La sua biografia su Vilhelm Moberg è stata candidata al prestigioso August Prize.

La foresta brucia sotto i nostri passi di Jens Liljenstrand
Concludendo
Un romanzo che, indipendentemente dalle storie dei suoi personaggi, pone l’accento sulla doverosa presa di coscienza che la Terra può far a meno di noi mentre noi ne abbiamo assolutamente bisogno.
Pro
Tematica attuale
Incentivi ad una presa di coscienza
Contro
Dispersivo
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Realistico
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