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Quantum Girl

Il 1° dicembre 1946 Paula Jean Welden lascia il dormitorio del Bennington College, Vermont, e sparisce dalla faccia della terra.

Diciott’anni, bianca, bionda, benestante: l’intera nazione si preoccupa della sua sorte, con l’inevitabile corredo di segnalazioni, supposizioni e false piste che accompagna i casi mediatici.

Non verrà mai piú ritrovata, ma non per questo cesserà di esistere.

Diventerà ciò che gli altri pensavano lei fosse: una fuggitiva, una pazza oppure un fagotto di ossa ai piedi di un sempreverde. O ciò che lei stessa voleva diventare: la compagna di una militante clandestina del Partito comunista o, ancora, una truffatrice letteraria sul punto di essere smascherata, un’artista circense di ritorno al capezzale della madre morente, una donna in preda a un’amnesia che cancella ogni passato.

Differenti ipotesi, che le assegnano un destino, nomi, qualità, segreti inconfessabili, e le permettono di vivere innumerevoli altre vite.

È come se Paula Jean avesse cominciato a esistere solo dopo essere scomparsa, come una «ragazza quantica» partecipe di innumerevoli futuri.

È una sera del 1961 a Elizabethtown, North Carolina, quando Mary Garrett, le calze rammendate e il cardigan liso sui gomiti, si presenta a casa degli Starking, sostenendo che soltanto lei può aiutarli a ritrovare Polly, la loro figlia scomparsa da qualche giorno.

Anche la vita di Polly è stata fatta a pezzi dalle supposizioni di chi è rimasto, ma Mary sa meglio di chiunque altro che tutti noi celiamo identità diverse dall’immagine che il mondo ha di noi.

Lei, per esempio, è una sensitiva o solo una millantatrice a corto di denaro? Risucchiata in un mistero in cui le ombre del proprio passato si allungano sul presente, Mary non saprà piú di chi potersi fidare, nemmeno forse di sé stessa.

Ispirandosi a una vicenda realmente accaduta negli Stati Uniti del dopoguerra, Erin Kate Ryan costruisce un romanzo prismatico a metà tra il giallo e la storia di fantasmi, tra la cronaca e la finzione pura, in cui tutti i personaggi si specchiano inesorabilmente nei destini degli altri, in un vortice cangiante di possibilità e mistero.

RECENSIONE

Teoria della ragazza quantica: quando scompare una ragazza diventa tutto quello che tutti pensano possa essere: le nostre teorie creano il suo destino. È una fuggitiva, è una pazza, è ossa avvolte in un panno rosso  ai piedi di un sempreverde. È una doppia, tripla, quadrupla esposizione di qualsiasi vita si possa immaginare.

Leggendo questo romanzo – Quantum girl – sono rimasta completamente disorientata.

Si, è questa la parola che potrei usare per descrivere le miriadi di sensazioni che ho provato durante la lettura.

Subito abbiamo a che fare con Mary, una ragazza che grazie, o a causa del suo dono, riesce a trovare ragazze scomparse. Anche Mary è stata una di queste ragazze, decidendo di abbandonare la sua vecchia vita in favore di una migliore.

Mary è quella che oggi potremmo definire “chiaroveggente”, “medium”, che durante le scomparse di persone, loro si palesano, dando una mano, in cambio ovviamente e sicuramente di una ricompensa.

Forse, non è facile riuscire a dare una libera interpretazione di queste persone, di qualsiasi natura esse siano. Molto spesso sono persone che danno realmente una mano, altre invece speculando sul dolore altrui, tentano di far leva su queste emozioni, dando risposte che chiunque si aspetti di avere.

Ed è in questo clima così ostile che Mary bussa alla porta della famiglia Starking, portando forse una tenue speranza in questa famiglia distrutta.

Nel corso del libro saranno proprio le sparizioni di altre ragazze, in contemporanea con quella di Paula, che muoveranno l’intero filone della storia.

Durante la lettura, molto spesso mi sono imbattuta in capitoli che pensavo non c’entrassero nulla con l’intero romanzo. Ma ben presto mi sono resa conto che quelle erano delle ricostruzioni di Mary, dei modi per combattere il suo passato, un escamotage per togliersi di dosso il pesante fardello che si porta dietro.

Scopriremo una parte della sua vita che in quegli anni veniva vista come qualcosa di demoniaco, anticristiano.

Nel libro, infatti, si fanno molte allusioni al ruolo della donna, a quello che dovrebbe o potrebbe fare.

Un ruolo, decisamente molto lontano da quello delle donne odierne.

Quello che ci viene mostrato è un’eterna casalinga, che deve accontentare il marito in tutto e per tutto, abbassando la testa e obbedendo.

Ed è proprio questo che dobbiamo ricordare leggendo il libro.

Un romanzo disturbante Quantum girl, sicuramente pieno di pecche che mi hanno lasciata un po’ perplessa, ma a mio avviso mai scontato o banale, anzi, unico in questo genere.

Traduzione: Irena Trevisan
Editore: Neri pozza
Pagine: 304
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Erin Kate Ryan ha conseguito un MFA in Fiction presso i Bennington Writing Seminars e un JD presso la Boston University School of Law. I suoi racconti sono stati pubblicati in diverse prestigiose riviste letterarie, tra cui Glimmer Train, Conjunctions e The Normal School. È stata premiata con una nomination al Pushcart e con borse di studio del Vermont Studio Center, Millay Colony, Edward Albee Foundation, Hambidge Center for Creative Arts, Hinge Springboard for the Arts, Wildacres e Dickinson House (Bel-gio).

Negli ultimi dieci anni ha lavorato come grant writer e consulente di comunicazione per organizzazioni di giustizia sociale.

Quantum girl di Erin Kate Ryan
Concludendo
Innegabilmente un bel libro, che riassume varie tematiche che attraversano un’intera generazione. Non è solo un thriller, ma uno spaccato di vita. Non serve raccontarlo, bisogna leggerlo per capire la sua complessità e vastità.
Pro
La protagonista è un personaggio di rilievo, i suoi pensieri, i suoi modi focalizzano l’attenzione del lettore
Contro
Troppo prolisso, troppo lungo, troppo descrittivo. Quel troppo che invece di migliorare il libro lo danneggia
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Il libro del mese