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Perfect day

Dieci bambine scomparse nei dintorni di Berlino.

Dieci piccoli corpi ritrovati nei boschi, in vecchie rimesse, in cantieri abbandonati.

E un’unica traccia: una serie di fiocchi rossi appesi ai rami degli alberi, che guidano fino al luogo in cui giacciono le vittime.

Sono passati quattordici lunghi anni dal primo omicidio e finalmente la polizia stringe il cerchio intorno al presunto colpevole: il filosofo di fama mondiale Walter Lesniak, ribattezzato dalla stampa il “Professor Morte”.

Ma dal momento dell’arresto, quello che un tempo era uno stimato docente universitario, sembra paralizzato dallo shock e aver perduto una delle fondamentali capacità dell’uomo: la parola.

Più lui tace, più le cose si complicano.

C’è solo una persona che non crede alla sua colpevolezza: sua figlia Ann, determinata a provare l’innocenza di quel padre straordinario, affettuoso e protettivo, e a scoprire chi è il vero killer.

Un viaggio che la porterà a esplorare i lati più oscuri dell’animo umano.

RECENSIONE

Appena girata l’ultima pagina sono tante le sensazioni che si susseguono nella mia mente: la prima è forse la delusione perché è stata una storia prevedibile ed eccessivamente prolissa; poi arriva lo stupore di una vicenda che dà molto da riflettere e che nel finale ha cercato di regalare qualcosa in più.

C’è spazio anche per l’amore in Perfect day, anche se malato, che a mio avviso è il vero motore del libro.


La protagonista della storia, Ann, si ritrova a vivere improvvisamente in un incubo: suo padre, perfetto e amorevole, viene arrestato con l’accusa di omicidio di numerose bambine.

Sono tredici anni che il killer dei nastri rossi terrorizza Berlino e finalmente il mostro ha un nome e cognome.

Per Ann questa accusa è inammissibile e la Hausmann descrive molto bene tutta la sua frustrazione e incredulità.

L’amore per suo padre è talmente totalizzante che non può nemmeno considerare un’ipotesi del genere ed è decisa ad avviare un’indagine personale per scagionarlo.

Non ha idea di ciò che troverà continuando a scavare così a fondo.

Ti sei mai chiesto se quell’uomo sul quotidiano, “il Mostro” – così lo chiamano – ha una famiglia? Ce l’ha, Jakob. E sono io. Sono la figlia del presunto Killer dei nastri rossi, che negli ultimi tredici anni ha rapito e ucciso nove bambini.

La narrazione è sviluppata con diversi narratori, diversi intervalli temporali e luoghi differenti.

Durante la lettura sicuramente questa struttura, e l’assenza di capitoli in Perfect day, vi creerà confusione ma al termine di tutto riuscirete a fare chiarezza sui fatti e ad avere una visione d’insieme.


Ho iniziato con grande entusiasmo la lettura, entusiasmo che ho mantenuto fino a metà lettura catturata dalle indagini di Ann e le sue supposizioni.

Poi, quando il quadro iniziava ad avere un senso Romy Hausmann spegne la luce e così anche tutta la curiosità con una conclusione davvero banale e per niente d’effetto.

Se non fosse per l’epilogo, e una piccola rivelazione interessante, sarebbe stato un flop su tutta la linea ma nel complesso, pur essendo molto lontani dai livelli di genialità de “La mia prediletta“, posso almeno concedere la sufficienza a questo thriller.

Avrei evitato tanti momenti che non aggiungono assolutamente nulla alla trama e avrei preferito più suspense, elemento praticamente assente nel libro.
A mio parere, è una lettura che con scelte diverse avrebbe potuto dare molto di più e lasciare il segno nel lettore, soprattutto per quanto riguarda la soluzione del caso.


L’unica cosa che mi resterà, sarà l’amore viscerale di una figlia verso suo padre ma trattandosi di un thriller, ne avrei fatto a meno e avrei cambiato volentieri questo elemento con una maggiore tensione e analisi psicologica dei personaggi.

Traduzione: Alida Daniele
Editore: Giunti
Pagine: 384
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Romy Hausmann (1981) ha lavorato come caporedattrice di una casa di produzione televisiva a Monaco e poi come libera professionista per la tv. Vive con la sua famiglia in un cottage nei boschi vicino a Stoccarda. Il suo romanzo d’esordio, La mia prediletta (Giunti 2020), è stato un grande bestseller internazionale, rimasto per mesi al 1° posto della classifica dello Spiegel e opzionato per un film di prossima uscita.

Un successo confermato dal suo secondo thriller La mamma si è addormentata.

I libri di Romy Hausmann sono tradotti in 24 Paesi.

Perfect day di Romy Hausmann
Concludendo
Un fuoco dirompente che poi si spegne in maniera repentina.
Pro
Momenti narrativi diversi che fanno interrogare il lettore sull'ipotetico colpevole
Bel rapporto padre-figlia
Contro
Soluzione banale e scontata
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