R.L. Stine il Re del Brivido per generazioni di ragazzi

R.L. Stine

Lo definiscono ” lo Stephen King della letteratura per ragazzi

Robert Lawrence Stine è uno scrittore, editore statunitense e produttore televisivo.

La sua serie horror più amata dai giovani lettori – Piccoli BrividiGoosebumps in originale – compie quest’anno trent’anni e la Mondadori lo omaggia con una riedizione delle prime tre storie della serie.

Raccolte in un unico volume a trent'anni dalla loro pubblicazione, le prime tre storie della più amata serie di romanzi horror per ragazzi firmata dal maestro del brivido R.L. Stine... per scoprire come tutto è cominciato!

R.L. Stine nasce a Columbus, nell’Ohio, da genitori ebrei; cresce in una fattoria dove, a nove anni, trova in soffitta una macchina da scrivere e inizia così la sua avventura.

“Eravamo molto poveri”, racconta Bob. “Dovevo indossare i vecchi vestiti di mio cugino per andare a scuola. Credo che questo mi rendesse molto timido. È uno dei motivi per cui mi piaceva stare nella mia stanza a scrivere”.

R.L. Stine - Piccoli Brividi

Si laurea alla Ohio State University, dove il suo talento per la scrittura si concentra sul lato più scherzoso della vita e cura per anni la rivista umoristica The Sundial.

Negli anni ’60 si trasferisce a New York e trova lavoro presso la CE Scholastic, scrivendo per le riviste scolastiche e inizia a scrivere libri umoristici per giovani lettori, con il nome Jovial Bob Stine.

Nel 1969 si sposa con Jane Waldhorn, che assieme al suo partner commerciale fonderà la Casa Editrice Parachute Press, la sede da cui usciranno tutte le serie di libri più popolari di R.L. Stine.

R.L. Stine - Goosebumps - Piccoli brividi
Prima uscita di Piccoli brividi – 1992

Nel 1989 ha creato la serie Fear Street, diventata la serie YA più venduta della storia, con oltre 100 libri!

GoosebumpsPiccoli brividi – è la serie che ha avuto inizio nel 1992.

La serie è diventata rapidamente un successo in tutto il mondo e ha reso R.L. Stine una celebrità editoriale mondiale.

Il programma televisivo Goosebumps è stato il numero uno tra i programmi per ragazzi in America per tre anni di fila.

Ha scritto più di 300 libri, ha venduto più di 400 milioni di copie e ora la sua serie per adolescenti, Fear Street, che racconta la vita dei giovani nella città infestata di Shadyside, ha ispirato una trilogia cinematografica Netflix ambientata in tre epoche diverse: 1994, 1978 e 1666.

L’enorme popolarità della serie trasformò R.L. Stine nello scrittore per bambini di maggior successo di tutti i tempi, confrontando Stine allo scrittore horror per adulti, Stephen King.

Goosebumps diventerà un Film prodotto dai colossi del cinema holliwoodiano nel 2015 e dopo l’enorme successo uscirà il seguito –Goosebumps 2– in cui Stine ci regalerà un cameo.

R.L. Stine - Brividi di terrore

Brividi di terrore è una nuova raccolta di dieci racconti di puro horror pubblicati da Mondadori nell’Ottobre del 2022.

“CARI LETTORI, ATTENZIONE.
Ho scritto questi nuovi racconti per farvi prendere qualche bello spavento.
Avete presente, no? Quel brivido che vi scorre lungo la nuca quando la paura si insinua. La pelle diventa gelida e vi si rizzano i peli. Il cuore comincia a martellare e i denti a battere.
Quel brivido che vi attraversa quando…

Passi di: R.L. Stine. “Brividi di terrore”.

Andrea ha letto e recensito QUI questi nuovissimi racconti del terrore.

leggete questi racconti, qualunque sia la vostra età 

il suo consiglio

Thriller Life ha avuto l’onore di poter intervistare R.L. Stine.

1. Una volta hai detto che i tuoi libri sono un antidoto alla paura. Quanto credi sia importante il sentimento della paura? e in che modo oggi a causa dei social network è cambiato il nostro rapporto con essa?

Non credo che il nostro rapporto con la paura sia cambiato.

Le paure dei miei lettori sono le stesse di quando ero bambino… paura del buio… paura di perdersi… paura che i genitori spariscano… un mostro sotto il letto.

La tecnologia cambia, ma le nostre paure rimangono le stesse.

2.  Sei uno degli autori più prolifici di sempre, l’elenco delle tue storie è realmente sterminato. Come si fa a mantenere l’ispirazione intatta dopo così tanto tempo, senza perdere il piacere di raccontare?

Non so davvero rispondere a questa domanda.

Perché mi piace così tanto scrivere queste storie?

Lo faccio da sempre, ma non so spiegare perché mi piaccia ancora mettermi al computer ogni giorno.

In parte è la meravigliosa risposta che ricevo dai miei lettori.

In parte è perché non saprei cos’altro fare tutto il giorno.

3.  Ancora una volta con questa nuova raccolta i protagonisti dei tuoi racconti sono gli adolescenti: sembra davvero che tu abbia con loro una connessione speciale che ti rende capace di interpretarne i sogni e le paure. Come ci riesci?

Passo molto tempo a spiare i bambini.

È una parte importante del mio lavoro: mi tengo al corrente di ciò che indossano, di ciò di cui parlano e della loro cultura.

Devo rimanere in contatto.

4.  Il campionario di misteri, creature mostruose e situazioni al limite pur essendo raccontato in modo assai moderno ricordano le vecchie storie horror del passato. La tua fonte di ispirazione sono i classici del genere o hai anche dei punti di riferimento più attuali?

I fumetti horror che leggevo da bambino – Racconti dalla Cripta, La Volta dell’Orrore – mi hanno influenzato molto.

Anche i film horror classici.

Ma sono influenzato anche da libri e film più moderni.

Cerco di tenermi al passo con quello che fanno gli altri.

5.  I protagonisti di questi dieci racconti non sono necessariamente degli eroi, sembrano piuttosto dei giovani che affrontano l’ignoto scoprendo di essere dotati delle risorse per poter accettare la sfida. È il tuo modo per incoraggiare gli adolescenti ad avere fiducia in se stessi?

I ragazzi di tutte le mie storie sono ragazzi medi.

Raramente c’è qualcosa di speciale o superiore in loro.

Incoraggiano i ragazzi medi a usare il loro ingegno e la loro immaginazione per uscire da situazioni terrificanti.

6.  Hai scritto queste storie pensando esclusivamente al tuo pubblico più giovane o, in qualche modo, hai cercato anche di indirizzare i racconti verso il gusto degli adulti, magari per avvicinare generazioni apparentemente lontane?

Scrivo solo per bambini o ragazzi.

Non penso agli adulti quando scrivo queste storie.

Cerco di rimanere nella mente dei bambini.

7.  Cosa rispondi a chi dice che dei racconti macabri potrebbero non essere adatti ai più giovani? Pensi che avere “paura della paura” sia pericoloso?

Forse non sono adatti ad alcuni giovani.

I bambini sono molto intelligenti.

Sanno sempre se una storia horror gli piacerà o meno.

8.  Al mondo dell’editoria piacciono le etichette e il tuo libro è considerato di puro intrattenimento. Vorresti che tra questi racconti emergesse anche un intento più profondo, magari quello di insegnare ai ragazzi e alle ragazze a non avere paura di ciò che non comprendono?

I miei libri sono interamente di intrattenimento.

Non cerco di insegnare nulla, se non la gioia della lettura.

9. Passando a domande più leggere, se dovessi scegliere tre parole che ti rappresentano, quali sarebbero?

Stanco. Vecchio. Confuso.

10.   Se dovessi scegliere tre cose di cui non potresti mai fare a meno, escludendo ovviamente la scrittura, quali sarebbero?

La mia famiglia.

Libri.

La torta alla crema di banane.

11. Prima di salutarci quale messaggio o augurio vorresti lasciare ai nostri lettori?

Stay Scary!

Rimanete spaventati!

Thriller Life ringrazia R.L. Stine per la gentilezza

a cura di Andrea Martina e Patty Pici

Intervista a R.L. Stine in lingua originale

1. You once said that your books are an antidote to fear. How important do you think the feeling of fear is and how has our relationship with it changed today because of social networks?

I don’t think our relationship to fear has changed. My readers’ fears are the same as when I was a kid… Fear of the dark… fear of being lost… Fear of parents disappearing… a monster under the bed. Technology changes, but our fears stay the same.

2. You are one of the most prolific authors ever, the list of your stories is truly endless. How do you keep your inspiration intact after so long without losing the pleasure of storytelling?

I really can’t answer that question. Why do I enjoy writing these stories so much? I’ve been doing it my whole life, but I can’t explain why I still love getting to the computer every day. Part of it is the wonderful response I get from my readers. Part of it is, I wouldn’t know what else to do all day.

3. Once again with this new collection the protagonists of your stories are teenagers: you really seem to have a special connection with them that makes you able to interpret their dreams and fears. How do you do it?

I spend a lot of time spying on kids. It’s an important part of my job—keeping up with what they wear, and what they talk about, and their culture. I have to stay in touch

4.  The sampling of mysteries, monstrous creatures and borderline situations while being told in a very modern way are reminiscent of the old horror stories of the past. Are the classics of the genre your source of inspiration or do you also have more current points of reference?

The horror comics I read as a kid—Tales from the Crypt, The Vault of Horror—were very influential on me. Also the classic horror movies. But I’m influenced by more modern books and films. I try to keep up with what others are doing.

5. The protagonists of these ten stories are not necessarily heroes, rather they seem to be young people facing the unknown and discovering that they have the resources to accept the challenge. Is this your way of encouraging teenagers to have self-confidence?

The kids in all my stories are average kids. There’s seldom anything special or superior about them. It encourages average kids to use their wits and imagination to get out of horrifying jams.

6. Did you write these stories with only your youngest audience in mind or, in some way, did you also try to direct the stories towards adult tastes, perhaps to bring seemingly distant generations closer together?

I only write for kids or teens. I don’t think about adults when I write these stories. I try to stay in the kids’ minds.

 7. What do you say to those who say that macabre stories might not be suitable for young people? Do you think that being ‘afraid of fear’ is dangerous?

Maybe they’re not suitable for some young people. Kids are very smart. They always know if they will enjoy a horror story or not.

8. The publishing world likes labels and your book is considered pure entertainment. Would you also like to see a deeper intent emerge among these stories, perhaps to teach boys and girls not to be afraid of what they do not understand?

My books are entirely entertainment. I don’t try to teach anything except the joy of reading.

9. Turning to lighter questions, if you had to choose three words that represent you, what would they be?

Tired. Old. Confused.

10. If you had to choose three things that you could never do without, obviously excluding writing, what would they be?

My family. Books. Banana Cream Pie.

11. Before leaving us, what message or wish would you like to leave our readers? 

Stay Scary!

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