Luca D’Andrea “ho chiuso un ciclo della mia vita”

Luca D'Andrea

Luca D’Andrea

Nasce a Bolzano nel 1979 ed esordisce nel mondo della narrativa con una trilogia Fantasy-horror proprio per ragazzi.

Come il Maine per Stephen King, il suo personale Zeus letterario, così l’Alto Adige è il suo luogo perfetto in cui far muovere personaggi e pensieri.

Nel 2016 pubblica con Einaudi La sostanza del male divenuto in breve un caso editoriale e pubblicato in più di trentacinque paesi.

«Il Thriller d'esordio di questo giovane scrittore ha travolto il mondo con la forza di una valanga scesa dalle vette del Sud Tirolo. Gli editor passano la vita a caccia di narratori e quando ne scovano uno di talento è giusto che lo celebrino: il romanzo di Luca D'Andrea è grandioso come le sue montagne» queste le parole di Christopher MacLehose, editore che annovera tra le sue file Dicker e Larsson.

Con Lissy vince il Premio Scerbanenco nel 2017 .

«Un thriller esistenziale e cupissimo ambientato sulle Alpi, centrato su quattro personaggi borderline. Caratteri a tutto tondo, e un intreccio che coinvolge il lettore, senza pause né sbavature, fino all’epilogo: non sorprende che un autore così solido sia finito, già al debutto, nelle top ten di paesi come la Germania, la Spagna, la Danimarca. Perfino l’Uruguay».
Claudia Morgoglione, «la Repubblica»

Sceneggiatore, documentarista e giornalista, Luca D’Andrea collabora con La Repubblica e La Stampa.

Il girotondo delle iene, romanzo ispirato al clamoroso caso criminale di Marco Bergamo, esce nel 2022 per Feltrinelli.

L’inseguimento di un serial killer tra sentenze, atti e articoli di giornale ha portato Luca D’Andrea a scavare negli anfratti più bui della mente umana.

Luca D’Andrea ne Il girotondo delle iene è riuscito a dare voce a personaggi che restano muti dietro gli angoli delle città

Queste le parole di Maria Pia Ercolino che ha letto il libro per Thriller Life e l’ha recensito QUI.

Luca D’Andrea ha gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande

  1. Ho trovato la struttura del libro davvero originale. Un libro che allinizio sembra essere un comune thriller, ma improvvisamente squarcia ogni logica e trasforma tutto in qualcosa di unico, sconvolgente! Cosa ti ha spinto a divergere dai classici canoni del crime rompendo così gli schemi di un genere letterario che molto facilmente può cadere in cliché o in qualcosa di già letto milioni di volte?

Il girotondo delle iene” si ispira a fatti realmente accaduti.

Dovevo solo trovare il modo per raccontarli al meglio, con rabbia e amore.

Non sono mai stato uno che ha paura di rompere gli schemi, francamente le limitazioni mi danno l’orticaria.

  1. Mentre Giovanni Falcone viene ucciso, Jovanotti dispensa pensiero positivo; in radio Bruce Springsteen canta delle strade di Philadelphia e Tom Hanks nel grande schermo dice a Huston di avere un problema… In questo scenario unico degli anni Novanta il commissario Luther Krupp si ritrova a fare i conti con un tessuto sociale marcio afflitto da eroina e prostituzione in una Trento affranta e reietta. Cosa ti ha portato ad ambientare la storia durante questo determinato periodo storico?

Il girotondo delle iene” si ispira ad un fatto realmente accaduto a Bolzano, la mia città.

Era una storia che mi sono tenuto dentro per quasi trent’anni ed era arrivato il momento di buttarla fuori.

Ci sono voluti tre anni di “lacrime, sudore e sangue”, ma credo di essere riuscito a mettere per iscritto tutto quello che c’era da dire su quel mondo che è, in parte, lo specchio del nostro mondo.

Detto questo, con “Il girotondo” ho chiuso un ciclo della mia vita e non è detto che il nuovo mi porti necessariamente a pubblicare altri libri. 

  1. Krupp non è come tutti gli altri: lui aveva imparato che i corpi e i volti raccontano la stessa storia, ma da prospettive diverse. I corpi parlano dell’assassino. I visi della vittima. Chi è stato la fonte di ispirazione per questo personaggio che sa capire il linguaggio dei morti?

Come ti dicevo, ho lavorato tre anni a questo romanzo.

Durante le ricerche ho avuto modo di incontrare molte persone e di studiare parecchio.

Spacciatori, ex prostitute, sbirri.

Scrivere è prima di tutto ascoltare e ascoltando si impara.

Per capirci… ti sto parlando di circa tre Terabyte di materiale.

Tutte queste esperienze sono confluite nella costruzione di Krupp e dei personaggi inventati che ho inserito in una vicenda reale e dolorosa.

  1. Si tratta di un Thriller spietato che intreccia crime e suspense in una trama del tutto nuova ed originale. Un libro che stravolge tutto e senza annoiare mai. Ispirato alle vicende reali che videro l’assassinio di cinque donne tra il 1985 e il 1992. Il regno dell’immaginazione di solito surclassa la realtà, sei riuscito ad essere più spietato del Killer di Bolzano? È stato difficile spingersi negli abissi di una storia di cronaca così perversa?

È stato francamente orribile.

Ne porto ancora addosso le ferite, sia fisiche che mentali.

Ma, permettimi, non sono stato “più spietato del Killer di Bolzano”.

Aborro quell’individuo e il terreno che gli ha permesso di muoversi impunemente per sette anni.

Scrivere è un atto d’amore, non di odio.

  1. Sulle note di Streets of Philadelphia scorrono dolci e spietate le pagine dure di questo romanzo. Un romanzo che parla di chi è emarginato dalla società, perché reietto, o di chi si vende per una dose in più.Sei riuscito a dare voce a personaggi che restano muti dietro gli angoli delle città, pungoli il lettore con una trama scomoda che si immerge fitta nel degrado più sublime. Ed è proprio l’autenticità della storia a rendere questo romanzo uno dei più riusciti degli ultimi decenni. Qual è stato il motivo di portare la scelta su questi personaggi dimenticati? 

Era giusto restituire loro una voce.

Le vittime non sono mai solo quelle che finiscono nelle mani del serial killer, ma anche tutti coloro che da quelle morti sono stati devastati e tutti coloro che, vivendo in quel contesto, sono stati bruciati da un mondo che non ha alzato un dito per aiutarli.

Un fatto criminale non avviene mai per caso in un determinato luogo e in un determinato tempo. 

  1. Da quanto ho potuto dedurre, il tema del libro è quell’esasperante parata che c’è dietro agli omicidi: questori, mastini, giornalisti, scientifica, notizie false, tribunali, carceri… Tutti che danzano attorno al cadavere, inscenando un terribile girotondo delle iene. Qui si impara la lingua dei morti, a ballare il girotondo delle iene e a scoprire che chi c’è dentro non può tirarsene fuori! Questo ho potuto dedurre soprattutto dalle ultime pagine della storia… Una tema che mi ha affascinata! Puoi spiegare bene la metafora del girotondo delle iene?

Se non sono riuscito a spiegarlo in 640 pagine, evidentemente non posso spiegarlo in poche righe. 

  1. Da grande lettrice di crime e thriller posso, finalmente, dire di aver trovato un libro che si discosta da tutto il resto, deviando strada e percorrendo uno sterrato ambiguo ed esaltante! Da ciò una domanda mi sporge spontanea: la storia del commissario Luther Krupp continuerà? Hai intenzione di creare una serie su questo protagonista così unico?

No, e per due motivi. “Il girotondo delle iene” racconta un fatto realmente accaduto.

Come potrei portare avanti anche uno solo di quei personaggi senza appropriarmi della vita di un essere umano in carne e ossa?

In secondo luogo non mi piacciono i personaggi seriali.

Di quanti altri commissari che cucinano e hanno il cuore tenero abbiamo bisogno? 

  1. I diritti di riduzione televisiva e cinematografica del libro sono stati opzionati dalla Società di produzione dietro ai successi di Suburra e Gomorra. Ci puoi anticipare qualche cosa in questo senso? 

Posso solo dirti che il mio unico intento, nella produzione della serie tv, sarà quello di proteggere la voce e l’anima delle ragazze uccise.

Il resto è nelle mani di chi scriverà la sceneggiatura e sarà impegnato nella regia. 

  1. Per passare alle domande più leggere, se dovessi scegliere tre parole che ti rappresentano, quali sarebbero?

Inchiostro, Metal, anonimato.

  1. Se dovessi scegliere tre cose di cui non potresti mai fare a meno, escludendo ovviamente la scrittura, quali sarebbero?

Inchiostro, Metal e anonimato.

  1. Prima di salutarci quale messaggio o augurio vorresti lasciare ai nostri lettori?

Di coltivare la propria diversità, è l’unica cosa che conti. 

Thriller Life ringrazia Luca D’Andrea per la disponibilità

a cura di Maria Pia Ercolino – book.eater88 e Patty Pici

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