Lo scammaro avvelenato e altre ricette di Gabriella Genisi

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Lo scammaro avvelenato e altre ricette

25 novembre.

Nella città affollata e piena di turisti in attesa del Natale, il bed &breakfast di Carmela, la sorella del commissario Lolita Lobosco, riscuote sempre più successo.

Tra gli ospiti, anche uno scrittore romano, Enrico Fasulo, che ha deciso di ritirarsi a Bari per qualche settimana e dedicarsi alla stesura del suo nuovo libro.

Carmela, sensibile al suo fascino, cucina per lui e, tra le sue tante specialità, gli prepara uno scammaro squisito secondo la ricetta di nonna Dolò.

Il giorno dopo, l’uomo viene trovato morto.

L’autopsia non lascia dubbi sulla causa del decesso: si tratta di avvelenamento, probabilmente dovuto al botulino presente nei peperoni con cui è stato condito il piatto.

La polizia accusa la donna di omicidio colposo, fatto che mette ulteriormente in crisi il rapporto tra le sorelle e minaccia di pregiudicare la carriera di Lolita.

Esclusa dalle indagini, provata dalle tensioni familiari e dal rapporto sempre più burrascoso con il fidanzato Caruso, la tenace commissaria comunque non si arrende e fa quello che le riesce meglio: investiga, decisa a provare una volta per tutte l’innocenza di Carmela.

RECENSIONE  

Una zona sempre in bilico tre degrado e redenzione, dove la facciata bianchissima della chiesa salesiana del Cristo Redentore, al visitatore che di sera sbucava da via Crisanzio appariva come una visione onirica, una cattedrale nel deserto baciata dalla luna o almeno un presidio di buone intenzioni e salvezza divina, se non per i padri e le madri, almeno per quei ragazzini che frequentavano l’oratorio.

Eccola, la protagonista indiscussa del nuovo romanzo di Gabriella Genisi: Barivecchia (così è per i baresi, tutto attaccato).

Un dedalo di viuzze bianche, comprese tra il Porto Vecchio ed il Porto Grande, dove si muove Lolita Lobosco, la commissaria più sexy del Mediterraneo.

La bellezza di Bari, con i suoi vicoli, archi, piazze ed il meraviglioso lungomare, cattura il cuore di tutti i lettori, anche di quelli come me, che non hanno mai visitato il capoluogo pugliese.

Gabriella Genisi infatti, è maestra nel farci percepire, tra le righe, la vera essenza della sua Bari, regalandoci, con le parole, gli scorci più autentici e suggestivi.

Siamo convinti di leggere le vicende “gialle” di Lolita, ma in realtà ci stiamo perdendo, passeggiando per il centro storico, lasciandoci rapire dal fascino della città, facendoci conquistare dall’autenticità della tradizione, in special modo quella culinaria.

Tradizioni culinarie, appunto, che ne Lo scammaro avvelenato sono in primo piano.

Non solo piatti pugliesi, intendiamoci, che la Genisi ha la passione per la cucina e la condisce di contaminazioni, di rivisitazioni personalissime.

Per esempio, che sarà mai  questo “scammarro” che uccide?

Ci ho messo un paio di acciughine, cento grammi di olive di Sannicandro, i capperi, l’aglietto, i peperoncini, un pugno di uva passa, qualche pomodorino, sei o sette mandorle di Toritto spaccate a metà, l’olio a sentimento, gli spaghetti, un paio di cucchiai di pecorino, un poco di pane grattugiato … Questo ci ho messo. Lo scammaro è una ricetta di fantasia, pensa che era la preferita di Eduardo De Filippo, difatti dentro ci puoi mettere tutto quello che vuoi, proprio come nel teatro. L’importante è che sia roba di qualità.

Tra un’indagine e l’altra di Lolita, la Genisi ci ha abituato a lasciare nei suoi romanzi un “vademecum” di ricette, per tutti i gusti.

Possiamo definirli percorsi sensoriali, i libri di Gabriella Genisi, soprattutto quest’ultimo, arricchito, in appendice, dalle ricette di oltre cento piatti (dagli antipasti ai liquori, dalla terrina arraganata fino al caffè leccese), quasi un regalo per il lettore, che prima le annusa, le assaggia nella storia, e che può divertirsi a rifarle a casa, magari approfittando di questo lungo periodo di festività.

La cucina assume un aspetto quasi sentimentale,

se ancora oggi, per noi donne pugliesi, preparare un tegame di parmigiana all’uomo desiderato è la più grande dichiarazione d’amore.

D’altronde, in Puglia si dice che tutti gli ingredienti devono fare l’amore …

Ma l’importanza del cibo sta anche nel nutrimento dei legami, e quelli familiari per Lolita sono importantissimi.

Verso i “suoi” uomini, il cuore di Lolita è intermittente, ma per la sua famiglia d’origine, lei c’è sempre.

Così, quando la sorella Carmela viene definita dalla stampa “la Lucrezia Borgia barese” a causa di un peperone (filtro d’amore andato a male o vendetta mortale?), Lolita non ci sta, ed indaga a modo suo.

E arriva a scoprire la verità sull’omicidio, che col peperone, simbolo di passione ed erotismo, non c’entra nulla.

Alla base, c’è “una motivazione insensata e banale, specchio di tempi sempre più feroci, dove, in nome dei bisogni personali, non si esita ad uccidere un uomo”.

Perché anche ne Lo scammaro avvelenato, che più che un romanzo, potrei definire un racconto lungo, il senso dell’indagine poliziesca c’è, ed è ben ancorato alla realtà, a questi nostri tempi, sempre più cupi, dove l’odio spesso divampa per una sciocchezza, vuoi a causa della pandemia, del distanziamento sociale obbligato per mesi, di un certo modo becero di fare politica o di una crisi economica pesante che sembra purtroppo non conoscere fine.  

Un’altra prova convincente della regina italiana del “cosy-crime”.

L’ennesimo successo investigativo di Lolila Lobosco (in attesa di rivederla presto in Tv).

Un ricettario originale, ideale come regalo di Natale, per avvicinare al “genere giallo” chi finora aveva occhi solo per “sfoglia e mattarello”!!!

Editore: Sozogno
Pagine: 183
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Gabriella Genisi, barese, classe 1965. Ha inventato il personaggio di Lolita Lobosco, la commissaria più sexy del Mediterraneo, protagonista dei romanzi pubblicati da Sonzogno, che hanno ispirato la fortunata serie TV trasmessa su Rai 1: La circonferenza delle arance (2010), Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012), Gioco pericoloso (2014), Spaghetti all’assassina (2015), Mare nero (2016), Dopo tanta nebbia (2017), I quattro cantoni (2020) e Terrarossa (2022).

Per Rizzoli, ha pubblicato i romanzi Pizzica Amara (2019) e La regola di Santa Croce (2021), sempre con una protagonista femminile, la giovane ed intraprendente marescialla dei carabinieri Chicca Lopez, romanzi che vedono come teatro il bellissimo Salento.

Lo scammaro avvelenato e altre ricette di Gabriella Genisi
Concludendo
Una storia avvincente e deliziosa, un giallo adorabile, anche a livello di “papille gustative”, grazie alle ricette dei grandi classici della tradizione culinaria pugliese, rivisitati secondo il gusto di casa Lobosco.
Pro
Un racconto lungo, più che romanzo, per chi cerca un giallo misterioso e vivace al tempo stesso, un “bocconcino” squisito, dall’antipasto all’ammazzacaffè.
Contro
Bisogna già conoscere la figura di Lolita Lobosco, ed il micro-mondo che le gravita intorno, altrimenti la parte strettamente “gialla” non si comprende appieno.
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