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LIVORE

Sinossi

Kay Scarpetta, l’anatomopatologa più famosa al mondo, si trova a essere la riluttante testimone chiave di un processo per omicidio di grande risonanza mediatica: quasi un anno prima, il cadavere di April Tupelo, ex reginetta di bellezza, era stato ritrovato orrendamente sfigurato su una spiaggia della Virginia.

Viene accusato del suo omicidio Gilbert Hooke, il fidanzato. Il processo, presieduto dalla giudice Annie Chilton, vecchia amica di Kay, provoca reazioni contrastanti e il caos nella Old Town di Alexandria, e la testimonianza di Scarpetta getta ulteriore benzina sul fuoco, con il rischio che si sviluppino violente proteste.

Nel corso del processo avviene un fatto terribile e inquietante: la sorella della giudice Chilton viene trovata morta.

A prima vista sembra una violazione di domicilio finita male, ma allora perché non è stato rubato nulla e perché il giardino è disseminato di piante e di insetti morti? Anche se non c’è una causa apparente del decesso, Scarpetta riconosce i segni rivelatori dell’impensabile e capisce che il peggio deve ancora venire.

La patologa forense si trova dunque a combattere contro una forza potente che la riporta al passato, mentre il tempo a sua disposizione per catturare l’assassino sta per scadere.

Recensione

Premessa, questa non è una recensione. 
Un po' come nel quadro di Magritte.

Questo è il tentativo di prendere un po' in giro un libro che ha due pregi e due soltanto: la scrittura esperta e veloce della Cornwell, che di mestiere alle spalle ne ha tanto, e un personaggio che, inspiegabilmente e nonostante una incredibile involuzione, continua ad avere un pubblico affezionato. 

Per non essere troppo cattivi abbiamo quindi preferito sostituire alla classica recensione un dialogo immaginario tra la protagonista, Kay Scarpetta, e il lettore.

E sì, siamo stati pieni di Livore.

SPOILER ALERT: Nel dialogo che segue viene svelata la trama

(così vi risparmiate di leggerlo: ci ringrazierete).

Due chiacchiere livorose con Kay Scarpetta

Kay Scarpetta: Buongiorno, come stai?
Lettore: Bene e tu?
K: Bene grazie. A parte il fatto che tutto mi odiano perché sono bella ricca e incredibilmente intelligente.
L: Non ti scordare simpatica.
K: Giusto! E poi cucino da Dio. Cucina Italiana, quella vera!
L: Beh, insomma…
K: Ma sì, cucino italiano: origano, basilico, pane all’aglio.. e non dimenticarti le lasagne, quelle da riscaldare al microonde. Sono le preferite di mio marito (Cena di Natale con Kay Scarpetta, 1999)!!!
L: Dici Benton? Sapevi che alcuni di noi lo chiamano il Resuscitato?
K: Certo! Lui è… Divino, non gli sfugge niente, prende nota di tutto e spesso “Fissa il soffitto come se ricevesse segnali dall’alto….. e parla come un profeta”(pag. 175)
L: Io gli consiglierei una TAC ma lasciamo perdere, stavi dicendo?
K: Che tutti mi odiano e tramano alle mie spalle. Oltretutto senza motivo.
L: Sarà invidia. Sai la villa, i soldi, il grande amore resuscitato da morte certa, la nipote geniale sopravvissuta a una pallottola in testa…
K: Senza motivo, come dicevo! Hai visto la mia borsetta?
L: Scusa?
K: La mia borsetta messenger, vedi? Siamo al capitolo 1 e magari potrà sembrarti un po’ fuori contesto ma guarda qua: è antiproiettile, si apre come un origami e diventa uno scudo grandissimo!
L: Ok, vista, ma che c’entra?
K: Niente, niente era per dire.
L: Mmmm… Ok.
K: Ha anche una fondina, per la pistola, ma io di solito ci tengo il cellulare.
L: …
K: Ed è tutta in microfibra di rame!!
L: E perché?
K: Ah, boh. Ma tu ricordatelo, ok?
L: Ehm, ok.
K: Dobbiamo andare!
L: Ti seguo.
K: Guarda là, una guardia giurata antipatica!
L: Vista.
K: Minacciosa, antipatica, probabilmente frustrata. Ci ha seguito con il suo pickup. Ma io e Marino siamo più furbi, “parlavamo a bassa voce così non capiva che stavamo parlando di lui” (pag.78)
L: Capito.
K: Adesso però scordatela, ok?
L: Ok.
K: Non è affatto importante, d’accordo?
L: Certo, come no.
K: Ascolta! Il gufo bubola, le cicale friniscono, le rane gracidano e le cavallette stridono e zillano!
L: EH???
K: Sei impressionato? Non sai la fatica che ho fatto per trovare tutti i versi giusti nel dizionario!
L: In effetti ho avuto un flashback delle elementari, non farlo mai più.
K: Oh, guarda, hanno fritto una tipa con le microonde!
L: Già.
K: Microonde eh, mica pizza e fichi!
L: Sì, chiaro, microonde.
K: Come quelle del forno!
L: Ok, capito.
K: Figata eh?

L: Perché, se ti ammazzano con le microonde sei meno morto?
K: No, che c’entra, però scommetto che questo è il primo omicidio a microonde della letteratura Crime!
L: E nel romanzo precedente hai risolto il primo omicidio nella stazione spaziale internazionale, stai cercando di dimostrare qualcosa?
K: No no, assolutamente. Ecco, la vedi tutta quella gente, quelli vestiti normalmente?
L: Si, chi sono?
K: i Servizi Segreti, non lo dire a nessuno, non si devono riconoscere! Me l’ha detto Benton.
L: Li hai chiamati tu?
K: Noooo… che dici, il numero dei servizi segreti è segreto! Uh guarda lì, un bagno, vedi? È importante!!
L: Vedo. Un bagno. Ce l’ho anche io.
K: Sì, ma questo ha una vasca da bagno in rame!
L: Sai che macello da pulire…
K: Ma no, scemo! Pensa che se fosse stata lì dentro, la tizia di sotto non sarebbe morta!
L: È morta perché non si lavava?
K: Ma no, è che il rame blocca le microonde!!
L: Ok.
K: Il rame blocca tutte le onde elettromagnetiche.
L: Mmmmm, in realtà ho qualche dubbio che funzioni così, ma diciamo che va bene.
K: Microonde male, rame bene, ricordatelo!
L: Va bene.
K: E di cosa è fatta la mia borsetta-scudo?
L: Di rame?
K: Bravo, era per essere sicura che fossi stato attento. Sai chi è la vittima?
L: Chi?
K: Una agente della CIA strafiga che girava su una Mercedes AMG rossa.
L: Fantastico modo per passare inosservati.
K: Ha sposato un miliardario e aveva un bisogno costante di stare al centro dell’attenzione, non ti sembra un personaggio favoloso?
L: Credibile, più che altro.
K: Baccarat! Quercia Francese! Picasso! Constable!
L: Eh?
K: Non farci caso, passo troppo tempo a leggere AD. Ray Ban! Tesla! Chanel! Rolex! Dolce e Gabbana! Hermès.
L: Non è che stai facendo product placement, vero?
K: Ma figurati. Hai sentito?
L: Cosa?
K: Il tipico fruscio di Tyvek!
L: Non ho nemmeno la più pallida idea di cosa sia il Tyvek, pensi che possa immaginare come fruscia?
K: Ma certo che no, vuoi sapere come fruscia?
L: Hai passato mezzo capitolo a descrivere i versi degli insetti, una analogia per aiutarmi mi pare il minimo! Allora come fruscia, come la carta?
K: Ma no, fruscia come Tyvek, te l’ho detto! Ah, non so se lo hai notato ma ho anche un anello smart e le scarpe tattiche da bici che mi ha dato Lucy. Anche la torcia di Marino è tattica. E gli occhiali di Lucy sono smart!
L: E tutti questi gadget, a parte far capire che non hai problemi di budget, a che ci servono?
K: Come a che servono? Ad essere tattici! E smart!!
L: Vabbé. Non sarà il caso di darsi una mossa? Siamo a tre quarti del libro e non hai ancora fatto una autopsia.
K: Dici che dovrei proprio?
L: Sei una anatomopatologa e finora hai descritto arredamenti, accessori di lusso, liquori costosi e gadget elettronici, non ti pagano per sezionare corpi?
K: E va bene, uffa. Eccola, sei contento?

L: Non sono contento da quando ho cominciato a leggere. Almeno è rilevante?

K: Per nulla, mi dispiace.

L: Ti pareva.

K: Non fare il guastafeste, piuttosto, indovina che succede mentre indago da tutt’altra parte come se fossi un investigatore e non un medico forense?
L: (sbadiglia) Cosa?

K: Mi sparano addosso con le microonde!! Sei sorpreso?
L: Uh, non sai quanto.
K: Ma io ecco che TA DAH! Indovina cosa ho qua?
L: La borsetta-scudo-origami in microfibra di rame che mi hai fatto vedere al capitolo 1?
K: Però! Sei stato attento!! E indovina chi mi ha sparato?
L: La guardia giurata antipatica del capitolo 2?
K: Ti avevo detto di scordartela!!
L: Scusa.
K: Vabbé, ci vediamo al mio prossimo romanzo.
L: Come no, contaci.

Vi lasciamo infine con una una perla di Benton pensiero:


Temere per la nostra vita è motivante. Le persone riescono a fare di più se devono contrastare le forze nemiche. Le guerre ci possono unire, e dal dolore nasce la poesia

Pensiamo possa bastare così.

Livore di Patricia Cornwell
Concludendo
La Cornwell compie l'ennesimo scempio di un personaggio un tempo interessante. Nonostante il mestiere non c'è quasi nulla da salvare.
Pro
Scrittura scorrevole e veloce
Il primo omicidio a microonde. Se a qualcuno dovesse interessare
Contro
Un irrilevante elenco di marchi di lusso, gadget elettronici e complementi di arredo
Trama ridicola
Conclusione intuibile fin dal primo capitolo
Personaggi tanto involuti che la bidimensionalità sarebbe un passo avanti
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