Nina de Gramont e le magnifiche imperfezioni di Agatha Christie

Nina de Gramont

Nina de Gramont

Nina de Gramont nata a Englewood in Colorado è nota anche con il suo nom de plume Marina Gessner, è una scrittrice statunitense.

Ha studiato scrittura creativa al Colorado College e all’Università del North Carolina Wilmington e vive nella costa della Carolina del Nord con il marito, lo scrittore David Gessner.

Insegna alla University of North Carolina Wilmington ed è quasi sempre in compagnia dei suoi due cani, Missy e Isabelle.

Nina De Gramont è autrice degli acclamati Meet Me at the River, Every Little Thing in the World, Gossip of the Starlings, The Last September, nonché di The Distance from Me to You, di cui la HBO Max ha previsto la realizzazione di un film con Sabrina Carpenter.

Il caso Agatha Christie di Nina De Gramont

Il caso Agatha Christie , pubblicato da Neri Pozza nel Luglio 2022 , è il suo nuovissimo romanzo dalle tinte mistery, sulla lista dei libri più venduti del Times in Gran Bretagna e del New York Times negli Stati Uniti.

«Nel 1926 Agatha Christie sparì per undici giorni. Sono l’unica a conoscere la verità su questa scomparsa. Non sono Hercule Poirot. Sono l’amante di suo marito»

Questa appassionante rivisitazione della scomparsa della Regina del Giallo ha il passo dei romanzi contemporanei, senza offuscare la raffinatezza propria degli inizi del Novecento, quando i Secoli in bilico avevano la sobrietà dell’eleganza come dote.

Sono tanti i temi trattati nel libro e i misteri in cerca di risposte. Quel che è certo, è la capacità dell’autrice di mescolare in maniera perfetta realtà e fantasia, senza snaturare i personaggi e senza scadere in una storia scontata. La prosa scorrevole, elegante e coinvolgente è un altro punto di forza del romanzo: mi sono ritrovata a divorare con avidità ogni capitolo ”. 

Queste le parole di Marta GargiuloAbout crime girl – che ha letto e recensito il libro per Thriller Life QUI

Daisy Ridley sarà la perfetta interprete per il ruolo di Nan nella nuovissima Serie Tv prodotta da Miramax e basata sul libro di Nina De Gramont.

La Ridley ha già partecipato al film  Assassinio sull’Orient Express, basato proprio su uno dei romanzi di Agatha Christie.

Nina De Gramont ha gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande

1. Il caso Agatha Christie è un perfetto mashup narrativo che mescola fatti reali con elementi di fantasia. Il romanzo è perfettamente calibrato ed è riuscito ad ammaliare un folto gruppo di appassionati lettori, tra cui i bloggers esperti del Team Thriller Life. Equilibrando realtà ed immaginazione, quale parte hai prediletto maggiormente?

Grazie mille! Nessuno mi ha fatto questa domanda fino ad ora, quindi devo fermarmi a riflettere un attimo.

Per quanto riguarda il puro piacere, l’immaginazione vincerà sempre.

Credo che questo sia uno dei motivi per cui ho optato per una versione così romanzata degli eventi: era più divertente per me inventare personaggi e immaginare qualcosa che sicuramente non è accaduto piuttosto che tirare a indovinare ciò che più probabilmente è accaduto.

Detto questo, ho imparato molto mentre facevo ricerche sui diversi aspetti della storia.

I fatti sono diventati la fonte della mia immaginazione.

2. Agatha Christie è la Regina della Golden Age del giallo classico. Le riedizioni delle sue opere sono talmente numerose che primeggia, ancora oggi, nei primi posti delle classifiche dei Best Seller. Nel tuo romanzo A.C. diventa umana, spogliata dei panni di mito distaccato e algido, si avvicina in modo più intimo al lettore. È stata una sorta di omaggio questa scelta descrittiva?

Spero che sia stato un omaggio!

Volevo ritrarre un’Agatha umana, imperfetta e con cui fosse facile relazionarsi.

Era un periodo così vulnerabile della sua vita.

Volevo creare un’Agatha che i lettori avrebbero voluto abbracciare.

Ho anche cercato di rispettare il modo in cui lei avrebbe voluto essere ritratta e ho usato aneddoti e descrizioni che lei stessa ha ripetuto nei suoi scritti autobiografici.

3. Il caso Agatha Christie è un godibilissimo romanzo d’intrattenimento, ma è innegabile che lo stile espressivo, le accortezze nei dettagli e le descrizioni appartengono ad una certa ricercatezza storica. Calarsi nei modi, nei gesti e nel linguaggio degli inizi del Novecento ha richiesto tanto studio preliminare ?

Sì, ho letto molti libri di quel periodo e anche i film di fiction storiche come Howard’s End e Downton Abbey mi hanno aiutato.

La cosa più utile di tutte è stata la lettura dei libri di Agatha Christie!

È parca nelle descrizioni, ma meravigliosa nel far cadere piccoli dettagli dell’epoca che ho riciclato per il mio romanzo.

4. Nan O’Dea è il perfetto contraltare della figura di Agatha Christie. Per le umili origini, per la cultura, per un certo grado di ambizione, connotazione completamente assente in Agatha e ovviamente per il suo ruolo di amante. Questa totale contrapposizione ha in sé un messaggio che volevi veicolare o è la risultante naturale della trama narrativa?

La stessa Christie era affascinata dalle grandi disparità tra le classi sociali e dai mali della società che queste disparità provocavano.

Volevo che il mio romanzo contenesse questi temi e questo è uno dei motivi per cui ho creato Nan O’Dea.

La vera amante di Archie Christie, Nancy Neale, era molto più borghese.

Mi sembrava importante che Nan entrasse nella storia da un punto di vista più ampio.

5. Il tuo romanzo affronta diverse tematiche con notevole profondità sociale ed empatica. Le case Magdalene, che citi con particolare dovizia di dettagli, erano strutture gestite da suore che si occupavano di ragazze in difficoltà. C’è una motivazione particolare che ti ha spinta ad affrontare questa tematica?

Solo il mio senso di ingiustizia e di strazio per questo pezzo di storia.

Mi ha commosso il documentario di Steve Humphries “Sex in a Cold Climate“.

6. Il tuo libro è un giallo nel giallo. Cimentarsi in una classica indagine investigativa, alla Hercule Poirot, è stato divertente oppure la figura di Agatha in qualche modo influenzava la tua penna ? 

Entrambi!

Sapevo di dover fare un po’ di cappello ad Agatha Christie nella costruzione della storia, ma si trattava di scarpe grandi da riempire, quindi era scoraggiante.

L’aspetto più intimidatorio è stato cercare di avvicinarmi alla sua arguzia, cosa onestamente impossibile.

Una delle cose che amo di tutta la scrittura della Christie è il suo senso dell’umorismo.

Si può dire che, a prescindere da tutto, era sempre pronta a farsi una bella risata.

7. “ Agatha era una donna razionale e pragmatica e amava generalizzare. Nei suoi romanzi, le donne sono così, gli uomini cosà, gli americani fanno questo, gli italiani fanno quello. Forse si trovava a suo agio con gli stereotipi, perché anche lei ne incarnava uno alla perfezione: la stoica gentildonna inglese.”  Verissimo! Agatha, come la maggioranza degli scrittori dell’epoca, da Fitzgerald a Gertrude Stein, amavano gli stereotipi; quindi perché le sue storie riescono ad incantare, ancora oggi, milioni di lettori? Abbiamo forse bisogno di punti saldi? Di miti universali per sentirci più compresi?

È una domanda affascinante, e sono certamente felice che la comprensione comune del nostro mondo stia andando oltre questi stereotipi.

Sono sicura che ci sia qualcosa di confortante nel poter incasellare le persone, ma credo che il motivo per cui i libri della Christie si sentono contemporanei sia che alla fine permette ai suoi personaggi di uscire dai loro stereotipi.

La ribellione e la rottura sono al centro di molti dei suoi romanzi, e c’è qualcosa nel suo modo di scrivere che permette al lettore di guardare intorno alla narrazione.

8. “ Intuisco in lei il grado di determinazione che puoi comprendere solo se l’hai provato di persona. La forza della disperazione.”  Sono diverse le frasi nel tuo romanzo che mi hanno fatto intuire una reale partecipazione emotiva. Questa forza della disperazione la conosci anche tu?  

Ahimè. Non è così per tutti?

9. Quale libro, tra quelli della Christie, avresti voluto scrivere tu? 

Il mio libro preferito è Assassinio sull’Orient Express.

Immagino che sia una risposta noiosa, ma c’è un motivo per cui è il suo romanzo più famoso.

Credo sia il suo capolavoro.

10. Se dovessi scegliere tre cose di cui non potresti mai fare a meno, ovviamente escludendo la scrittura, quali sarebbero?

La mia famiglia
I cani
Il caffè

11. Prima di salutarci quale messaggio o augurio ti piacerebbe lasciare ai nostri lettori?

Grazie mille per il vostro interesse e spero che il 2023 sia meraviglioso per tutti!

Thriller Life contraccambia e ringrazia di cuore Nina de Gramont per la disponibilità

a cura di Marta Gargiulo – About crime girl- e Patty Pici

Intervista a Nina de Gramont in lingua originale

1. The Christie affair is a perfect narrative mashup that mixes real facts with fictional elements. The novel is perfectly calibrated and has managed to captivate a large group of passionate readers, including expert bloggers from Team Thriller Life. Balancing reality and imagination, which part did you favor most?

Thank you so much! Nobody’s asked me that question until now, so I have to stop and think for a moment. As far as pure pleasure, imagination will always win. I think that’s part of the reason I opted for such a fictionalized version of events – it was more fun for me to make up characters and imagine something that definitely didn’t happen than to guess at what more likely did. That being said, I learned so much while researching the different aspects of the story. The facts became the wellspring for my imagination.

2. Agatha Christie is the Queen of the Golden Age of the classic detective story. Re-editions of her works are so numerous that she excels, even today, at the top of the Best Seller lists. In your novel, A.C. becomes human, stripped of the guise of detached and algid myth, approaching the reader in a more intimate way. Was this descriptive choice a kind of homage?

I hope it was an homage! I wanted to portray an Agatha who was human, flawed, and easy to relate to. It was such a vulnerable time in her life. I wanted to create an Agatha readers would want to wrap their arms around. I also tried to be respectful of how she might want to be portrayed, and used anecdotes and descriptions she herself repeated in her autobiographical writing.

3. The Christie affair is a very enjoyable entertainment novel, but it is undeniable that the expressive style, the shrewdness in details and descriptions belong to a certain historical sophistication. Did immersing oneself in the manners, gestures and language of the early twentieth century require so much preliminary study?

Yes – I read many books from that time period, and films of historical dramas like Howard’s End and Downton Abbey were also helpful. Most helpful of all was reading Agatha Christie books! She’s spare in her descriptions but wonderful at dropping small details of the time that I recycled for my novel.

4. Nan O’Dea is the perfect counterpart to the figure of Agatha Christie. For humble origins, for culture, for a certain degree of ambition, a connotation completely absent in Agatha, and of course for her role as lover. Does this total juxtaposition have in it a message you wanted to convey or is it the natural resultant of the narrative plot?

Christie herself was fascinated with the vast disparities between social classes, and the societal ills these disparities wrought. I wanted my novel to contain those themes which is one reason I created Nan O’Dea. Archie Christie’s real mistress, Nancy Neale, was much more middle class. It seemed important that Nan come to the story from across a wider gulf.

5. Your novel deals with several themes with considerable social and empathic depth. The Magdalene Homes, which you cite in particular detail, were facilities run by nuns who cared for girls in distress. Is there a particular motivation that prompted you to tackle this issue?

Just my own sense of injustice and heartbreak about this piece of history. I was moved by Steve Humphries documentary “Sex in a Cold Climate.”

6. Your book is a detective story within a detective story. Trying your hand at a classic detective investigation, a la Hercule Poirot, was fun or did the figure of Agatha somehow influence your penBoth!

I knew I had to tip my hat to Agatha Christie in the construction of the story, but those are big shoes to fill so it was daunting. The most intimidating aspect was trying to approximate her wit, which honestly is impossible. One of the things I love about all Christie’s writing is her sense of humor. You can tell that no matter what she was always ready for a good long laugh

7. ” Agatha was a rational, pragmatic woman and loved to generalize. In her novels, women are like this, men are like that, Americans do this, Italians do that. Perhaps she was comfortable with stereotypes, because she also embodied one perfectly: the stoic English gentlewoman.”  I think it’s very true! Agatha, like most writers of the time, from Fitzgerald to Gertrude Stein, loved stereotypes; so why do her stories manage to enchant, even today, millions of readers? Do we perhaps need fixed points? Of universal myths to feel more understood?

That’s a fascinating question, and I’m certainly glad the communal understanding of our world is moving beyond these stereotypes. I’m sure there’s something comforting in being allowed to pigeonhole people, but I think the reason Christie’s books feel contemporary is she ultimately allows her characters to break out of their stereotypes.  Rebellion and disruption lie at the heart of so many of her novels, and there’s something about the way she writes that allows the reader to look around the narrative.

8. “I intuit in her the degree of determination that you can only understand if you have experienced it firsthand. The strength of desperation.”  There are several sentences in your novel that made me sense a real emotional participation. Do you know this force of despair as well?  

Alas. Don’t we all?

9. Which of Christie’s books would you have liked to have written yourself? 

My favorite of her books is Murder on the Orient Express. I suppose that’s a boring answer but there’s a reason it’s her most famous novel. I think it’s her masterpiece.

10. Excluding writing, what would be the three things you could not do without

My family

Dogs

Coffee

1. Before saying goodbye, would you have a wish or a message to leave our readers? 

Thank you so much for your interest, and I hope 2023 is wonderful for everyone!

Thanks Nina for your kindness 🙂

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