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La bomba

C’è una città di provincia.

E c’è una sindaca, una donna giovane, single e di origini straniere. In tempi normali nulla turberebbe l’ordinario corso delle cose: ognuno continuerebbe a pensare ai fatti propri e la politica a gestire il potere secondo rituali consolidati.

Ma qual- cosa si è rotto nel normale scorrere degli eventi. È in quel preciso momento che la minaccia della bomba fa la sua irruzione.

Tutto parte da alcuni messaggi anonimi rivolti alla sindaca, con cui un aspirante bombarolo lancia un ultimatum: la sindaca ha 30 giorni per decidere, o si ritira dalla politica o la bomba scoppia. Sembra uno scherzo, ma non lo è.

Anzi, col passare dei giorni, la faccenda cresce a dismisura. In breve tempo, accanto a ineffabili politici di provincia, entrano in gioco colossi economici, gang criminali e gruppi di estremisti.

In un clima di odio, rabbia e violenza, nel quale i secondi fini della politica fanno i conti coi condizionamenti dell’economia, la sindaca può contare solo sull’aiuto del professor Carlo Fabbri, un insegnante di mezza età con solidi princìpi e scarse ambizioni, che per i casi della vita è anche il segretario locale del suo partito.

La cronaca dei 30 giorni, dal primo messaggio anonimo fino allo scadere dell’ultimatum (fissato provocatoriamente proprio il 25 aprile, giorno della Liberazione), racconta un susseguirsi di trame e sospetti che lasciano aperta qualunque soluzione, fino alla fine, quando tutto può ancora accadere.

RECENSIONE

Ciò che accade nelle grandi città diventa una notizia anche per le piccole, quasi mai accade il contrario (a meno di misfatti particolarmente mostruosi).
In provincia, anche le storie vere sembrano più inverosimili, il sentito dire si fa più insinuante, le invidie più colorite, i favori più appiccicosi, la ricchezza più appariscente. Le tragedie sono regalate nel privato e il Male sembra meno letale.
Così era anche la nostra città. Poi è arrivata la bomba ed è cambiato tutto.

Il romanzo si apre con la descrizione di una città di provincia, una città qualunque perché in questa storia il dove non è importante.

Ciò che conta è il come, il quando e il chi.

I protagonisti sono tanti, ma spiccano una sindaca donna, albanese e ancorata a ideali e valori e un professore di lettere appassionato di Houellebecq, integerrimo nello svolgere il suo ruolo di dirigente del partito.

Intorno a loro ruotano personaggi che – chi vive in provincia – conosce bene: l’avvocato arricchito, il Gran Maestro, l’imprenditore senza scrupoli e poi… il bombarolo.

Bombarolo, che nella rappresentazione comune è lo scemo del villaggio, quello esaltato.

E così… a partire da un biglietto anonimo…

Voi siete servi del sistema, ma avete i giorni contati. Tra un mese farò saltare in aria la città e voi non potrete farci niente.
Cara sindaca, se hai le palle e ami la “tua” città, dimettiti!
BIFO

Cassani descrive la quotidianità, dall’arrivo del primo biglietto allo scadere dell’ultimatum, che cade il 25 aprile.

Scopriamo così tutti gli ingranaggi che ci sono dietro l’amministrazione di una piccola città di provincia: gli intrighi politici, le alleanze, le congiure…

Viviamo insieme alla sindaca e al prof. Fabbri la tensione, la difficoltà di decidere se andare avanti e rischiare o fermarsi e acconsentire alle richieste di un folle.

Sicuramente la tensione inizia a sentirsi tra la seconda e la terza parte e anche il lettore inizia a capire chi vuole e perché.

Cassani vuole far riflettere il lettore sul tempo presente, su come sia facile fomentare tramite la comunicazione mainstream l’odio e l’intolleranza, come nella società odierna non vi siano più divisioni tra valori di destra e di sinistra, ma come il risentimento e il narcisismo dei singoli sia la leva su cui fare perno per alimentare le frustrazioni umane.

Come le piatteforme social abbiano dato parola a tutti, come sia facile a suon di like e condivisioni diventare il Messia da seguire e di come, allo stesso tempo, sia facile individuare nel “potere” (qualunque esso sia) il nemico da abbattere.

Sulla carta La bomba aveva tutte le carte in regola per essere un romanzo giallo da cinque stelle, peccato però che l’autore si sia perso in una narrazione troppo prolissa di carattere filosofico-politica, tralasciando troppo spesso di descrivere i segnali per la risoluzione del mistero della bomba.

Viene spiegato forse troppo il perché e poco il come.

Editore: Baldini + Castoldi
Pagine: 368
Anno pubblicazione: 2023

AUTORE

Alberto Cassani (1965) è nato e vive a Ravenna, dove si è sempre occupato di politica e di cultura.

È stato Assessore dal 1997 al 2011.

Prima aveva diretto il circolo Gramsci della sua città e poi ha coordinato la candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura e le attività di Ravenna capitale italiana della cultura 2015.

L’uomo di Mosca è il suo primo romanzo, un’originale spy story italiana e insieme un viaggio intimo alla ricerca delle radici ideali perdute e della vera immagine del passato.

La bomba di Alberto Cassani
Concludendo
Un giallo che stenta a farcela, sicuramente una riflessione molto arguta sulla decadenza dei valori nella società contemporanea
Pro
La caratterizzazione dei personaggi
Contro
Ridondanze nelle elucubrazioni mentali del protagonista
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