Giorni sempre più bui di Benjamin Myers

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Lugubre
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Giorni sempre più bui

Con l’arrivo dell’autunno e l’accorciarsi delle giornate, in una piccola cittadina dell’Inghilterra settentrionale, famosa per i suoi scorci pieni d’atmosfera, cominciano a susseguirsi alcune aggressioni violente e inspiegabili.

Tra i giornalisti che accorrono sul posto per documentare quanto accade, Roddy Mace, in forze al giornale locale, cerca di raccontare i fatti, ma le sue indagini gli portano solo nuovi dubbi.

E quando ulteriori episodi colpiscono la comunità sconvolta da tanta efferatezza, la cittadina diventa il fulcro di un interesse mediatico che preferisce una facile soluzione a una complessa verità.

È allora che, inaspettatamente, giunge in soccorso di Mace l’amico James Brindle, che, forte del suo intuito e della sua incomparabile esperienza, aprirà nuovi, insospettati squarci di comprensione.

In questo romanzo dove mito e delitti convergono, Myers ci parla di un luogo pieno di fascino, di irrisolte questioni di identità e dell’intreccio delle vite di coloro che decidono di non abbandonare il luogo dove sono nati.

Benjamin Myers non è una “novità” per qualcuno, mentre io con lui sono alle prime armi.

Non lo conoscevo e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.

Mi è piaciuto molto lo svolgimento di questo romanzo, che in sé non ha nulla di originale, ma il suo modo di descrivere le vicende lo ammanta di fascino.

Immaginiamo il “fatto” attorno a cui ruota tutto il romanzo come un gomitolo da cui fuoriescono tre importanti fili.

Due sono i bandoli che chi conosce questo autore, ha già incontrato: il “poliziotto” James Brindle e il “giornalista” Roddy Mace.

Il terzo filo sembra quasi insignificante rispetto agli altri, ma a mio avviso è una pista importante per far addentrare i lettori nella realtà che lo scrittore vuole descrivere.

Siamo in una sperduta cittadina dello Yorkshire e Tony Garner, detto anche Tony Tremarella, Tony Cappello e altri nomignoli poco affettuosi, è lo scemo del villaggio.

Un incidente molti anni prima lo ha reso “strano” e tutti lo conoscono con questi epiteti.

È l’anima di questo lugubre posto ed è per questo che l’autore ce lo presenta per primo.

In Giorni sempre più bui, di “anime”, se ne incontrano tante, ma tutte sono accomunate dalla stessa caratteristica, che ritroviamo proprio nel titolo…

Sono anime buie, nere… non necessariamente cattive…

Lo scrittore ci tiene a definire almeno una volta ciascun personaggio come un “buon diavolo” che però…

E qui si dipartono i vari fili delle esistenze.

Il denominatore comune è che si tratta di brava gente…
Allora il buio da dove viene?
Ancora una volta lo scrittore stesso ci viene in aiuto.

Il buio viene dalla valle. Basta abitare nella valle per un po’ di tempo, che si viene contagiati da ciò che lo scrittore definisce “febbre”, come se fosse una malattia, una epidemia.

Dicono che questa valle sia come una tomba aperta. Per il modo in cui si restringe, come se volesse chiudersi su di te. […] Il cielo è il coperchio di una bara mezza chiusa. Mai mezza aperta; sempre lì lì per chiudersi

Ci viene descritto un ambiente sepolcrale il cui abitano persone che sono diventate anche loro morti viventi che si muovono in questa bara mezza chiusa.

C’è però ogni tanto qualche schiarita… Sono tutti “buoni diavoli”, cause perse ma fino ad un certo punto perché c’è anche chi per un breve istante riesce a sorridere.

E la vicenda affascina, perché è il lettore stesso a chiedersi come mai le aggressioni avvengono proprio qui.

Chi è così malato da scegliere proprio questo posto e proprio queste persone?

Anche l’indagine è affascinante, perché ci porta ad addentrarci in spazi angusti, in tempi “sempre più bui” per arrivare ad una verità che lo scrittore ci fa annusare più volte, senza però convincerci appieno.

Bisogna arrivare fino alla fine per capire.
Il finale è un regalo che ho apprezzato molto.

Così come è degna di nota la curiosità di chiedersi se esiste un romanzo sull’indagine precedente di Brindle e Mace.

Ogni tanto piccoli sottintesi, mentre la curiosità aumenta… E i bandoli cercano di dipanare la strana rara matassa piombata sulla valle

Traduzione: Tommaso Pincio
Editore: Bollati Borignhieri
Pagine: 336
Anno pubblicazione: 2023

Benjamin Myers è nato a Durham nel 1976.

È autore di All’orizzonte (2021), suo esordio italiano, e di Blu come te (2022), entrambi per Bollati Boringhieri.

Il suo romanzo storico The Gallows Pole (2017) ha vinto il Walter Scott Prize e il Roger Deakin Award. Ha pubblicato anche libri di poesia, e di recente la raccolta di racconti Male Tears, oltre ai romanzi The Perfect Golden Circle (2022) e Cuddy (2023).

I suoi articoli sono apparsi su testate quali «The Guardian», «New Statesman» e «The Spectator». All’orizzonte è stato libro dell’anno 2019 per il «Times», per «l’Observer» e per la BBC, che lo ha serializzato per il programma Book at Bedtime.

In Germania è stato nominato libro dell’anno 2020 dai Librai indipendenti.

Giorni sempre più bui di Benjamin Myers
Concludendo
Immergersi in questo noir all’inglese è stata proprio una bella occasione per farsi prendere da luoghi, anime e vicende. Alla fine della lettura vorrete chiedere a Mace di aggiungere una bustina di tè in più anche per voi…
Pro
Descrizioni originali
Personaggi non scontati
Vicende non convenzionali
Contro
La conclusione può essere più volte “nasata” prima della fine del libro
4.5
Lugubre
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