La genesi del male di Iris Bonetti

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La genesi del male

All’interno di un orfanotrofio pressoché abbandonato vive il giovane Ioan, uno degli otto bambini rimasti soli alla mercè di Olga, sadica tutrice. Decenni dopo a Torino viene trovato il cadavere di un senzatetto, con la pelle del volto divelta e appoggiata come una maschera macabra su una gamba. Al collo, un pupazzetto di pecora appeso con un filo di lana rossa. È la firma del pastore, un pluriomicida sulle cui tracce è da tempo, oltre alla polizia, anche il cronista investigativo Leonardo Landi, voluto dall’ispettrice Laura Pacini. Landi non è solo dotato di uno straordinario intuito, ma ha un dono speciale: la capacità di cogliere frammenti di eventi che devono ancora accadere, attraverso immagini che sin da piccolo raffigura in disegni appena abbozzati. L’ultimo di questi, è l’uomo puzzle.

Nel corso della complessa indagine, Landi non mancherà di dare un significato alla figura enigmatica che la sua mente ha generato, aprendo un varco su una verità agghiacciante del suo passato, fino alle radici stesse del male.

Primo thriller giudiziario/investigativo per Iris Bonetti, e, traendo le conclusioni, già anticipo che…
Ma andiamo per gradi.

La prima scena si svolge in un orfanotrofio,

La corazza della blatta emise un suono secco.

Si entra e si lascia subito il cuore in quel luogo,

Alcune stanze cieche si aprivano alla loro sinistra come bocche fameliche di uno stomaco sommerso

La storia procede per passaggi ben chiari e saldi e si dipana anche in altre ambientazioni.

Ho trovato queste ultime ben descritte, tanto che sembra di camminare tra le vie di Torino e sedersi in una bottega

…il Bicerin, dove gustarsi qualche specialità torinese. Il tepore del locale accarezzò…

La Bonetti ci porta a conoscere i suoi personaggi, che potremmo amare od odiare, a seconda di come interpreteremo i diversi e successivi capitoli.

I profili degli attori si evidenziano fin da subito: problematici, esteriormente affascinanti e ammaglianti, ma afflitti da infiniti problemi psicologici.

Il modo migliore per capire dove va un uomo è conoscere il suo passato, dove ha vissuto e cosa lo ha trasformato

Non parliamo di psicologia spicciola, ma documentata, eppure mai pesante.

Camminando con Leo, Ana, Laura, Adam, Damian e molti altri, ci si accorge di come la mente umana sia complessa e a volte folle.

Questo intreccio ben strutturato conduce il lettore a elaborare risposte inaspettate rispetto alle domande che aveva formulato, perché la narrazione passa quella linea di confine per cavalcare il puro “male”.

La morte non voleva farsi guardare nascondeva le tracce con astuzia

Ma come in ogni thriller che si rispetti, anche ne La genesi del male, la tensione, l’azione e i “pugni nello stomaco” non si contano.

I cadaveri ritrovati portano segni e riferimenti usciti dal labirinto della mente e dei ricordi, a volte alterati, a volte uccisi da una realtà artefatta, che conduce su strade irreali.

Nonostante le 428 pagine, il ritmo de La genesi del male è serrato e la narrazione è semplice, compatta e lineare.

Si arriva così con il cuore in gola, alla fine.

Un finale aperto.

Si scoprirà ogni cosa, ma alcune sfumature, alcuni piccoli intrighi rimangono lì, sull’orlo del precipizio.

Aspetto il sequel che so essere già in stesura.

L’autrice ci lascia con quest’ultima riflessione di un personaggio del libro.

Ti insegnerò a odiare tuo padre.

Editore: DelosDigital Odissea
Pagine: 428
Anno pubblicazione: 2023

Iris Bonetti è nata a Milano.

Inizia nel 1991 come fotografa.

Nel 2011 fonda con una socia una Casa Editrice per bambini per la quale scrive alcune storie.

I libri che ha scritto e pubblicato sono dieci più due bookapp: I segreti di Romeo e Giulietta, arrivato ai finalisti del Golden Award of Montreux e Gli animali di Pinocchio che ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

Il primo libro per adulti è pubblicato nel 2019 e si intitola Empatia.

Nel 2019 pubblica il secondo libro, Isolati.

La genesi del male di Iris Bonetti
Concludendo
Un thriller psicologico/giudiziario incalzante con un pizzico di avventura. Indicato a chi apprezza intrecci, fuori dalle righe. Mi sono commossa, mi sono emozionata, ma l’ansia è sempre stata presente per tutta la lettura.
Pro
Ottime le ambientazioni
I personaggi caratterialmente ben impostati.
Contro
Nulla
4.5
Geniale
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