L’orto americano di Pupi Avati

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L’orto americano

Subito dopo la Liberazione, in una mattina bolognese, una ragazza in divisa da ausiliaria americana si affaccia per chiedere indicazioni nella bottega di un barbiere. E le basta uno sguardo distratto per far innamorare un giovane aspirante scrittore.

Anni dopo, anche grazie al ricordo di quello sguardo, lui decide di andare proprio in America, «assieme ai suoi morti», per tentare di scrivere il romanzo definitivo, quello che, ne è certo, sarà finalmente pubblicato.

Ma le distrazioni cominciano subito: un macabro ritrovamento, un orto da cui di notte provengono urla misteriose e soprattutto una vicina di casa la cui figlia Barbara, arruolatasi come ausiliaria, è dispersa in Italia, probabilmente morta, forse uccisa.

Lui ne è certo: è proprio lei, la ragazza che ha intravisto dal barbiere, e lui deve ritrovarla. Le tracce portano ad Argenta, alla foce del Po, a un processo che sta per celebrarsi e a una torbida coppia di fratelli. Laggiù, tra il cielo e l’acqua, lo scrittore incontrerà una vicenda più coinvolgente e pericolosa di qualsiasi romanzo abbia mai immaginato: una storia di erotismo e omicidio, di vivi che non sanno vivere e morti che non vogliono morire.

Barbara, ausiliaria americana in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale, una mattina capita nella bottega di un barbiere per chiedere indicazioni e basta questo per catturare il cuore di un giovane aspirante scrittore che non riuscirà più a dimenticarla.

Appena dopo la fine della guerra, il giovanotto si trasferisce da Bologna a Davenport (Iowa), negli Stati Uniti, in piena America rurale, assieme “ai suoi morti”, prendendo casa poco lontano da quella di una vicina la cui figlia, di nome Barbara, arruolata come ausiliaria, risulta dispersa in Italia, forse morta o forse uccisa.

A separare le due abitazioni vi è un inquietante orto da dove, di notte, provengono strani e angoscianti lamenti.

L’orto americano è un appassionante thriller-horror, con sfumature gotiche, in cui la realtà e gli inganni della mente si inseguono incessantemente, trascinando il lettore all’inseguimento di una fantomatica verità, confermando la versatilità narrativa e la raffinatezza dello stile di Avati.

Inizia così un’indagine pericolosa che dall’orto americano di Barbara lo porterà ad Argenta, alla foce del Po, al seguito di una serie di eventi straordinari, in mezzo ai soldati che cercano i corpi dei loro commilitoni morti, passando attraverso un processo per l’uccisione in maniera particolarmente cruenta di tre donne e a una torbida coppia di fratelli.

Quei cadaveri appena marciti riservavano una puzza irriguardosa, la medesima delle reliquie che appassionano i preti nelle loro processioni

Colpisce subito il linguaggio usato dallo scrittore, un linguaggio molto ricercato ma mai difficile e a volte molto diretto e volgare.

Con questo breve romanzo, lo scrittore ci trasporta dentro i luoghi a lui tanto cari, la Pianura Padana, il Po… con un uso sapiente della prosa, sempre accorta e delicata.

Una lettura scorrevole che ci riporta indietro nel tempo, e anche se il racconto è a tratti difficile e pesante per i temi trattati si ha la netta impressione di essere presenti, partecipi dei fatti narrati.

Un giallo, L’orto americano, che entra nell’horror tenendo sospeso il lettore fino all’ultima pagina, una storia onirica, dove il finale sarà a dir poco sorprendente e sconcertante.

Editore: Solferino
Pagine: 176
Anno pubblicazione: 2023

Pupi Avati inizia la sua carriera artistica nel jazz come clarinettista, fa parte infatti della Reno Jazz Gang con cui incide anche qualche disco, gruppo che abbandona dopo l’ingresso nella band di Lucio Dalla con cui rimane grandissimo amico e che collaborerà a vari film di Avati.

Lavora poi per quattro anni alla Findus surgelati, anni che considera i peggiori della sua vita.

Intraprende poi la via del cinema e riesce a collaborare alla sceneggiatura di Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pasolini.

Come regista gira alcuni horror tra cui nel 1976 La casa delle finestre che ridono.

L’ anno successivo esce Bordella, una commedia che ha tra gli interpreti un giovanissimo Christian De Sica.

Da ricordare anche la regia televisiva di uno speciale dedicato ai Pooh.

Inizia poi a girare una serie di successi: da Una gita scolastica a Impiegati a Regalo di Natale. Regie televisive e cinematografiche si alternano, così come la scrittura di libri tratti dai suoi stessi film.

Tra i suoi libri ricordiamo: Gli amici del bar Margherita (2009), Una sconfinata giovinezza (2010), Il ragazzo in soffitta (2015).

L’orto americano di Pupi Avati
Concludendo
La storia di un giovane scrittore infatuato di una ragazza americana che, tra Argenta (FE) e l’America rurale di provincia si fa trascinare in una ricerca contornata dal clamore di un passato lontano, l’ombra di un serial killer in procinto di essere processato e lo scontro contro una società ancora non in grado di affrontare una simile situazione.
Pro
Una lettura piacevole, ricercata, d'altri tempi, con vocali a volte sottili a volte volutamente schiette e volgari.
Contro
Nulla
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