Troverò la chiave di Alex Ahndoril

4.2
Intricato
Ordina

Troverò la chiave

L’uomo che si presenta nell’ufficio dell’agenzia investigativa di Julia Stark un lunedì di agosto è il cliente che tutti vorrebbero. Si chiama PG Mott e a Stoccolma tutti sanno chi è, tutti conoscono la sua famiglia, per una semplice ragione: è ricchissimo.

PG ha un problema che solo Julia Stark può risolvere: la sua vita è precipitata all’improvviso, e senza alcuna spiegazione, in un terribile enigma. Sconvolto, PG racconta a Julia che, all’indomani di una cena di famiglia, ha trovato sul proprio cellulare la foto di un uomo legato, gravemente ferito e incappucciato. PG non ricorda di aver scattato quella foto, né sembra riconoscere la persona immortalata.

Ma non è la prima volta che PG non ricorda qualcosa: la sua vita è tutt’altro che specchiata, tra vizi, abuso di alcol e di psicofarmaci. Julia capisce subito che il caso è più complesso di quanto può sembrare e chiede aiuto all’unica persona che, nonostante tutto, può aiutarla. Si chiama Sidney Mendelson, è un poliziotto e, soprattutto, è il suo ex marito.

E forse, a dispetto del passato tragico che li ha divisi, Julia potrà riavvicinarsi a lui… Ma giunti nella villa di famiglia dei Mott, Julia e Sid presto intuiscono che, sotto la patina di vestiti eleganti, cene da gourmet e vini costosi, scorrono tensioni, invidie e rivalità. E violenze.

Una cosa è certa: la verità si nasconde tra i misteri della famiglia. E anche quando il caso sembra per tutti ormai chiuso, l’intuito infallibile di Julia saprà vedere lontano…

Capita spesso di farsi condizionare nella scelta di un libro dall’autore o dai suoi romanzi precedenti; in questo caso l’ho preso senza sapere chi fosse lo scrittore o, meglio, gli scrittori che si celano dietro ad Alex Ahndoril: Lars Kepler, che per questo romanzo decidono di usare il loro cognome.

Troverò la chiave ha poco a che vedere con i libri fin qui scritti da Lars Kepler; le atmosfere sono tipicamente British e poco norvegesi, nonostante le grandi foreste e la famiglia patriarcale Mott che possiede diverse segherie e impianti per la lavorazione del legno,.

L’ambiente di una villa nella quiete della campagna, una famiglia con rituali arcani e parenti serpenti ricordano, per non dire ricalcano, lo stile di Agatha Christie.

Una mattina Per Günter Mott arriva all’agenzia investigativa di Julia con un problema davvero delicato: al risveglio ha trovato sul suo telefono una foto di un uomo che molto probabilmente è morto o gravemente ferito.

Il problema è che PG ha mescolato droga e alcol e non ricorda nulla di quella sera e quindi chiede a Julia di scoprire come la foto è arrivata nel suo telefono e, se è stato lui, si costituirà alla polizia.

La foto è stata scattata subito dopo la riunione aziendale, quindi tra i potenziali testimoni c’è tutta la famiglia Mott e per scoprire qualcosa, Julia deve andare alla villa di famiglia e chiedere aiuto a Sid, il suo ex marito.

Dopo il suo arrivo, inizia un’indagine tramite interrogatori e scopre presto che tutti, in questa complicata e disfunzionale famiglia, hanno dei segreti e che la foto è solo la punta dell’iceberg.

Questo nuovo personaggio, l’investigatrice privata Julia Stark, è l’emblema delle contraddizioni: molto bella ma con una cicatrice evidente sulla guancia, cerca l’aiuto del suo ex-marito Sidney che aveva precedentemente tradito, sicura di sé

scommettiamo una cena… Io dico che mi servono due giorni per trovare la chiave del mistero…” “OK , scommessa accettata” la interruppe lui.

Così sicura eppure non tollera di essere toccata, sfiorata da estranei; sembra abbia intuito, ma tende a vedere i particolari e gli indizi solo quando il tempo attorno a lei rallenta, stile Matrix quando il protagonista schiva i proiettili.

È proprio grazie a questo suo modo particolare che vede alcuni dettagli un po’ più a lungo e in modo più preciso, riuscendo a trovare indizi che altrimenti sfuggirebbero.

Troviamo poi diversi personaggi secondari, ovvero l’intera famiglia Mott con un vasto campionario di soggetti:

PG è il secondogenito, obbedisce agli ordini del fratello maggiore Werther, la cui presenza aleggia in tutto il romanzo senza palesarsi, una sorta di burattino comandato da lui o dalla moglie Monika, secondo le occasioni.

Monika è la classica donna raffinata che nasconde qualsiasi cosa dietro a silenzi e sorrisi tirati.

Infine ci sono i cugini: André, falso e invidioso, Bjorn costretto su una sedia a rotelle per errore, da Werther, quando erano ragazzini e Siri, enigmatica e indecifrabile.

La struttura dell’opera è volutamente simile ai libri in cui l’investigatore Hercule Poirot va direttamente sulla scena del crimine, che si trova piuttosto isolata dal mondo esterno e nel frattempo, cerca di collegare i vari indizi, mentre il lettore lo accompagna nella scoperta del colpevole.

Ahndoril fornisce gli elementi gradualmente, ma il lettore dovrà essere brillante quanto la protagonista per organizzarli e interpretarli correttamente.

L’unica cosa ad avermi lasciato perplessa è la totale mancanza della polizia.

Anche l’investigatore più bravo sa bene che a un certo punto, le indagini devono essere ufficializzate; eppure durante il romanzo non compare mai, anche quando la sua presenza, durante il racconto è, secondo me, obbligatoria.

Peccato, perfino Hercule Poirot al massimo della sua autostima avrebbe, a un certo punto delle indagini, collaborato con la polizia.

Un buon giallo con diversi indizi e numerosi sospettati, con segreti da svelare nella quiete della campagna dove il tempo sembra essersi fermato e dove tutti si conoscono eppure sono restii a parlare.

Traduzione: Andrea Berardini
Editore: Longanesi
Pagine:288
Anno pubblicazione:2023

Alex Ahndoril è il nuovo pseudonimo di Lars Kepler, nome dietro il quale si nascondono i coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril.

Dalla loro collaborazione è nato il caso editoriale europeo del 2010, L’ipnotista, il romanzo che ha inaugurato la fortunata e amatissima serie di libri con protagonista il commissario Joona Linna, tutti pubblicati da Longanesi.

Nel 2023 Alex Ahndoril debutta con il romanzo Troverò la chiave (Longanesi), primo di una serie di gialli a enigma con due nuovi, affascinanti protagonisti.

Troverò la chiave di Alex Ahndoril
Concludendo
Un buon giallo con diversi indizi che aiutano il lettore più attento a trovare la soluzione ai vari misteri e bugie che questa facoltosa famiglia nasconde.
Pro
Trama ben pensata con diversi enigmi da risolvere a più riprese
Un finale per nulla scontato.
Contro
Perde di veridicità a causa della mancanza delle forze dell’ordine.
4.2
Intricato
Ordina