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Come una lacrima di Fabio Delle Donne

Come una lacrima di Fabio Delle Donne
Come una lacrima è una storia che inizialmente sembra un classico e semplice thriller, ma che poi ad ogni capitolo si arricchisce di colpi di scena e di dettagli che invogliano a proseguire per comprendere le dinamiche del passato che hanno portato l’uomo nero ad agire in quel modo

Come una lacrima

Recensione di Erika Giliberto

TRAMA

I corpi di tre ragazze vengono ritrovati pelle e ossa, leggeri come una piuma, ma coi capelli che ancora gridano alla vita. Il caso viene affidato all’ispettore Michael Esposito, un uomo introverso, con l’olfatto particolarmente sviluppato a causa dell’iperosmia, una peculiarità utile nel corso delle indagini. Un rapimento separa due sorelle, eppure restano attaccate nei sogni grazie al forte legame che le unisce. Una di loro vedrà negli occhi del serial killer che la follia assume le forme di qualcosa di più profondo; che il male e l’uomo nero sono concetti superficiali. Scoprirà che alcuni fiori appassiscono per poi cadere, mentre altri con un soffio volano via.

RECENSIONE

Fabio Delle Donne fa il suo esordio come scrittore di romanzi thriller in un modo che non ha niente da invidiare ad alcuni dei più bravi scrittori stranieri in circolazione.

In principio l’autore ci pone davanti ad un caso molto difficile che sta facendo annegare tutta la città in una spirale di terrore: tre ragazzine, Rossella, Carolina ed Elisa, una dopo l’altra a distanza di poco tempo, vengono ritrovate morte in condizioni di estrema denutrizione e tutte posizionate come delle bambole di porcellana dai capelli perfettamente puliti e spazzolati.

Il commissario Brown è ormai prossimo alla pensione e, dopo l’ennesimo macabro ritrovamento, non riesce più ad andare avanti nelle indagini, getta la spugna. Il suo posto rimane vacante e il suo capo, l’impeccabile Jennifer Moric dagli occhi di ghiaccio, si trova costretta a sostituirlo. Lo fa, chiedendo l’aiuto di Michael Esposito, un uomo che non le va molto a genio, ma per cui cela una certa stima perché, a suo tempo, aveva collaborato con Zimmerman, poliziotto specializzato nella cattura dei serial killer.

Il personaggio di Esposito è il fulcro di tutto il romanzo: vive da solo, o meglio, con un furetto di nome Furia, dorme poco, mangia quando si ricorda e, soprattutto, è affetto da iperosmia, ossia possiede un fiuto da far invidia a un bracco. Tant’è che, pur essendo grande amante del buon cognac, si accontenta di apprezzarne solo gli aromi quando è in servizio.

Ed è proprio grazie a questa sua peculiarità, e anche alle sue intelligenti intuizioni, che, dopo la sparizione di una quarta ragazzina, Melissa Manninger, Esposito riesce a mettersi sulle tracce di quello che chiamano l’uomo nero.

Ma l’incubo, che per un attimo sembra finito, è soltanto all’inizio.

Entra in scena la famiglia Stones: Frank, il marito, completamente dedito al lavoro e molto assente, Margaret, la moglie, in continuo conflitto col marito tanto da odiarlo profondamente, Rose e Sophie, le loro due bellissime figlie inseparabili.

Quando Melissa viene ritrovata, Sophie scompare dalla sua stanza. Ma allora chi è l’uomo nero?

Lo spaesato Michael Esposito, col fondamentale aiuto di Antony Poretti, dovrà imparare a guardare oltre, a ragionare fuori dagli schemi. Si ritroverà, ad un certo punto, su un aereo alla volta di Bruxelles e lì dovrà fare i conti con una realtà scioccante che metterà a dura prova le sue capacità di investigatore. I pezzi del puzzle pian piano verranno collocati al loro posto e andranno a formare un quadro che lascia inorriditi.

Il susseguirsi degli avvenimenti e dei ragionamenti del commissario Esposito sono sempre delineati con semplicità e chiarezza e, durante la lettura, non si perde mai una volta il filo della trama.

Fabio Delle Donne è capace di incuriosire il lettore portandolo una volta sulle scene del crimine, una volta nella vita quotidiana della famiglia Stones, una volta nei sogni e pensieri di Rose e Sophie, una volta al cospetto dell’uomo nero. L’autore riesce a farlo mantenendo una fluidità nella narrazione che non stanca mai. Il lettore vuole capire perché, ogni qualvolta ci si avvicini ad un indizio fondamentale, ci si ritrovi poi a cadere in un buco nell’acqua.

Anche i dialoghi sono essenziali, piacevoli e ben scritti, non vi è nessuna ridondanza che soffoca la lettura.

Come una lacrima è una storia che inizialmente sembra un classico e semplice thriller, ma che poi ad ogni capitolo si arricchisce di colpi di scena e di dettagli che invogliano a proseguire per comprendere le dinamiche del passato che hanno portato l’uomo nero ad agire in quel modo. L’autore lo fa così bene che, assurdamente, ci si scopre, almeno per un attimo, ad empatizzare col mostro, un colpevole insospettabile.

E se questo fantomatico uomo nero fosse una donna?

Editore Golem Edizioni

Pagine 368

Anno di pubblicazione 2024

Autore

Dopo la laurea in Giurisprudenza e un master in Istituzioni internazionali ed europee, è diventato un avvocato, professione che svolge a Napoli, dove è nato e vive. La passione per la letteratura e il disegno lo ha portato a pubblicare la serie di gialli con protagonista il commissario Vincenzo Lo Tufo, Sfogliatelle e delitti e Cannoli e delitti, oltre al libro illustrato per bambini Pirì il brucaleone. Come una lacrima è il suo primo romanzo e, da inedito, ha ricevuto un riconoscimento di merito nel 2022 al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica ed è stato scelto tra gli inediti selezionati al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como 2022.

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