La lista delle cose sospette
TRAMA:
Yorkshire, 1979. La regione è inquieta e disturbata non solo dal governo Thatcher che, tra le altre cose, ha eliminato il latte gratuito dalle scuole, ma anche da un serial killer che continua ad ammazzare giovani donne.
Miv, 12 anni, decide di correre ai ripari, e di cercare il colpevole per far tornare la serenità nel loro vicinato. La sua famiglia sta parlando di trasferirsi, la presenza del serial killer è troppo incombente, e Miv non vuole proprio separarsi dall’amica del cuore Sharon.
Le due ragazzine cominciano dunque la loro piccola ma arguta indagine stilando una lista di tutte le «cose sospette» riguardo agli uomini della comunità, a iniziare dal pakistano dell’alimentari all’angolo – tutti gli adulti lo evitano, i ragazzi compiono atti vandalici contro di lui… è senz’altro sospetto –, a seguire col più severo dei professori della scuola, sempre arrabbiato e prepotente, e via così con molti altri personaggi della cittadina visti dagli occhi di una ragazzina pronta a credere, ma subito dopo a sfatare, i pesanti luoghi comuni che prosperano nella loro comunità. E a scoprire molti più segreti – tra le famiglie del vicinato – di quanti avrebbero mai pensato possibili.
RECENSIONE:
Jennie Godfrey esordisce con un romanzo carico di tensione narrativa e profondità emotiva. La lista delle cose sospette, ambientato in una cittadina inglese degli anni Ottanta, ci catapulta in un contesto sociale segnato da tensioni razziali e discriminazioni.
Siamo proprio nel periodo dello “Squartatore”, un terribile serial killer che prende di mira giovani donne.
“Questi maledetti omicidi ogni cinque minuti. Ormai lo Yorkshire è famoso solo per le ragazze morte”.
Tra le tante famiglie che terrorizzate progettano di trasferirsi per scappare dal killer, conosciamo quella di Miv, una ragazzina di dodici anni con un difficile passato familiare. Per evitare di trasferirsi e quindi separarsi dalla sua amica Sharon, inizia a raccogliere dettagli e indizi in una “lista delle cose sospette” per svelare la vera identità dello squartatore.
La bravura di Godfrey nel ricostruire con cura l’epoca storica permetterà al lettore di fare un vero e proprio salto indietro nel tempo, grazie alla ricchezza di dettagli sulle dinamiche sociali di quegli anni.
La lista dei sospetti stilata da Miv riesce a donare alla narrazione un perfetto equilibrio tra momenti di leggerezza infantile a riflessioni più profonde, sottolineando il confine tra realtà e immaginazione tipico dell’età adolescenziale. Ma quanto può essere doloroso scoprire che la verità potrebbe non coincidere con ciò che credevamo?
“Al momento un assassino seriale uccideva con regolarità giovani donne e noi andavamo a scuola a piedi da sole. Queste due realtà esistevano splendidamente isolate l’una rispetto all’altra.”
La lista delle cose sospette di Miv diventa così un ottimo espediente narrativo che riesce a guidare il lettore attraverso i misteri della storia mantenendo un punto di vista autentico sull’innocenza e la ricerca della verità. Una caccia al killer che scoperchierà tanti altri segreti nascosti dietro la facciata della società.
Jennie Godfrey costruisce personaggi credibili e sfaccettati e grazie alla scelta di alternare la narrazione in prima persona di vari personaggi, il lettore riesce ad avere punti di vista diversi ed entrare in confidenza con le varie personalità. Uno tra i più significativi è Omar, il proprietario di un negozio locale. È preoccupato per la relazione nascente tra suo figlio Ishtiaq e Sharon e teme il giudizio sociale e le difficoltà che potrebbero travolgere i due giovani. Attraverso la visione del negoziante, Godfrey riesce a trattare con sensibilità il tema del razzismo, delle dinamiche familiari e del pregiudizio rendendo estremamente attuale la storia, seppur ambientata in un passato ben definito.
Sullo sfondo, a mantenere sempre alta la tensione, c’è l’ombra costante dello Squartatore di Yorkshire. Il lettore riesce a sentire tutto il terrore e l’insicurezza che questa presenza infonde alla comunità ormai sovrastata dalla paura.
“L’ultimo suo commento sul quaderno sotto quel compito registrava con preoccupazione il mio continuo, forse malsano interesse per la morte. Non aveva torto, ma il professor Ware non capiva che c’era da aver paura più dei vivi che dei morti.”
Altro punto di forza è senz’altro la scrittura di Godfrey. Delicata ma travolgente, dettagliata al punto giusto, riesce a rendere vivide le immagini dei luoghi e delle persone incontrate nei capitoli. Con grande maestria tiene alta l’attenzione senza perdere il tono nostalgico e la credibilità delle tematiche affrontate.
La lista delle cose sospette è un libro che offre spunti di riflessione su di sé e sulla comprensione del punto di vista dell’altro, rendendolo una lettura consigliata per chi cerca una storia capace di emozionare con semplicità ma mantenendo mistero e suspense. Un romanzo capace di far sorridere ma riflettere allo stesso tempo e che dona grande importanza al legame dell’amicizia. Inoltre la storia è realmente vicina alla vita passata vissuta dalla stessa Jennie Godfrey. È proprio nell’apertura del romanzo che dichiara di aver vissuto il terribile periodo dello Squartatore:
“C’è un’intera generazione di abitanti del nord dell’Inghilterra la cui infanzia è stata tormentata dal pluriomicida Peter Sutcliffe. Uno dei ricordi più vividi di quando ero piccola è il giorno in cui venne preso, quando divenne chiaro che mio padre lo conosceva. Sono ancora sconvolta al pensiero di quanto fosse arrivato vicino alla mia famiglia.”
TRADUZIONE: Clelia Venturelli
EDITORE: Bollati Boringhieri
PAGINE: 352
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
AUTORE:

Jennie Godfrey è cresciuta nello Yorkshire e il suo romanzo d’esordio, La lista delle cose sospette, è ispirato alla sua infanzia, vissuta lì negli anni Settanta. Dopo una carriera in azienda, oggi Jennie Godfrey è libraia part time e scrittrice a tempo pieno. Vive nella campagna del Somerset.