Manuale diffuso del guerrigliero psichico di Stefano Tevini

Manuale diffuso del guerrigliero psichico
Se ci salveremo, lo faremo insieme. La guerriglia è cominciata, ti unirai a noi?

Manuale diffuso del guerrigliero psichico

Recensione di: Martina Melgazzi

TRAMA:

Possono leggere la mente, proiettare la loro presenza a distanza, percepire le emozioni altrui e influenzarle, controllare con il pensiero i dispositivi elettronici e molto altro. Il loro aspetto è uguale a quello degli esseri umani, ma il loro cervello e il loro sistema nervoso sono diversi, sono in grado di emettere una vibrazione, è quella l’origine delle loro capacità. A lungo hanno subito una persecuzione in segreto: sequestri, vivisezioni ed esperimenti. Ma adesso hanno deciso di uscire allo scoperto e ribellarsi. L’ora X sta per scattare e il professore e i suoi cinque allievi sono pronti a far scattare il piano dei portatori di diapason.

Il Manuale diffuso del guerrigliero psichico è il primo volume di una nuova saga, tra il distopico e il fantascientifico, che ti invita a calarti nei panni di una comunità di supereroi perseguitata, anarchica e ribelle, che ha deciso di fare fronte comune e contrattaccare.

Se ci salveremo, lo faremo insieme. La guerriglia è cominciata, ti unirai a noi?

RECENSIONE:

Non lasciatevi ingannare dal titolo o dalla sinossi: qui non si gioca con i poteri, non si cercano effetti speciali, non si fanno le prove dei costumi in cantina. “Manuale diffuso del guerrigliero psichico” è una dichiarazione di guerra travestita da romanzo, una guerriglia letteraria che parte dai margini e si installa nel cuore di chi legge con l’obiettivo chiaro di detonare domande. Sul potere, sulla libertà, sulla sopravvivenza di chi è sempre stato fuori dallo schema. E sul perché, forse, non basta più chiedere il permesso per esistere.

Il libro di Stefano Tevini è un manifesto in forma narrativa. Parla di supereroi, sì, ma solo per decostruirli. I protagonisti – i portatori di diapason – sono creature mutate, capaci di leggere e alterare la mente, manipolare macchine, sentire il dolore degli altri. Ma non cercano di “salvare il mondo”.

Cercano piuttosto di salvarsi da esso. Di strapparsi di dosso le etichette, le gabbie, le autopsie dell’identità che il sistema impone a tutto ciò che è altro. E quando il mondo ti perseguita, che fai? Ti nascondi ancora? Oppure prendi posizione, anche se costa sangue? La risposta, in questo libro, è chiara: “Non è meglio convivere serenamente? Lo desideriamo da quando esistiamo, ma ci è sempre stato negato e allora ci siamo fatti invisibili per continuare a esistere.”

Ma invisibili non si vuole e non si può restare per sempre. E allora Tevini costruisce un romanzo corale che è anche un’esplorazione del concetto di diversità in tutte le sue declinazioni – individuale, politica, identitaria. Un’indagine feroce su cosa significhi rivendicare il proprio spazio nel mondo, quando quel mondo ti vuole solo sotto osservazione o sotto terra. I poteri dei protagonisti diventano metafore di questo: sono amplificatori delle loro sensibilità, dei loro traumi, delle loro differenze. Non sono un superpotere da gestire, sono una condanna e un’arma. E la questione non è cosa possono fare, ma perché sono costretti a farlo.

Tra riferimenti mai casuali a contesti politici contemporanei (Israele, Palestina, liberismo estremo, capitalismo predatorio), il romanzo lancia fendenti taglienti su ciò che accade quando le comunità marginalizzate decidono che è arrivato il momento di dire basta. Basta essere osservati, catalogati, addomesticati. Basta sopportare. Ed è qui che il “guerrigliero psichico” diventa figura archetipica di resistenza, ma anche di dolore, di rabbia, di lotta identitaria. L’azione non è mai separata dalla riflessione; le esplosioni, quando arrivano, sono sempre preparate da un tessuto emotivo e politico denso e pulsante.

Il linguaggio è spigoloso, punk, vivo. Si legge come si leggerebbe un pamphlet da strada trovato in un centro sociale o in una stazione occupata, tra rabbia, speranza e autoconsapevolezza. E ogni personaggio è una voce, una traiettoria singolare dentro un collettivo – e questo è un altro tema potente del libro: come si fa comunità senza rinunciare alla propria unicità? Come si resta interi dentro a un “noi”? Tevini non dà risposte, ma pone il problema in tutta la sua bruciante urgenza.

“Manuale diffuso del guerrigliero psichico” è un libro che non cerca la lettura facile: non ci sono compromessi, non ci sono eroi da poster, non ci sono dialoghi addomesticati. Ma è anche per questo che funziona. Perché ti costringe a tenere gli occhi aperti. E magari, quando chiudi l’ultima pagina, ti ritrovi a domandarti da che parte stai davvero.

Traduzione:

Editore: D Editore

Pagine: 226

Anno di pubblicazione: 2025

Autore:

Stefano Tevini

Stefano Tevini è autore di romanzi distopici e racconti radicali, spesso al confine tra fantascienza e critica sociale. Ha pubblicato, tra gli altri, Vampiro tossico, Catena alimentare e Sulla soglia. Vive e scrive tra punk, politica e immaginazione.

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