I luoghi infedeli di Tana French

I luoghi infedeli
“I momenti che contano davvero nella vita sono pochi. Per lo più riesci a vederli con chiarezza solo in retrospettiva, molto tempo dopo che ti sono sfrecciati accanto.”

I luoghi infedeli

Recensione di: Martina Melgazzi

TRAMA:

È una fredda notte del 1983 quando il cuore di Frank viene spezzato. Aspetta per ore la fidanzata Rosie sotto l’alone nebbioso di un lampione; i due hanno progettato di fuggire insieme lontano dalla povertà del loro quartiere di Dublino, per vivere di amore e musica a Londra. Ma la ragazza non si presenta. Ventidue anni dopo, viene ritrovata la vecchia valigia di Rosie con dentro i biglietti del traghetto che avrebbe dovuto portarli in Inghilterra.

Frank, ora poliziotto specializzato in lavori sotto copertura, sarà costretto a tornare dalla sua famiglia disastrata e nelle vie malfamate del suo vecchio quartiere per scoprire cosa è successo davvero quella notte. Li si renderà conto che quei luoghi gli sono sempre rimasti addosso e che farsi risucchiare dal passato è molto più facile che uscirne.

RECENSIONE:

Tana French non scrive gialli, scrive romanzi con dentro un mistero.
È questo, probabilmente, il miglior modo per avvicinarsi a I LUOGHI INFEDELI, terzo libro della serie Dublin Murder Squad – Le indagini della squadra Omicidi di Dublino in italiano, leggibile comunque anche da solo – e uno dei più intensi dell’autrice irlandese. Non aspettatevi una trama serrata fatta solo di colpi di scena: qui a dominare sono l’atmosfera, il contesto sociale, la psicologia. E una scrittura che scava, lenta e feroce, nel cuore delle cose.


Il protagonista è Frank Mackey, detective della polizia sotto copertura, che conosciamo già da La somiglianza ma che qui si prende tutta la scena. Frank torna nei luoghi della sua adolescenza – Faithful Place, quartiere popolare e tossico di Dublino – per affrontare il fantasma di un amore mai risolto e quello ben più reale della sua famiglia: oppressiva, disfunzionale, bruciante di colpa e rancore. Tana French è maestra nel raccontare dinamiche familiari vischiose, relazioni incancrenite dal tempo e dalla miseria emotiva. La famiglia Mackey ne è un esempio vivido, quasi disturbante: ogni battuta, ogni gesto è carico di rabbia, ironia tagliente, dolore rimosso.

L’indagine in sé – la sparizione di Rosie, primo amore di Frank, e il ritrovamento della sua valigia ventidue anni dopo – è solo un pretesto per esplorare l’eco del passato nel presente, le crepe che restano anche quando pensavamo di averle lasciate alle spalle. I luoghi infedeli è un libro sulla memoria, sulla classe sociale, su ciò che ci portiamo dentro anche quando cerchiamo di reinventarci. Frank è un personaggio ruvido, pieno di difetti, sarcastico fino alla crudeltà eppure profondamente umano: nel suo cinismo si intravede sempre una vena di malinconia, un bisogno disperato di redenzione. E le sue interazioni con la figlia Holly aggiungono tenerezza e complessità a un uomo che, sotto la corazza, resta un adolescente ferito.

French scrive con un’attenzione quasi maniacale al dettaglio, rendendo palpabile ogni atmosfera: la claustrofobia dei vicoli di Dublino, l’odore degli appartamenti angusti, il gelo dei rapporti familiari. La lingua è ritmica, viva, intessuta di dialoghi realistici, spesso scritti in dialetto, con una musicalità che restituisce tutta la ricchezza del linguaggio irlandese. È proprio l’ambiente sociale – quel senso di comunità spietata e ferita, dove tutti sanno tutto ma nessuno dice mai nulla – a dare forza al romanzo, molto più della suspense in sé.

Se si vuole trovare un difetto, è forse nei tempi dell’indagine, che in alcuni punti si fanno dilatati, quasi secondari. Ma è una scelta consapevole: come dicevamo ciò che conta, in I luoghi infedeli, non è tanto chi ha fatto cosa, ma perché certe cose accadono, come si stratificano le scelte e le omissioni, come ci si perde – o ci si salva – nei legami familiari. E quando la verità arriva, non ha il gusto della vendetta o della giustizia. Ha quello amaro della rassegnazione, o della lucidità. A seconda di quanto siamo disposti a vedere.

Traduzione: Katia Bagnoli

Editore: Einaudi

Pagine: 496

Anno di pubblicazione: 2025 (ristampa)

Autrice:

Tana French

Tana French ha trascorso l’infanzia tra Irlanda, Italia e Malawi e attualmente risiede a Dublino. Autrice di numerosi romanzi, ha pubblicato con Einaudi titoli come L’intruso (2018 e 2019), Il collegio (2019 e 2020), Il rifugio (2020 e 2021), Nel bosco (2020), La somiglianza (2021) e Il cacciatore (2024); di quest’ultimo trovate qui la nostra recensione.

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