La controra del Barolo
Recensione di: Ilaria Galafassi
TRAMA:
“Un morto, commissario. Si sono rubati un morto.” Non c’è pace per Gualtiero Bova, che tutti chiamano il Pinguino e, come ogni pinguino che si rispetti, prova a godersi in tranquillità salvifiche nuotate solitarie nei fiumi del basso Piemonte, dopo che un trasferimento l’ha privato del suo mar Ligure. Una telefonata, il furto di un cadavere da un cimitero annunciato da un prete, ed ecco che quell’autunno che ha fretta di farsi inverno precipita in un abisso di orrore.
E la Provincia Granda, profonda, in apparenza immobile, diventa il palcoscenico irreale in cui si muovono apostoli di antichi rituali, improbabili cacciatori di demoni, torturatori sui generis, killer implacabili. Il Pinguino, insieme alla fedele bassotta Gilda e a una stramba squadra di poliziotti, si ritrova per le mani un caso intricato che lo porterà a scontrarsi con una rete di pericolosi criminali, entrando in contatto con le parti più oscure e meschine dell’animo umano.
RECENSIONE:
Orso Tosco, che ThrillerLife ha intervistato qualche anno fa (trovate qui l’intervista ), torna in libreria con “La controra del Barolo”, titolo che sancisce il ritorno del Pinguino, a un anno da “L’ultimo pinguino delle Langhe”, di cui potete leggere una recensione sul nostro sito.
Il commissario Gualtiero Bova, il Pinguino, è un protagonista imponente e un po’ goffo, amante dei libri, del cibo sopraffino e del buon vino. È riservato, anche malinconico, a causa di eventi dal passato che ancora lo condizionano. Il suo raffinato intuito lo porta a ragionare e a indagare con un metodo innovativo: fissando le immagini e associando le idee in quartine sintetiche, essenziali.
Lo aiuta una squadra di personaggi pittoreschi, che non ha eguali: Miriam Alabastro, instancabile addetta alle pulizie dalla chioma infuocata; Gioacchino Listeddu e Carla Telesca, i due poliziotti che si supportano e sopportano reciprocamente; il vice Cristiano Raviola, appassionato di musica rock e metal e cultore di tutto il genere femminile; la PM Olga Rama e la dottoressa Lubatti della Scientifica; Olivia Montenotte, la collega del commissariato ligure. Senza dimenticare due presenze familiari imprescindibili nella quotidianità del commissario: la madre, con i suoi messaggi motivazionali, e la dolce bassottina bionda, Gilda gildina.
Ne “la controra del Barolo” la caratterizzazione di ciascun personaggio è curata e approfondita, con peculiarità che li rendono memorabili; le figure femminili sono numerose e hanno ruoli importanti.
Tosco imbastisce una nuova intricata indagine, che si snoda su più piani concatenati, e coinvolge temi attuali. L’attenzione del lettore è continuamente sollecitata con eventi che scorrono parallelamente, per poi intrecciarsi fino a sfociare in un finale aperto a possibili successivi sviluppi.
Il fascino esercitato dall’ambientazione è notevole. Le Langhe offrono una location suggestiva, “un territorio geograficamente limitato ma che pare contenere un’intera enciclopedia di paesaggi”. Attraverso la scrittura molto realistica di Tosco, si percepiscono nettamente colori, profumi e anche sapori. Le vicende de “La controra del Barolo” spaziano in un itinerario che dal Piemonte si sposta alla Liguria e si spinge fino alla Francia, toccando tanti piccoli paesi, tante realtà caratteristiche.
I capitoli, brevi e molto scorrevoli, sono spesso dedicati al santo del giorno e ne riportano interessanti curiosità. La narrazione è brillante, a tratti ironica, dal ritmo incalzante. Sono decisamente tanti i punti di forza che rendono “La controra del Barolo” un noir accattivante e originale. Non resta che augurarsi un nuovo capitolo della serie.
Editore: Rizzoli – Collana Nero Rizzoli
Pagine: 256
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Orso Tosco, nato a Ospedaletti nel 1982, ha esordito nella narrativa nel 2018 con il romanzo “Aspettando i naufraghi”, dedicato al padre da poco scomparso.
Autore di poesie, saggi e romanzi, nel 2024 ha pubblicato il suo primo giallo, “L’ultimo pinguino delle Langhe”, con protagonista il commissario imperiese Gualtiero Bova, ottenendo il Premio Scerbanenco.
Insieme a Cosimo Argentina, ha scritto “Dall’inferno. Due reportage letterari” (2021), edito Minimum Fax. Per Interno Poesia è uscita la sua raccolta Figure amate (2019).