Il canto degli innocenti
Recensione di: Veronica Geraci
TRAMA:
In una città senza nome, l’omicidio efferato di una giovane studentessa getta la polizia nel caos: a colpirla è stata un’adolescente di appena tredici anni. E non è l’unico caso. Una scia di delitti, compiuti da ragazzini dal volto angelico e lo sguardo imperscrutabile, mette in ginocchio chi dovrebbe garantire giustizia. L’unico capace di risolvere l’enigma è Vito Strega, commissario geniale e tormentato, sospeso dal servizio per aver sparato a un collega in circostanze misteriose. Con la perizia di chi ha studiato psicologia, filosofia e legge, e l’istinto di chi non accetta verità di comodo, Strega indaga sottotraccia, sorretto solo dall’amica Teresa Brusca.
Ma ogni pista svela un intreccio più oscuro: chi ha armato la mano di questi ragazzi? Quale “burattinaio” si nasconde dietro la loro furia? Tra debolezze personali, rimpianti amorosi e un’ostinazione che lo porta a varcare più volte il confine tra giustizia e male, Strega insegue la verità come un’ossessione. Con “Il canto degli innocenti”, primo capitolo della serie dei “Canti del male”, Piergiorgio Pulixi ci trascina in un’indagine che sconvolge coscienze e affetti, lasciandoci sull’orlo dell’abisso tra colpa e innocenza: un viaggio nel buio, dove l’unica speranza è la volontà di resistere al Male.
RECENSIONE:
Viviamo in una società nella quale molti valori sembrano aver perso importanza. A farne le spese sono in buona parte gli adolescenti, etichettati come superficiali, fragili, omologati e alienati da ciò che è la realtà.
“Il canto degli innocenti” di Piergiorgio Pulixi si focalizza proprio sulla solitudine degli adolescenti di oggi e sul loro bisogno non solo di sentirsi accettati, ma di emergere.
La storia inizia con il primo di una lunga serie di omicidi, a commetterli sono proprio ragazzini. Giovani menti, facilmente controllabili, che si macchiano di crimini efferati, distruggendo il proprio futuro, traendo però, stranamente, soddisfazione da questo.
Un uomo però va oltre la superficie, supera l’apparenza e scopre una crudele verità dietro questi omicidi: il Commissario Vito Strega.
Piergiorgio Pulixi, che ha rilasciato un’intervista a Thrillerlife (la trovate qui), al suo personaggio ha dato tutto: un fascino intrigante, una vita difficile, una separazione recente e infine una sospensione dal servizio.
Tutto questo però non ferma l’uomo che, convinto di dover fare qualcosa per aiutare i piccoli assassini e rendere dignità alle vittime, inizia a indagare in maniera ufficiosa grazie alle informazioni fornitegli dall’Ispettrice Brusca, collega e amica, da sempre innamorata di lui.
Qualunque passo in avanti non sarà facile, la sospensione già di per sé rappresenta un ostacolo. Saranno però i tormenti del Commissario a renderlo più vulnerabile.
Accettare la separazione da una donna della quale è ancora innamorato, affrontare i fantasmi del passato e sentire quel canto, forte e penetrante, degli innocenti che gli chiedono aiuto sarà la miccia.
In alcune situazioni, l’avere il coraggio di rischiare in nome della giustizia, anche quando si ha tutto contro fa la differenza tra un ottimo poliziotto e uno mediocre.
Ne “Il canto degli innocenti” non mancano situazioni particolari e personaggi enigmatici che aggiungono suspence alla trama.
Il finale de “Il canto degli innocenti” fa riflettere molto, non solo sulla fragilità degli adolescenti ma anche e soprattutto sul ruolo dei genitori, degli adulti in generale, che hanno il potere di elevare o distruggere questi piccoli individui, proprio nel momento in cui sono più esposti e influenzabili.
In conclusione posso affermare che il libro merita di essere letto e trattandosi del primo capitolo di una serie, “I canti del male“, senza dubbio leggerò anche gli altri, perché non solo il Commissario Vito Strega, ma ancor di più lo stile narrativo di Piergiorgio Pulixi mi hanno conquistata.
Editore: Rizzoli
Pagine: 264
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Piergiorgio Pulixi nato a Cagliari nel 1982, ha compiuto gli studi classici. Dopo un periodo trascorso a Londra si è spostato a Milano.
Fa parte del collettivo di scrittura Mama Sabot fondato da Massimo Carlotto, di cui è stato allievo.