Terzo set
Recensione di: Federica Cervini
TRAMA:
Un professore iraniano, docente di “Etica nelle nuove tecnologie”, nell’ultimo giorno di lezione consegna a studenti fidati due buste, una con una serie di codici per hackerare il sistema informatico del Ministero dell’Istruzione e del Merito e una con una sua manleva per qualsiasi azione andranno a compiere utilizzando quei passaggi segreti, con il compito di restituire i documenti ventiquattr’ore dopo, in occasione degli esami.
In una scuola gestita dalle suore, i bambini della quinta elementare si barricano in aula per protestare contro i genitori che li costringono a una serie di passatempi, sportivi e culturali, graditi solo a questi.
Intanto il padre di una delle bambine all’asilo, un medico nigeriano, viene candidato al consiglio di istituto, ma un suo messaggio ironico su WhatsApp finisce distorto nelle chat delle madri.
Le due vicende confluiranno in un effetto domino paradossale.
Un magistrato gioca una finale di un torneo di tennis contro una persona che lui crede essere un latitante, iscrittosi al torneo sotto falso nome, e nei confronti del quale è convinto di avere appena emesso un provvedimento di custodia cautelare.
Una partita lunghissima, in bilico non solo nel punteggio.
Tre storie diverse sul pregiudizio, con specchi capaci a volte di deformare o riflettere ciò che non si vuole vedere.
RECENSIONE:
“Terzo set” è un viaggio tra morale, tecnologia e senso di responsabilità in tre tappe dalle sfumature noir.
Le caratteristiche di tensione ed introspezione e l’originale struttura della narrazione sono gli elementi chiave del libro, che si legge tutto d’un fiato e che genera molti spunti di riflessione.
Anzitutto colpisce l’originalità dell’impianto narrativo: Andrea Percivale scrive infatti un libro che sta a metà strada tra il racconto lungo (si tratta in verità di tre racconti) ed il romanzo breve: i tre racconti presentano diverse narrazioni legate tra di loro da un importante fil rouge che è il pregiudizio.
Esso è descritto in situazioni differenti e con distinti approcci, ma costituisce l’elemento conduttore del discorso nel suo insieme.
Nulla è come sembra – questo l’assunto di base in ciascuna delle tre vicende, in cui il lettore è costretto a cercare un equilibrio fra tensione e domande.
Cosa saresti disposto a fare se le tue azioni non avessero conseguenze?
Quali iniziative opereresti se potessi compiere delle scelte senza subirne ripercussioni?
Le riflessioni che “Terzo set” genera impongono una analisi su colpa, innocenza e soprattutto sui pregiudizi di cui volente o nolente siamo schiavi.
I preconcetti e le opinione precostituite – sia nei confronti di qualcuno in particolare che nei rapporti sociali in generale, capaci di farci assumere atteggiamenti ingiusti – segnano la trama delle tre vicende.
Non manca una vena ironica che attenua la tensione delle pagine, come alcuni sottili giochi di parole – ad esempio nel titolo del secondo racconto “Asilo politico”, che fa pensare al diritto nato per proteggere le persone perseguitate o che subiscono discriminazioni nel loro paese d’origine, mentre la trama di politico non ha proprio nulla.
Si tratta appunto di un gioco di parole: il racconto verte sulla politica all’interno di un asilo e fra i bambini.
Qui l’ironia della penna di Percivale conduce ad una situazione paradossale a causa di un messaggio WhatsApp che passa di telefono in telefono fra i genitori.
L’autore sfrutta con perizia la struttura del gioco del domino poiché in ciascuno dei tre racconti le congetture ed illazioni dei protagonisti – e le loro relative azioni – sviluppano degli effetti a catena imprevedibili sia per le assurde conseguenze, sia per l’ansia che generano.
“Terzo set” è un romanzo profondo, scritto con maestria, che prende per mano il lettore e lo costringe a percorrere un viaggio di approfondimento sui pericoli insiti nei pregiudizi.
“Che cosa è per te il tennis? Un gioco?”
La trama può essere considerata come un’unica partita a tennis in tre set – sia metaforicamente (nei primi due racconti) che realmente (nel terzo racconto che è ambientato nel corso di un vero match di tennis). In ciascuno dei tre set, forte di una atmosfera noir, l’autore approfondisce i lati nascosti dell’animo umano ed appunto i pregiudizi celati sotto la superficie, riconoscendo che sono elementi molto comuni agli individui – al contempo pericolosi e sbagliati.
Traduzione: /
Editore: Morellini Editore
Pagine: 216
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Andrea Percivale è nato nel 1971 a Genova, dove abita.
Ha pubblicato racconti su riviste e antologie, vincendo il premio Città di Torino con “Il nemico” e la Biennale Giano Vetusto con “Il matrimonio dell’architetto”.
Ha inoltre pubblicato “I passi oltre la linea” (2007, vincitore del premio L’incontro), “Lo spaventapasseri” (2011), “Le nozze di pietra” (2013, vincitore del premio Città di Recco), “Preghiere per dilettanti” (2019) e la raccolta di racconti “L’uomo da cerimonia” (2008).
Per Morellini Editore ha pubblicato “Il paese nell’ombra” (2021) e “Costruzione di un eroe” (2023).