Oltre l’ombra dei colori
Recensione di: Federica Cervini
TRAMA:
Michele è un giovane pittore della Napoli di fine Ottocento ed è in cerca di una svolta nella sua carriera.
Ha da poco perso sua madre quando gli viene affidato un prestigioso incarico: realizzare un affresco nel monastero di Santa Chiara in sole tre settimane.
Questa commissione segnerà l’inizio di una serie di eventi inaspettati, tra superstizioni su artisti che hanno perso il senno e intrighi che superano ogni sua immaginazione.
Le sue certezze iniziano a sgretolarsi quando un’ombra del passato riemerge, rivelando una verità sconvolgente.
Ad accompagnarlo in questa ricerca ci saranno le persone a lui più care, che sembrano conoscere aspetti della sua vita di cui lui stesso non ha mai sospettato.
RECENSIONE:
“Oltre l’ombra dei colori” – esordio nel mondo del thriller di Carlo Morriello – è l’occasione di compiere un meraviglioso viaggio nella Napoli di fine ‘800 – dove arte, mistero e passato si mescolano per un debutto veramente notevole.
Il lettore è coinvolto da “Oltre l’ombra dei colori” in un duplice livello: anzitutto piacciono la trama ed il protagonista del romanzo – Michele Castaldo, un giovane pittore che sta cercando l’occasione di farsi notare ed a cui viene in un primo tempo commissionato un importante affresco nel Monastero di Santa Chiara.
Il protagonista affronta un viaggio introspettivo affascinante, fra le pagine di un giallo che misura più di 400 pagine – in cui i temi principali sono il valore del passato, il significato delle scelte compiute e l’analisi psicologica personale.
L’altro elemento chiave del romanzo è la descrizione della città di Napoli: ambientato nel 1892, Morriello realizza un affresco della città vivido e coinvolgente.
Tra botteghe e vicoli, in un ambiente in cui vigevano miseria e ricatti, la città è presentata con le contraddizioni tipiche dell’epoca – cioè povertà e stenti da un lato, e committenti prodighi dall’altro.
La Napoli di Morriello è una città in cui convivono mixate luci ed ombre e passato e futuro, e la prosa dell’autore – sicura ed intensa – permette di immergersi nella realtà dell’epoca tra superstizioni, misteri e dipinti.
L’intero romanzo risulta essere un affresco storico in chiave thriller, e si percepisce che Morriello – oltre che scrittore – è artista e pittore lui stesso.
Le descrizioni dei luoghi infatti (ad esempio la stanza da affrescare nel Monastero, la casa di Michele, i vicoli) è sempre ricca di dettagli – come in una tela arricchita dalle emozioni della trama, oscura e ricca di ombre provenienti dal passato.
La novità di “Oltre l’ombra dei colori” è la capacità dell’autore di fondere tre elementi: quello artistico, poi l’indagine psicologica ed infine lo sfondo thriller – questo mix trascina il lettore in una Napoli misteriosa in cui convivono sacro e profano, preghiere e segreti.
Quali sono i misteri celati “oltre l’ombra dei colori”?
Quale è il segreto che, tornando alla luce, segnerà la vita di Michele?
Dai silenzi del convento delle clarisse al chiasso dei vicoli, i segreti del passato riemergono tingendo Napoli di un mistero che ha il sapore dell’arte, di una oscura maledizione e di un drammatico passato irrisolto.
Editore: Bookabook
Pagine: 415
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Carlo Morriello (Napoli, 1969) vive a Castelfranco Veneto. Laureato in Lettere Moderne, insegna nelle scuole superiori. Ha collaborato con periodici locali e pubblicato una raccolta di racconti (Montedit, 2000).
“Oltre l’ombra dei colori”, suo romanzo d’esordio e per due volte tra i trecento finalisti al torneo letterario nazionale Io Scrittore, coniuga le sue passioni per la pittura e la scrittura.

DOMANDE ALL’AUTORE
Presenta il tuo romanzo “Oltre l’ombra dei colori” spiegandone l’approccio generale, la vicenda (senza fare spoiler), i personaggi e le particolarità che lo rendono unico.
“Oltre l’ombra dei colori” è un romanzo ambientato nella Napoli di fine Ottocento. Il protagonista, il giovane pittore Michele Castaldo, non ha mai raggiunto la considerazione che meritava, ma nel giro di pochi giorni si ritrova invece a ottenere ben due commissioni importanti: un affresco nel monastero di Santa Chiara e un altro presso il palazzo di un eccentrico conte. La realizzazione di queste due opere pittoriche darà però luogo a una serie di tragiche coincidenze che metteranno in discussione la stessa identità di Michele.
La storia è un viaggio alla ricerca si sé stessi, del senso della propria vita e delle proprie radici. E nel prosieguo del romanzo, il protagonista non riuscirà a dare lo stesso significato al mondo nel quale aveva vissuto e dovrà affrontare il dilemma se uscire oppure no dalla sua caverna platonica.
Ciò che rende unico il mio romanzo è forse la profonda connessione che si crea tra i personaggi. Per personaggi intendo non solo quelli veri e propri che “accompagnano” il protagonista, ciascuno con le proprie luci e ombre, ma anche la pittura e Napoli: elementi più che mai vivi e co-protagonisti, che partecipano alla trasformazione di Michele.
Parlaci del (o dei) protagonista (isti). Descrivi caratteristiche, aspetti marcanti, punti di forza e difetti.
Michele fa dell’arte la sua vita nel momento in cui, a dodici anni, incontra il dipinto di una donna che gli instilla il desiderio viscerale di dipingere; si convince, anzi, che quella tela sia stata realizzata solo per lui. Col tempo diviene un pittore non particolarmente noto, ma fortemente determinato a voler entrare “nell’Olimpo” degli artisti napoletani. Questo sogno non lo abbandonerà mai, nonostante la vita a volte gli remi contro.
Altro aspetto che lo contraddistingue è la curiosità. Quando inizia a percepire che il mondo intorno a lui non è come sembra essere, la curiosità di scoprire la verità emerge in lui prepotentemente, lo prende con decisione per mano e lo guida nel suo agire, scontrandosi anche con le persone che ama.
Ecco, curiosità, determinazione e – direi – tanta caparbietà contraddistinguono il nostro eroe. In fondo è uno di noi e ciascun lettore vi potrà trovare aspetti nel quale indentificarsi.
Presentati ai nostri lettori: chi sei e qual è il percorso che ti ha portato a scrivere dei romanzi? Perché hai scelto un romanzo thriller/giallo/noir? Quale elemento caratteristico di questo genere letterario ti sembra interessante?
Già a 17 anni desideravo scrivere romanzi. Nel tempo ho scritto tanto, anche se ho pubblicato solo articoli di giornale e una breve raccolta di racconti. Nel mio studio, nel mio PC ci sono però diversi romanzi e schemi di storie mai nate. Qualche anno fa ho sentito essere giunto il momento di rivedere tutto quel “tesoretto” e scrivere finalmente un romanzo compiuto, ma mi rendevo conto che tra quel materiale mancava qualcosa, mancava un filo conduttore, mancavano l’anima e la vita. Poi un’immagine mi è balenata nella mente. Ho dovuto scavare dentro di me per afferrarne il significato e la storia. Poi, tanto labor limae.
Perché ho scelto il thriller? Credo che il mio romanzo non possa ascriversi del tutto a questo genere. Chi lo ha letto, lo ha definito thriller, noir, romanzo psicologico e di formazione, addirittura storico o sentimentale.
Anche se il genere thriller è preponderante nel mio romanzo, in realtà ho scritto un romanzo dove sentire il “profumo” dei diversi generi, un po’ come la vita che non sempre può essere racchiusa solo in una forma. Se sono riuscito oppure non nel mio intento, ai lettori … l’ardua sentenza.




