Dietro le quinte di Roy Fuller

Dietro le quinte
"Un romanzo può crescere solo grazie al nutrimento fornito dalla vita del romanziere mentre scrive"

Dietro le quinte

Recensione di: Veronica Geraci


TRAMA: Alla fine degli anni Quaranta, sullo sfondo di una Londra inconfondibile si muove George Garner, scrittore divorziato di mezza età, con grandi ambizioni letterarie ma bloccato in un impiego senza prospettive presso una casa editrice. George vive in un mondo intriso di arte e di libri: Graham Greene è il metro di misura per incasellare le nuove conoscenze, Dickens un compagno costante in tutti i suoi spostamenti.

È anche poco incline a far fronte alle questioni pratiche e i suoi rapporti con le persone rimangono sempre a un livello superficiale, di mera formalità. L’unico con cui riesce ad aprirsi è William Widgery, un compagno di scuola con il quale intrattiene da anni una fitta corrispondenza, ma che inspiegabilmente da un po’ non risponde più alle sue lettere.

Le giornate procedono in una confortante e compiaciuta monotonia, fino a quando George riceve l’inaspettata proposta di dirigere una rivista letteraria. Lusingato per l’offerta, inizia con entusiasmo a pianificare temi e articoli per la nuova creatura, ma a turbare i suoi progetti arriva una richiesta dalla sorella di William, preoccupata perché il fratello è scomparso. In nome della loro amicizia George accetta di aiutarla a scoprire che cosa è successo, ma quella che si prefigurava come una breve deviazione dalla routine quotidiana si trasforma in una spirale di violenza e terrore che non avrebbe mai immaginato di dover fronteggiare, in cui si ritrova a essere una pedina sacrificabile in un gioco molto più grande di lui.

RECENSIONE:

Ognuno si crea un proprio mondo, una sorta di piccola e intima realtà nella quale poter vivere a pieno passioni, paure e inclinazioni personali.
La vita di George Garner è piena di libri, pagine colme di parole che raccontano le più diverse storie, alcune scritte di suo pugno, altre da autori più o meno conosciuti.
Uno scrittore con un impiego in una casa editrice, un nuovo romanzo in stesura, una vita per lo più solitaria, delle abitudini ben radicate e una mente in continuo fermento, questo è l’identikit del protagonista di “Dietro le quinte”
di Roy Fuller.

Nella Londra degli anni Quaranta, i giorni di Garner sembrano tutti uguali: legge, scrive, riflette, osserva il mondo e coglie spunti da poter riportare su carta.
La situazione cambia nel momento in cui gli viene offerta inaspettatamente la possibilità di dirigere una rivista letteraria.
In un primo momento George Garner è titubante ma, poco alla volta, questo nuovo progetto inizia a prendere forma nella sua testa e accende in lui una scintilla che lo porta ad accettare.
Le giornate a quel punto si dividono tra le idee per il nuovo romanzo e quelle per la rivista.

In “Dietro le quinte” Roy Fuller descrive la società dell’epoca, quella del dopo guerra, in cui l’arte ha riacquistato valore e il popolo ha bisogno di conoscenza e consapevolezza.
Si dedica al panorama letterario del momento, soprattutto quello considerato di “serie B”, alla quale appartiene George Garner, e lo fa con l’ausilio del famoso humor inglese che sicuramente gli era congeniale.

L’entusiasmo per il progetto viene però ridimensionato da una lettera scritta dalla sorella del suo vecchio amico William Widgery con il quale, pur non frequentandosi da anni, Garner continua a intrattenere un rapporto epistolare.
L’uomo risulta scomparso e, pur volendo mantenere le distanze e continuare la propria vita al limite del noioso, George si ritrova coinvolto in una situazione pericolosa e oscura.

Il testo in sé è particolare, sicuramente non il solito noir… “Dietro le quinte” si potrebbe definire un libro “non per tutti”. I retroscena della storia sono complessi, portando il lettore a riflettere su quanto possa essere difficile riconoscere e identificare la vera natura dell’essere umano.
Il protagonista ha delle interessanti sfumature alla Bukowski, è un solitario, sa essere galante con il gentil sesso se il caso lo richiede, schietto e burbero all’occorrenza, riflessivo oltre misura, con un acume e uno spirito critico interessanti.
Un lessico elegante, una trama affascinate ben studiata per l’epoca e una location d’ambientazione fanno da cornice a questa chicca della letteratura.


Pur apprezzando il testo in sé, il ritmo di narrazione risulta troppo lento in alcune parti, e la scarsa presenza di dialoghi appesantisce la lettura rendendola meno scorrevole.


Traduzione: Alba Bariffi

Editore: Guanda (Noir)

Pagine: 208

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Roy Fuller

Roy Fuller (1912-1991) è stato un romanziere e poeta inglese. Ha iniziato a scrivere poesie in giovane età, pubblicando la sua prima raccolta nel 1939. Oltre che scrittore è stato avvocato, ha prestato servizio nella Marina militare britannica e ha insegnato Poesia alla Oxford University. A partire dagli anni Cinquanta si è dedicato anche alla narrativa, con romanzi, memoir e libri per l’infanzia. Nel 1970 è stato insignito della Queen’s Medal for Poetry e nel 1980 del Cholmondeley Award dalla Society of Authors.

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