Il dio che hai scelto per me
Recensione di: Federica Cervini
TRAMA:
“Sei sempre stata un faro per la nostra famiglia”, le ripeteva sua madre. Alessandra, però, seconda di cinque figli, non voleva portare luce, voleva che qualcuno illuminasse la strada per lei e rispondesse alle sue domande di bambina.
Cresciuta sotto la rigida disciplina dei Testimoni di Geova, ha sempre cercato di soddisfare le attese dei genitori e di non creare problemi.
Così, fino a ventinove anni, non ha mai partecipato a un compleanno né spento una candelina.
Non ha ascoltato la musica che ascoltavano i suoi coetanei né letto libri non approvati in comunità.
E anche l’amore, quando l’ha incontrato, è stato subito sacrificato.
Dopo aver sposato Federico, un uomo più grande scelto per lei all’interno dei Testimoni, Alessandra da figlia devota diventa moglie devota.
Ma quando scopre di essere incinta qualcosa dentro di lei cambia.
Non può più ignorare i propri desideri e per i suoi bambini vuole essere migliore: loro devono avere la libertà che a lei è sempre stata negata.
Inizia così il coraggioso atto di allontanamento dalla comunità, un percorso di ricostruzione di sé stessa che stravolge il suo destino e quello delle persone che ama.
Al suo esordio nella narrativa, Martina Pucciarelli scrive un romanzo potente ed emozionante, con il quale si inserisce tra le scrittrici contemporanee che hanno saputo trasformare la propria biografia in letteratura, come Tara Westover nel suo “L’educazione” e Deborah Feldman in “Unorthodox”.
“Il Dio che hai scelto per me” è una storia intima e dolorosissima, fatta di privazioni, abusi e violenza, ma anche un libro impregnato di una forza straordinaria che ci mostra come il coraggio di cambiare nasca sempre da una forma altissima di amore, in questo caso da quello puro e incondizionato di una madre.
RECENSIONE:
“Dietro la maschera innocua del Testimone di Geova perbene, c’è un sistema fondato sulla privazione della libertà, propria e altrui”.
“Il dio che hai scelto per me” di Martina Pucciarelli, HarperCollins Editore, è un romanzo coraggioso e duro: incuriosisce il lettore che vuole conoscere la realtà e lo stile di vita della comunità dei Testimoni di Geova, e al contempo inquieta per le tante verità che di pagina in pagina vengono svelate.
Ispirato alla storia vera dell’autrice – che è cresciuta per 30 anni all’interno della comunità dei Testimoni di Geova – “Il dio che hai scelto per me” è il crudo racconto dello stile di vita imposto ai fratelli e sorelle, e la narrazione della decisione di infine allontanarsene.
Viene descritto un mondo di regole e privazioni estreme, con uno stile narrativo coinvolgente e una implacabile schiettezza: l’autrice ha un linguaggio tagliente che provoca disagio nel lettore, costretto a guardare in faccia con i propri occhi un mondo soffocante e crudele.
Il romanzo è idealmente suddiviso in due parti: nella prima Martina Pucciarelli descrive la crescita della sua protagonista Alessandra all’interno della comunità – presentandoci la sua famiglia e contrapponendo i sentimenti che la legano ai nonni a quelli che la legano ai genitori.
È la parte più ampia del libro, in cui un infinito elenco di regole trasportano il lettore in un’ambientazione a dir poco claustrofobica.
Il dio Geova sta al primo posto, prima dei genitori, prima del coniuge, prima dei figli. Geova vuole che tutti siano uguali (vedi la regola dell’indossare gli stessi vestiti per rendere la comunità facilmente riconoscibile sia fra fratelli/sorelle, che all’esterno), che abbiano tutti i medesimi interessi (vedi il divieto di eccellere in alcun campo), che ci si unisca solo con altri Testimoni di Geova (vedi la regola di contrarre matrimonio e coltivare amicizie solo all’interno della comunità), che non si fumi né si pratichino sport estremi – e moltissime altre.
Le parole chiave di questa prima parte del romanzo sono rigore, autodisciplina e ubbidienza: l’autrice riesce a trasmettere in modo vivido la sofferenza vissuta da Alessandra e la legittima curiosità di una adolescente per ciò che la vita può offrire.
Ci si domanda come dei genitori possano imporre una vita di obblighi e dure imposizioni – e anche segreti – ai propri figli e il lettore resta stupito nel riconoscere che le virtù della giovane Alessandra sono l’essere “sobria, casta e sottomessa”.
La protagonista passa dall’essere una figlia devota all’essere una moglie sottomessa: la seconda parte del libro, una volta descritte le ulteriori infinite privazioni giunte con il matrimonio, è costituita dalla profonda analisi e autocoscienza di Alessandra – che trova in se stessa e nei propri figli neonati la forza e il coraggio per uscire dalla comunità.
Sono pagine di profondo dolore e parimenti di estrema forza e coraggio, e le parole chiave in questo caso sono amore nei confronti dei propri figli, desiderio di protezione, comprensione delle continue privazioni a cui la protagonista è stata per 30 anni sottoposta.
“Il dio che hai scelto per me” è una lettura intima molto emozionante e molto dolorosa in cui Martina Pucciarelli sa parlare al contempo di amore e di rinunce, di sofferenza e di rinascita. L’elemento chiave del libro è il suo stile narrativo senza filtri, e la sua prosa cruda che a tratti trasmette al lettore un senso di smarrimento, delusione, paura e impotenza.
Traduzione: /
Editore: HarperCollins
Pagine: 233
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Martina Pucciarelli è nata a Barga (LU) nel 1987 ed è cresciuta a Livorno.
Dal 2006 vive e lavora come impiegata in provincia di Milano.
“Il dio che hai scelto per me” è il suo primo romanzo ed ha vinto il Premio Selezione Bancarella 2025 – diventando così uno dei finalisti del Premio Bancarella 2025, che verrà aggiudicato a Pontremoli a fine Luglio.