Diario dal mondo osso
Recensione di: Martina Melgazzi
TRAMA
La scuola è finita e il vuoto estivo si spalanca davanti a Clara, Marie, Otto e Valentino. Nello spiazzo dove la pineta è stata abbattuta per la costruzione di un nuovo complesso edilizio estraggono dal terreno quello che appare come uno strano osso. Ignorano che si tratta di un invito; e non era destinato a loro. Li inghiotte un mondo parallelo a livelli, dove per non soccombere devi riuscire a tramutarti in una personavera.
farlo è necessario imparare a addomesticare i tuoi desideri. Per ogni adolescente, da che mondo è mondo, è una cosa facilissima da fare, che cosa può andare storto? Mondo Osso racconta la catabasi di quattro adolescenti in una dimensione ctonia popolata da creature ibride e ambigue. La chiave per uscirne è la metamorfosi. Tutto è incomprensibile e terrificante, proprio come i desideri, proprio come il domani, proprio come crescere.
RECENSIONE
Diario dal mondo osso, di Diletta Crudeli, comincia con un’estate di provincia, una pineta che potrebbe essere abbattuta, quattro adolescenti e il ritrovamento di un oggetto misterioso. La voce narrante ha la freschezza del diario, ma vibra già di qualcosa di più inquieto. Un sottotesto che pulsa sotto le parole, una tensione che si fa carne. Diletta Crudeli costruisce un racconto di formazione che scivola presto in qualcosa di altro: una discesa onirica e oscura in un mondo stratificato, labirintico, spietato.
Lo stile, fin dalle prime pagine, è perfettamente calibrato: ha il tono crudo dell’adolescenza, l’urgenza di un pensiero non ancora addomesticato. Il linguaggio è immaginifico, tagliente, ipnotico. Non fa sconti, ma riesce a restare aderente alla psiche dei protagonisti, nel modo in cui sbagliano, desiderano, si allontanano da ciò che erano per diventare qualcosa che nemmeno loro riescono ancora a nominare.
Il mondo osso è un universo metaforico e tangibile allo stesso tempo. Un paesaggio interiore e al contempo spazio fisico da attraversare, esplorare, sopportare. In questo mondo non si cresce per tappe, ma per strappi. Ogni livello affrontato dai protagonisti è una prova di trasformazione. La metamorfosi è l’unica via di fuga. Ma anche la più grande condanna. E come tutte le trasformazioni vere, costa qualcosa. Le atmosfere di “Diario dal mondo osso” richiamano le visioni più perturbanti di Hereditary, con il suo fondo esoterico e disturbante, e Il labirinto del fauno, dove la fiaba si contamina con l’orrore e l’infanzia si spezza.
Il passaggio dalla leggerezza iniziale all’abisso è gestito con precisione millimetrica. All’inizio “Diario dal mondo osso” sembra che tutto possa restare lieve, quasi una fiaba dark per giovani lettori. Ma poi qualcosa cambia. L’aria si fa pesante. La lingua si oscura. I corpi si deformano, le regole si spezzano. Ed è proprio qui che “Diario dal mondo osso” raggiunge il suo apice. La narrazione si fa più viscerale, i riferimenti simbolici si moltiplicano. Il romanzo inizia a parlare anche di femminilità, rabbia, violenza sistemica, desideri che non vogliono più essere repressi. Gli ultimi capitoli hanno una potenza quasi rituale. La “feminine rage” è esplicita, viva, irrinunciabile. Non solo come risposta al dolore, ma come presa di coscienza. Come dichiarazione d’esistenza.
“Diario dal mondo osso” è un viaggio. Nel senso più psichico e corporeo del termine. Una discesa nella propria interiorità, ma anche una corsa contro il tempo e contro un mondo che non lascia spazio a chi non lo sa accettare – e accettarsi. La metamorfosi, qui, non è una soluzione affatto facile o mielosamente fiabesca. È un percorso di consapevolezza che sporca, lacera, libera.
Traduzione: /
Editore: D Editore
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2025
Autore:

Nata nel 1991, Diletta Crudeli è autrice e lavora come responsabile editoriale per Moscabianca Edizioni. Ha pubblicato Lady Lava (Eris Edizioni, 2023) e un saggio su Chainsaw Man all’interno della raccolta Genere e Giappone per Asterisco Edizioni.