La donna della mansarda di Davide Longo

La donna della mansarda
“Le cose costruite da chi è a un passo dal talento, ma non ce l’ha, hanno sempre qualcosa di grandioso”

La donna della mansarda

Recensione di: Roberto Frazzetta

TRAMA:

La sparizione di una celebre artista che da anni si negava al mondo, ritirata in clausura all’ultimo piano di uno strano edificio. Un mistero la cui spiegazione è nascosta negli angoli bui di una mente piena di talento, nella storia di una famiglia, di una casa, di un’intera città. Nell’ottobre del 2013, mentre il commissario Vincenzo Arcadipane e il suo mentore Corso Bramard indagavano su un omicidio in una valle del cuneese, a Torino una donna di trentasette anni scompariva senza lasciare tracce.

Niente di clamoroso, se la donna in questione non fosse stata Tina, pittrice di fama internazionale che da tempo viveva rinchiusa nel suo appartamento-studio all’interno della Prora, il bizzarro palazzo progettato dal bisnonno architetto. Quando il caso viene archiviato come allontanamento volontario, Muriel Gallirossi – agente, confidente e tuttofare di Tina – si rivolge a Bramard: è sicura che l’amica sia stata assassinata. Corso sa che le indagini sono state approfondite e che il presunto responsabile ha un alibi di ferro eppure, nemmeno lui saprebbe dire perché – forse a turbarlo sono i quadri di Tina, forse la bellezza di Muriel -, decide di parlarne con Arcadipane.

RECENSIONE:

Sesto capitolo della saga di Davide Longo “La Donna della Mansarda” si presenta come un giallo intrigante che, pur offrendo alcuni spunti interessanti, non riesce a conquistare totalmente il lettore.

La narrazione si distingue per uno stile di scrittura curato e ritmo ben calibrato, capace di mantenere alta la curiosità fino all’ultima pagina. La trama, ricca di colpi di scena e di un mistero complesso, coinvolge grazie anche a personaggi ben delineati, in particolare il commissario Arcadipane, un uomo ruvido ma dal cuore tenero, accompagnato dal fedele cagnolino Trepet, e dal suo collega in pensione Corso Bramard che insieme formano una coppia affiatata.

Tuttavia, nonostante queste qualità positive, “La Donna della Mansarda” si presenta con alcune limitazioni. La presenza di elementi narrativi tipici del genere giallo, mescolati a riflessioni psicologiche sui protagonisti, crea un ritmo oscillante che può risultare a volte troppo prevedibile o poco innovativo. La caratterizzazione dei personaggi, se da un lato è ben fatta, dall’altro rischia di cadere in stereotipi che non aggiungono molta profondità alla storia. La trama, seppur complessa e ricca di colpi di scena, si sviluppa in modo abbastanza lineare e non sempre sorprende come ci si potrebbe aspettare. Inoltre, la presenza di riferimenti all’arte e a tematiche sociali arricchisce il racconto, ma potrebbe risultare poco coinvolgente per chi cerca un giallo puramente investigativo.

Davide Longo dimostra una grande abilità nel creare personaggi ben delineati, come il commissario Arcadipane e il suo fedele compagno Bramard, che si distinguono per caratteristiche che li rendono umani e vicini ai lettori. La loro dinamica, fatta di contrasti e affinità, aggiunge un tocco di realismo e profondità alla narrazione, anche se l’ambientazione torinese, al centro di molte vicende, risulta meno coinvolgente rispetto alla scrittura.

Per quanto riguarda la trama, questa si presenta intricata e ricca di colpi di scena, ma talvolta può sembrare un po’ forzata o sovraccarica di elementi, lasciando qualche spazio di troppo alla confusione. La presenza dell’arte e dei personaggi secondari arricchisce l’intreccio, ma non sempre riesce a compensare una certa freddezza nell’ambientazione, che non riesce a catturare appieno l’immaginario del lettore.

In conclusione, “La Donna della Mansarda” si lascia leggere con piacere ma non conquista completamente. È un libro adatto a chi apprezza le atmosfere investigative con qualche approfondimento psicologico, ma forse manca di quella scintilla che rende un giallo davvero memorabile. Tre stelle sono il giusto giudizio per un romanzo che, pur avendo i suoi pregi, non riesce a distinguersi come un capolavoro del genere.

Traduzione:

Editore: Einaudi (stile libero)

Pagine: 352

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Davide Longo

Davide Longo è nato a Carmagnola nel 1971 e vive a Torino. Tra i suoi romanzi ricordiamo Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos 2001, Feltrinelli 2019), Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos 2004, Feltrinelli 2016), L’uomo verticale (Fandango 2010, Einaudi 2022). La serie con protagonisti Vincenzo Arcadipane e Corso Bramard, che ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, comprende finora Il caso Bramard (Feltrinelli 2014, Einaudi 2021 e 2025), Le bestie giovani (Feltrinelli 2018 con il titolo Cosí giocano le bestie giovani, Einaudi 2021), Una rabbia semplice (Einaudi 2021), La vita paga il sabato (2022), Requiem di provincia (2023) e La donna della mansarda (2025).

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