Delitto al mercato dei fiori di Tokyo
Recensione di: Veronica Geraci
TRAMA:
Dopo il suicidio del cugino, Lino cerca rifugio nel giardino del nonno, tra coltivazioni di fiori rari e profumi familiari. Affascinata dal suo mondo, gli propone di creare un blog per raccontarlo. Il nonno accetta, ma con un’unica condizione: non pubblicare nulla su un certo fiore giallo che Lino ha notato in casa sua. Pochi giorni dopo, lui è morto. E il fiore è sparito. Spinta da un’ossessione crescente, Lino infrange la promessa e pubblica una foto del fiore.
Poco dopo, un uomo di nome Gamo Yosuke la contatta: si presenta come botanico, le chiede di rimuovere la foto e insiste per incontrarla. Ma quando Lino arriva da lui, ad aprire la porta è il fratello minore dell’uomo, Sota. Il suo sguardo è incerto, quasi sospettoso. Anche perché suo fratello di botanica non sa nulla; a dirla tutta, è un poliziotto. Silenzio. Un dettaglio fuori posto. E, all’improvviso, quel fiore scomparso sembra molto più pericoloso di quanto Lino avesse mai immaginato.
RECENSIONE:
Da sempre i fiori evocano dolci pensieri, regali, profumi, corteggiamenti, ogni esemplare ha un proprio significato, così come ogni colore. Esistono però varietà che comunicano messaggi nefasti, in ugual modo ce ne sono di dannosi o pericolosi: questo è il caso delle ipomee gialle, le piante simbolo di “Delitto al mercato dei fiori di Tokyo” di Keigo Higashino.
Il romanzo inizia con due flashback: il primo riguarda un efferato pluriomicidio commesso cinquant’anni prima rispetto all’epoca di ambientazione della storia raccontata nel libro; il secondo ci presenta due dei protagonisti e le loro famiglie, Gamō Sōta e Iba Takami, all’epoca studenti delle scuole medie.
Dopo questi sguardi sul passato, Keigo Higashino ci trasporta in un Giappone odierno.
Le vicende si svolgono tra Tokyo, Osaka e alcune province meno conosciute.
Tra i personaggi principali di “Delitto al mercato dei fiori di Tokyo” c’è Akiyama Lino, ragazza poco più che ventenne, mancata promessa del nuoto alle Olimpiadi, che dopo aver perso un cugino suicida, si riavvicina al nonno paterno e decide di passare del tempo con lui tra i suoi amati fiori.
Vedendo la passione e la dedizione che l’anziano nutre per la coltivazione, la ragazza gli propone di aprire un blog. L’uomo accetta ma a una condizione: un fiore in particolare non dovrà mai comparire, né essere nominato sul web. Una richiesta strana, che viene accettata, vista la risolutezza dell’anziano.
Pochi mesi dopo però il nonno viene ucciso e Lino pensa sia giusto pubblicare anche quella varietà, prima di chiudere per sempre il blog. Questo post scatenerà una serie di reazioni a catena che porteranno a svelare una fitta rete di segreti.
Lino conoscerà Gamō Sōta e con lui si avventurerà in un mondo a loro sconosciuto e misterioso. Scopriranno non solo che le loro famiglie sono collegate da sempre, ma riusciranno anche a trovare le risposte a fatti e situazioni inspiegabili.
Dopo “Delitto a Tokyo”, in “Delitto al mercato dei fiori di Tokyo” Keigo Higashino scrive una storia ben strutturata, con elementi all’apparenza discordanti che con maestria vengono collegati e delineano una trama ricca.
Seppur funzionali, ho trovato eccessivi i tecnicismi sui fiori e la loro composizione, che tendono a distrarre.
Altro punto a sfavore è il ritmo di narrazione, che scorre lentamente fino a un epilogo, a mio giudizio, troppo affrettato e sbrigativo.
Traduzione: Gaia Cangioli
Editore: Piemme
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Keigo Higashino nato nel 1958 a Osaka, è una delle figure di spicco del panorama letterario giapponese. I suoi libri, pubblicati in più di 40 Paesi, hanno riscosso un successo straordinario, con oltre 100 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Molte delle sue opere sono state adattate per il cinema e la televisione e hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti letterari, tra cui il Mystery Writers of Japan Award, il Premio Naoki, il Premio Chuokoron e il Premio Edogawa Rampo. In Italia, Piemme ha pubblicato con successo Delitto a Tokyo .