La giostra delle spie
TRAMA:
Nella nebbia fitta della notte di Ognissanti, una misteriosa figura si muove nelle tenebre con un solo obiettivo: eliminare definitivamente Libera Cairati, la fioraia-detective del Giambellino. Dopo averla avvelenata con un mazzo di rose all’aconitina, l’aggressore si è dato un soprannome, l’Ombra, ed è pronto a colpire di nuovo. Dal rifugio del casello ferroviario in cui abita, Libera dovrà affrontarlo ad armi spuntate, costretta ad agire in gran segreto da Mimma Arrigoni, una pm che osteggia le sue indagini e insidia la relazione con il fascinoso commissario Gabriele.
Ma quando il pericolo si fa più insidioso, Libera sa di poter contare sui complici di sempre – l’eccentrica madre Iole, la giornalista Irene e il burbero capocronista Cagnaccio –, una squadra affiatata a cui si uniscono due imprevedibili alleati: Diego Capistrano, ex rapinatore e amante di Iole, e Angelo Riva detto il Piè Veloce, un fotografo capace di rendersi invisibile e sparire nel nulla. Tra depistaggi, tentati omicidi e segreti nascosti, la caccia all’Ombra diventa un gioco letale, dove ogni mossa potrebbe essere l’ultima. In una Milano livida e battuta dalla pioggia, in cui tutti sembrano spiarsi a vicenda, Libera dovrà affrontare il suo nemico senza certezze – nemmeno quelle del cuore.
RECENSIONE:
Rosa Teruzzi ci regala, in quest’ultimo volume, l’undicesimo lavoro narrativo: “La giostra delle spie”. In una Milano invernale, brumosa e buia, Libera Cairati si troverà coinvolta, suo malgrado, in uno scontro con un pericoloso e astuto criminale, abile nel costruire una ragnatela di intrighi e sviluppare un complesso piano teso a colpire lei e i suoi affetti più cari.
Libera Cairati, la fioraia detective di Milano, altrimenti detta anche La miss Marple del Giambellino, il popolare quartiere della periferia della metropoli lombarda, è ormai una protagonista affermata del panorama italiano di genere. Un personaggio originale, catalizzatore di una simpatica e intrigante combriccola di investigatori dilettanti, professionisti e giornalisti, caratterizzato da grande umanità.
Questa volta la (tentata) vittima del delitto è proprio Libera, la fioraia/ex libraia/Miss Marple del Giambellino, a cui vengono inviate delle rose avvelenate, per cui finisce all’ospedale. Per questo motivo, le viene assegnata una piccola scorta e le viene dato l’obbligo di restare in casa. Nel frattempo, tutti sorvegliano Libera e controllano chi la pedina. È proprio una giostra delle spie in cui tutti sorvegliano tutti.
La relazione tra lei e Gabriele deve rimanere segreta perché il commissario teme che, se la cosa fosse risaputa, la nuova PM Mimma Arrigoni (che pure sembra avere un debole per lui e lo tiene parecchio impegnato) gli toglierebbe l’indagine.
Quindi la nostra Marple meneghina dovrà mobilitare la sua composita squadra di aiutanti per agire dove lei non può, e poi potrà sempre contare sul fiuto del suo bel commissario. Inizia dunque un susseguirsi di avventure e peripezie anche molto rischiose, al termine delle quali però Libera scoprirà la sorprendente verità, neutralizzando la minaccia che incombeva su di lei; però forse non definitivamente…
“La giostra delle spie” ha un buon ritmo, una bella prosa e una trama narrativa intrigante (ma non all’altezza di precedenti avventure), spiccano delle belle descrizioni di una Milano con le sue intrinseche ambiguità e contraddizioni. Siamo, ormai, affezionati al trio composto da nonna, figlia e nipote; in tale contesto il personaggio di Iole, nella sua scanzonata libertà di pensiero e costumi, risulta davvero ben riuscito.
Rosa Teruzzi, seppure quest’ultimo lavoro risulti un pochino sottotono a parere di chi scrive, si conferma una buona penna per tutti gli amanti del thriller non privo di umanità, sentimento e un pizzico di ironia. Il finale apre a una nuova avventura che siamo curiosi di leggere.
Editore: Sonzogno
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Oltre ai libri della serie I delitti del casello, editi da Sonzogno, ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario dove colleziona libri gialli.