L’artista e il signore di Urbino di Chiara Montani

L'artista e il signore di Urbino
“Il seme della calunnia sa attecchire in fretta, come una mala erba”

L’artista e il signore di Urbino

Recensione di: Alessandra Boschini

TRAMA:

Lavinia si stringe nel mantello mentre il vento gelido s’insinua nella carrozza. Sta andando a Urbino. Quando arriva, scorge una figura che le toglie il respiro: è Piero della Francesca. Il suo cuore salta un battito. In passato hanno condiviso qualcosa di incredibile e segreto. Piero è stato chiamato a Urbino perché la città vuole diventare un punto di riferimento per l’arte e la cultura: il castello di Federico da Montefeltro è un continuo viavai di artisti. Anche Lavinia è una pittrice, ma non può dirlo a nessuno, perché è un mestiere che non si addice a una donna.

Eppure, dietro all’atmosfera vibrante che anima la città, c’è qualcosa di oscuro. Bastiano del Colle, medico di corte, è morto in circostanze poco chiare. Nelle mani stringe un componimento inquietante, firmato Nemesis, la dea della vendetta. La poesia accusa il conte di Urbino di crimini atroci e si chiude con la promessa di altre tre rivelazioni sconvolgenti. Lavinia lo sente: qualcosa di terribile sta per accadere.

Quando poi scopre che Piero è coinvolto nel mistero della morte di Bastiano, capisce di non potersi tirare indietro. Deve aiutarlo a risolvere il caso. Chiara Montani ha il dono di trascinare il lettore nelle atmosfere che racconta. Questa volta ci porta nel cuore della Urbino rinascimentale, in cui arte e potere convivono in precario equilibrio. Tornano due personaggi che hanno fatto emozionare tutti: Lavinia Alinari e Piero della Francesca. Ancora una volta, l’autrice ci regala una storia coinvolgente, che fonde mistero e sentimenti proibiti, in un affresco minuzioso di un’epoca che non smette di affascinare.

RECENSIONE

“L’artista e il signore di Urbino” è l’ultimo capitolo della trilogia che Chiara Montani ha dedicato al grande pittore Piero della Francesca e a Lavinia Alinari, che abbiamo conosciuto ne “Il mistero della pittrice ribelle”.

Nipote di Domenico da Venezia, Lavinia trova nella pittura “un effimero miraggio di libertà che mai mi sarebbe stata realmente concessa” ed è proprio nella bottega dello zio, mentre impara a “mescere colori e tratteggiare bozzetti”, che rimane affascinata e ammaliata dalla figura di Piero della Francesca.

Nel secondo romanzo, “La ritrattista”, Lavinia e Piero della Francesca sono a Roma sulle tracce di un antico manoscritto.

Il destino vuole che i due si incontrino di nuovo in questo terzo volume, a Urbino, alla corte di Federico da Montefeltro. Mentre Piero della Francesca sta abbozzando il duplice ritratto su tavola che ritrae il duca e la moglie Battista Sforza, Lavinia è ospite di quest’ultima che sta per dare un erede alla casata.

I due protagonisti si trovano coinvolti, loro malgrado, in complotti mirati a destabilizzare la politica e il governo stesso del Ducato.

Chi sta ordendo oscure trame minacciando di svelare tradimenti, comportamenti sleali e mettendo persino in dubbio la legittimità del potere?

Strani omicidi colpiscono la corte e ancor più strani componimenti in versi vengono trovati sui corpi assassinati. Recano la firma NEMESIS, dea della giustizia: i messaggi, scritti in rima, accusano il Montefeltro di “turpitudini e menzogne” mettendo in dubbio persino la legittimità dell’erede che sta per nascere.

Con “L’artista e il signore di Urbino” Chiara Montani ha costruito un giallo storico affascinante, dosando sapientemente realtà e finzione, mescolando personaggi reali e di fantasia e creando un’atmosfera immersiva coinvolgente. Urbino e il Rinascimento, una corte all’apice della sua organizzazione politico-economica grazie alla forte spinta verso la modernizzazione voluta da Federico da Montefeltro, è anche teatro di guerre di potere tra casate rivali, lotte intestine, gelosie e invidie.

Era più semplice respingere un esercito che combattere al buio contro qualcosa che non si riesce a comprendere”.

È in questo contesto che Chiara Montani, con “L’artista e il signore di Urbino”, colloca l’intera storia e ne svolge la trama, dimostrando una profonda conoscenza, frutto di documentazioni e di un’attenta iconografia.

Con una scrittura elegante, fluida e ricca di dialoghi che donano armonia e veridicità ai personaggi, ben caratterizzati, coerenti e dinamici, la lettura risulta avvincente ed emozionale.

La storia, narrata in prima persona da Lavinia, risulta capace di catturare l’attenzione del lettore che smania l’evoluzione degli intrighi e brama un finale aperto a nuove investigazioni.

EDITORE: Garzanti

PAGINE: 400

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Chiara Montani

Chiara Montani architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo. Con Garzanti ha pubblicato “Il mistero della pittrice ribelle” (2021), “La ritrattista” (2022), “Enigma Tiziano” (2023- QUI la nostra recensione).

Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti anche: