Il bosco degli innocenti – Allison Gunn

Il bosco degli innocenti
“Ma mettevano anche in risalto il suo lato più fosco, la parte che gli si dimenava dentro, agitata come l’acqua che scorre nelle viscere della terra, nell’oscurità"

Il bosco degli innocenti

Recensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

Oscuro come una leggenda tramandata sottovoce. Dopo la tragica perdita del figlio, Rachel e Finn Kennan sono alla deriva, estranei l’uno all’altra e sempre più distanti. Rachel, capo della polizia in una piccola città della Virginia, si rifugia nel lavoro, cercando risposte nei casi su cui indaga piuttosto che dentro di sé. Finn, scrittore il cui talento si è spento insieme alla sua determinazione, lotta contro il peso della colpa. Le due figlie sono il solo legame che ancora li unisce, ma anche loro sembrano scivolare via, attratte da qualcosa che si muove appena oltre il limite dell’umana comprensione.

Quando un crimine sconvolge la loro piccola comunità, Rachel si ritrova a indagare in un territorio ostile, dove le parole contano meno dei silenzi e le risposte si nascondono sotto la superficie. Ma non è solo la città a voltare loro le spalle: nel bosco che si estende ai margini del paese qualcosa sembra risvegliarsi. Vecchie storie sussurrate ai bambini tornano a galla, e con loro il timore che certi luoghi non dimentichino né perdonino.

Tagliati fuori, in un equilibrio sempre più fragile tra il passato e il presente, Rachel e Finn devono affrontare le minacce della terra che li circonda. Perché in certi posti il dolore non scompare – si insinua, si radica, aspetta. Il bosco degli innocenti esplora la fragilità dei legami e il sottile confine tra giustizia e superstizione, in una comunità dove la paura ha radici profonde e la verità è sepolta nell’oscurità del bosco.

RECENSIONE:

La prima fatica di Allison Gunn, “Il bosco degli innocenti” ci regala un horror capace di inchiodarci alle pagine con l’atavica paura del bosco, del buio e dei demoni che si impossessano degli umani. Seppure ben scritto, il libro appare un po’ troppo scontato, particolarmente ricalcato su uno stile già visto e una trama abbastanza chiara, ma sviluppata in troppe pagine.

Dopo aver perso il figlioletto in un incidente, Rachel Kennan si dedica alla carriera di capo della polizia di una piccola città della Virginia per evitare di concentrarsi sul proprio dolore. Nel frattempo, suo marito, Finn, uno scrittore in declino, il cui alcolismo ha portato alla devastante tragedia che ha cambiato tutto, lotta per redimersi prima che la sua famiglia si disgreghi completamente. Le loro due figlie sono le uniche cose che tengono insieme Rachel e Finn, ma anche le ragazze hanno i propri demoni.

Purtroppo, ho trovato l’atmosfera/la costruzione del mondo, i personaggi, il loro sviluppo, e la scrittura stessa non all’altezza delle idee che sono il cuore di questa storia. La trama e il contorno de “Il bosco degli innocenti” sembrano piuttosto minimali. Non c’è nulla che collochi questa storia in un luogo specifico, anche considerando il costante disprezzo dei personaggi principali per la loro città adottiva. Potrebbe trattarsi di qualsiasi comunità rurale nei pressi di una foresta, e anche in questo caso la specificità geografica è assente.

Il bosco è dietro la casa del personaggio principale? È a pochi chilometri di distanza, a lato dell’autostrada? È dietro la chiesa? È ai confini della città, dove si trovano i laboratori di metanfetamine? Sembrava solo un comodo angolo di foresta nelle vicinanze, dove e quando la storia ne aveva bisogno, ma la sensazione era di essere slegata da qualsiasi reale senso dello spazio. I personaggi sembrano tutti stereotipati, rozzi e arretrati; nessuno di loro lascia trasparire alcun altro aspetto della propria identità. I ​​protagonisti principali sembrano immersi in un interessante insieme di emozioni contrastanti, ma si percepiscono come se fossero stati spinti al massimo fin dall’inizio.

Tutto sembra costruito per essere il più estremo possibile, ma non c’è uno sviluppo significativo. È un continuo caldo e freddo che risulta semplicemente comodo e poco interessante. Tutte le azioni nella seconda metà del libro sembrano scollegate dalla realtà delineata nella prima metà.

La scrittura di Allison Gunn delude le aspettative.

Quindi, sebbene la storia non sia male, questo romanzo non colpisce. Buone idee alla base del libro: l’autrice si interroga su cosa significhi vivere una vita autentica, essere veramente sé stessi, invece di cambiare chi si è per soddisfare le aspettative degli altri, e se questo possa avere altro effetto se non quello di distruggerti, ma alla fine tutto ciò è rimasto allo stato embrionale e gli “ingredienti” non si sono semplicemente amalgamati nella narrazione.

“Il bosco degli innocenti” risulta essere un libro molto ripetitivo che tende ad annoiare.  Speriamo che l’autrice trovi il modo di mettere su carta buone idee con una scrittura e una sintesi che meritino la pubblicazione.

Editore: Piemme

Pagine: 384

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Allison Gunn

Allison Gunn ricercatrice a Washington D.C. e studiosa di folklore, vive in West Virginia. Il bosco degli innocenti è il suo romanzo d’esordio.

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