L’educatore
Recensione di: Alessandra Boschini
TRAMA:
Il giudice Borrelli giace nella sua auto, parcheggiata nel cortile della sua villa a Raito. Sul volto, un’espressione di sorpresa, come se la morte fosse giunta inaspettata, ma non così casuale. Qualcuno gli ha sparato a bruciapelo in testa con una sparachiodi. Fausto De Santis, vicequestore di Salerno dal passato ingombrante, è sul posto insieme all’ispettrice Ferri. Tracciata con un gessetto vicino all’auto, una sequenza di numeri all’apparenza priva di senso.
Ma quello che inizia come un caso di omicidio isolato si trasforma presto in una serie di delitti che tinge le strade di Salerno e della costiera di sangue. Qual è il nesso tra queste morti? Cosa significano i numeri lasciati con il gesso accanto alle vittime? Tutto sembrerebbe rimandare a un caso ormai archiviato e a un serial killer, l’Educatore, morto da tempo. C’è davvero un collegamento? Anni fa è stato condannato un innocente o si tratta di un copycat? Una scia di morti improvvise, una sequenza di numeri misteriosi e un killer che sembra tornare dal passato. Chi è l’Educatore?
RECENSIONE:
Antonio Lanzetta torna con una storia che ha al centro il tema dell’infanzia violata e l’abuso sui minori. E’ un argomento che ricorre spesso nei suoi romanzi e ne “L’educatore” rivela tutta la sua maestria nello sviscerare una trama graffiante, che lascia il segno e punta al dolore più profondo, lasciando il lettore senza alcuna difesa di fronte a un male che sembra non avere fine.
Nella sua Salerno, si muove il vicequestore Fausto De Santis, uomo singolare che mastica continuamente caramelle alla frutta per concentrarsi e per mantenere la promessa fatta al figlio, ovvero, quella di smettere di fumare. Lui e la sua squadra dovranno affrontare una serie di omicidi, tutti collegati a un’unica persona: l’Educatore. Il killer che sta seminando il terrore però, è stato eliminato venticinque anni prima: lo sa bene De Santis che è stato coinvolto personalmente in quel caso, nel corso del quale ha perso il più grande amore della sua vita e ha guadagnato una cicatrice sul viso come memento di quel dolore.
Accanto alle vittime viene trovata la stessa sequenza numerica 11235713 e sui loro corpi lo stesso tatuaggio, una Y rovesciata, ovvero, l’undicesima lettera dell’alfabeto greco, il lambda, che in matematica e fisica è un parametro di controllo. Cosa significano i numeri? Forse il killer cerca di comunicare loro che il suo equilibrio è stato spezzato?
“Ogni traccia può essere una chiave ma la serratura è sempre nascosta dietro uno specchio di numeri e segreti”.
Prima tocca al giudice Borrelli, poi alla psichiatra infantile Criuscolo, infine al dottor Blasi: cosa lega le vittime? Quali esperimenti vengono compiuti nell’istituto minorile con cui i tre collaboravano? Solamente scavando nel passato, De Santis e la sua squadra, riusciranno a trovare le risposte, sotto strati di documenti impolverati e rimestando in ricordi laceranti.
Con l’aiuto di un giornalista chiamato in causa dallo stesso Educatore e con un ex collega, che dopo i fatti del 1998 si trova alla postale, emerge una realtà agghiacciante, spaventosa e aberrante. Ancora una volta però, la chiave di lettura è in quel passato che Antonio Lanzetta ricostruisce capitolo dopo capitolo, intervallando le indagini del presente, fatte di codici criptati e chat room dal deep web, al caso che nel 1998 aveva sconvolto De Santis e i suoi.
Un interrogativo continua a non avere risposta: perché il vicequestore non aveva colto i segnali che il figlio gli mandava? Perché non gli aveva creduto quando diceva di sentirsi spiato? Troppo coinvolto nel lavoro, forse troppo stanco ma ora, deve rimediare e salvare giovani vite che hanno già sofferto abbastanza. Antonio Lanzetta ha strutturato un noir intenso e travagliato, si rimane incollati alla storia mentre scorrono le pagine, la si respira attraverso il protagonista che narra in prima persona, si sente il peso e la potenza di quel dolore che lo devasta
“…Il dolore è la parte migliore di me. serve a ricordarmi tutto ciò che ho perso”.
Con una scrittura incisiva, schietta, impietosa, Lanzetta mantiene altissima attenzione e pathos, che creano un forte dinamismo e una narrazione suggestiva, resa potente attraverso dialoghi incalzanti e personaggi vivi e reali nelle loro imperfezioni. Un’atmosfera insolitamente cupa per Salerno, “un cielo scuro e il mare che è un abisso nero” fa da sfondo alla trama de “L’educatore” e solo l’epilogo di questa storia riuscirà a dare vera forma al dolore.
EDITORE: Newton Compton Editore
PAGINE: 288
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Antonio Lanzetta vive a Salerno. Ha iniziato a scrivere romanzi fantasy/young adult, poi ha virato verso il thriller, prima con il racconto breve Nella pioggia,B0CNNN46FQ finalista al premio Gran Giallo di Cattolica, Premio_Gran_Giallo_Città_di_Cattolica e poi con Il buio dentro,8885516335 tradotto in Francia, Canada e Belgio ed eletto dal «Sunday Times» uno dei cinque migliori thriller stranieri dell’anno. È stato finalista a importanti premi come il Prix Découverte de l’Iris Noir e il Masterton Prix e vincitore del Grand Prix Noir Charbon. La Newton Compton ha pubblicato L’uomo senza sonno,8885516335 (2021), Delitto in riva al mare, B0C2B6L1ZF (2023) Luna rosso sangue 8822783662 (2024) e L’Educatore.