L’ingannevole filosofia del mondo – intervista a Martina Pucciarelli, autrice de “Il dio che hai scelto per me”.

Pucciarelli

Il dio che hai scelto per me

Domande a cura di: Federica Cervini

Spazio a cura di: Redazione interviste

Il Dio che hai scelto per me

Autore: Martina Pucciarelli è nata a Barga (LU) nel 1987 ed è cresciuta a Livorno. Dal 2006 vive e lavora come impiegata in provincia di Milano. “Il dio che hai scelto per me” è il suo primo romanzo ed ha vinto il Premio Selezione Bancarella 2025 – diventando così uno dei finalisti del Premio Bancarella 2025, che verrà aggiudicato a Pontremoli a fine Luglio.

ThrillerLife: ciao Martina, grazie per aver accettato questa intervista! Parliamo della famiglia di Alessandra – e, in particolare, dei suoi quattro fratelli e sorelle: cosa hanno in comune con Alessandra? Parlaci anche del rapporto di Alessandra con i nonni lontani.

Martina Pucciarelli: in comune hanno, ovviamente, i genitori, ovvero la stessa matrice. Però, da questa comune origine ognuno di loro ha intrapreso strade diverse: Riccardo quella della ribellione, Alessandra inizialmente quella della compiacenza, Sara, Alberto e Linda, i più piccoli, invece, di seguire in tutto e per tutto le orme paterne e materne, senza porsi troppe domande. Nel libro, questi ultimi tre, non a caso, risultano infatti personaggi anonimi, quasi privi di caratterizzazione.

Probabilmente quello che ha fatto la differenza per Alessandra e Riccardo, oltre a una diversa sensibilità e risorse interiori più spiccate, è stata proprio la vicinanza dei nonni: essendo i figli più grandi, ne hanno potuto godere di più, prima di essere forzatamente allontanati in un altro luogo. I nonni sono delle figure fondamentali per il percorso di entrambi: rappresentano una finestra sul mondo e la garanzia di una certa normalità, assicurando protezione e accoglienza quando Riccardo viene cacciato di casa dai genitori.

ThrillerLife: una madre biologica ed una madre putativa: parlaci del diverso legame e diverso carattere che hanno la madre di Alessandra e Marisa.

Martina Pucciarelli: quello tra Alessandra e Stefania, la sua mamma “vera”, è senz’altro un legame fusionale, almeno fino a quando Alessandra decide di autodeterminarsi e lasciarla. La figura della madre, così come quella del padre, coincidono in tutto e per tutto con quella del Dio Geova, che è un dio che prima accoglie e poi non permette di abbandonarlo, pena la ritorsione.

Marisa, la mamma alternativa che Alessandra bambina individua nella comunità, inizialmente si offre come una madre in grado di colmare tutte le mancanze della prima: è allegra, si prende cura di lei, la solleva dal doversi preoccupare per gli umori di Stefania. Purtroppo, entrambe le madri la tradiranno, seppur in maniera diversa; per cui, in fin dei conti, tra le due non c’è alcuna differenza: né Stefania né Marisa saranno in grado di vederla e proteggerla, procurando dolore in Alessandra.

ThrillerLife: moda, musica, cinema, tendenze, amore e sessualità: descrivici l’“ingannevole filosofia del mondo”.

Martina Pucciarelli: tutto era demonizzato: il sesso, i soldi, l’istruzione, il pensiero critico e libero: ogni espressione del sé che non si atteneva al modello stabilito da Geova. La Bibbia era il solo parametro possibile: ogni cosa non contenuta in essa era effimera e non necessaria. La Parola di Dio non conteneva, in fondo, il segreto della felicità? Il mio più grande rimpianto è la spensieratezza rubata che non tornerà più.

ThrillerLife: parlaci dei fuoriusciti dalla Congregazione: cosa è l’apostasia? Come la affronta Riccardo – che è un “dissociato”?

Martina Pucciarelli: secondo i Testimoni di Geova l’apostasia è “l’abbandono dell’adorazione di Dio e del Suo servizio, effettiva ribellione contro Geova Dio. Alcuni apostati […] dicono di credere nella Bibbia, ma rinnegano l’organizzazione di Geova”.Gli apostati sono considerati veri e propri traditori, per i quali non c’è neanche possibilità di resurrezione nel Nuovo Mondo. La “Guida per l’adunanza vita e ministero” di maggio-giugno 2023 (edita dai testimoni di Geova e disponibile sul sito jw.org) indica, riferendosi agli apostati: “Consideriamoli per quello che sono: veleno”. Riccardo affronta il suo essere apostata con un sano orgoglio e aprirà la strada per la ribellione e la conquista della libertà ad Alessandra.

ThrillerLife: “Il dio che hai scelto per me” è il tuo libro di esordio: diresti che sei stata spinta a scrivere questo duro romanzo più dall’odio (che Alessandra ha vissuto) o più dall’amore (mi riferisco ai figli di Alessandra)?

Martina Pucciarelli: senz’altro dall’amore: i miei figli me ne hanno fatto conoscere uno nuovo che poi è diventato il mio metro di riferimento. Cerco di offrire a loro, e a chi amo, un amore che non chieda pegno da pagare, permetto loro, seppur con qualche sforzo a volte, di allontanarsi e separarsi da me. Non credo che la maternità sia una condizione magica che renda migliori ma nel mio percorso è stata una tappa di formazione affettiva fondamentale.

E poi, ho così tanta vita da recuperare che non ho tempo per odiare! L’odio non è mai la soluzione, per me. Certo, non credo neppure al perdono a tutti i costi (il perdono presuppone un incontro, e non sempre questo incontro tra due persone avviene) ma cerco di non portare rancore. Semplicemente, vado avanti. Se posso, dimentico.

ThrillerLife: parlaci delle tue emozioni legate alla vittoria del Premio Selezione Bancarella 2025 – in conseguenza della quale hai partecipato come finalista al Premio Bancarella a Pontremoli.

Martina Pucciarelli: è stata un’esperienza molto felice, l’ho vissuta con entusiasmo e senza spirito di competizione. Mi ha fatto piacere conoscere meglio gli altri autori finalisti, tra cui altri esordienti come me. Si è creata una buona intesa con tutti che ha reso il tour (legato al Premio) più piacevole e divertente.

ThrillerLife: quali autori leggi di preferenza? Quali ti hanno cresciuta come scrittrice?

Martina Pucciarelli: leggo un po’ di tutto, senza pregiudizio verso nessun genere, cerco di sperimentare e di mettermi alla prova come lettrice spaziando un po’, per ampliare il mio sguardo sul mondo attraverso la lettura. Il primo genere a cui mi sono avvicinata da adolescente è stato quello del neorealismo italiano, influenzata e suggestionata anche dai racconti di mio nonno sul periodo della Seconda Guerra Mondiale e del Dopoguerra. Come scrittrice, difficile rispondere: la mente accumula tutti i libri letti, il ricordo di tutte le storie che mi hanno fatto emozionare, ma poi la voce deve trovare la sua espressione unica, quella che la fa identificare chiaramente, con tutte le sue peculiarità.

ThrillerLife: vuoi lasciare un messaggio di saluto ai lettori di Thriller Life?

Martina Pucciarelli: vi auguro di perdervi in tutte le altre possibili vite a cui i romanzi danno accesso. Un grande abbraccio!

La redazione di Thriller Life ringrazia Martina Pucciarelli per la sua disponibilità.

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