La stanza delle ombre
TRAMA:
Tra le torbide acque del Tevere, ai piedi della basilica di San Paolo, viene ritrovato il cadavere di una donna, in posa come se fosse vittima di un misterioso rito. È allora che il commissario Zuliani convoca Nemo Sperati, giovane docente all’Accademia delle Belle Arti. Quando posa lo sguardo sulla scena del crimine, Nemo sprofonda nella Stanza delle Ombre, il teatro mentale dove è in grado di vedere l’invisibile, riconoscere la firma dell’autore e attribuire l’opera.
Miriam Tiberi, ispettrice di polizia, lo raggiunge in un’indagine che mescola arte, falsi d’autore e segreti familiari, spingendo Nemo a confrontarsi con il proprio passato e il lascito di Rufo Speranza. Ambientato in una Roma notturna e decadente, popolata da personaggi ambigui, La stanza delle ombre è una corsa in un labirinto di menzogne nel mondo dell’arte e dei falsari. (https://www.mondadori.it/libri/la-stanza-delle-ombre-mirko-zilahy/)
RECENSIONE:
Il primo impatto con “La stanza delle ombre” di Mirko Zilahy è di forte suggestione: una Roma avvolta nel mistero, un cadavere in posa rituale e l’introduzione del commissario Zuliani e del docente Nemo Sperati. Lo stile con cui Mirko Zilahy racconta la storia è curato e consapevole, senza cadere mai nel tono troppo personale o confidenziale. Zilahy muove le pedine con studiata calma, tessendo un intreccio che unisce l’indagine poliziesca a un’indagine interiore, senza tradire l’atmosfera thriller.
La storia affonda le radici nel contrasto tra verità e illusione, tra opere d’arte autentiche e falsi pericolosi. Nemo Sperati diventa la chiave per decifrare questa tensione. Il suo teatro mentale, “La stanza delle ombre”, rappresenta uno spazio psichico potente, una metafora efficace del confronto con il passato. Il personaggio di Nemo è ben costruito: docente affascinante ma tormentato, si muove tra dipinti e delitti con una crescita interiore ben percepibile.
La location – Roma di notte, palazzi classici, gallerie d’arte – è resa con intensità sensoriale: Mirko Zilahy usa la città come specchio dei personaggi. I dialoghi con l’ispettrice Miriam Tiberi funzionano bene, svelano la netta divisione tra scetticismo ed empatia, ma in generale, a volte rallentano il ritmo narrativo. Nel complesso, tuttavia, il cast secondario regge la narrazione: ogni comparsa ha un ruolo utile, anche se non tutti emergono con la stessa profondità.
Non manca un omaggio al cinema, con un riferimento a Profondo Rosso di Dario Argento, che contribuisce a rafforzare l’atmosfera oscura del romanzo.
Tra i punti di forza spiccano la resa del conflitto tra vero e falso, arte e menzogna; l’ambientazione romana che restituisce atmosfere rare nel thriller italiano; la psicologia dei personaggi, in particolare del protagonista, che è molto ben definita. Tra le debolezze, la lentezza di alcuni passaggi e la densità dei riferimenti artistici che possono appesantire la lettura per chi cerca azione continua.
Il finale riesce a sorprendere senza tradire la logica della narrazione. Pur avendo intuito l’identità dell’assassino, il modo in cui Mirko Zilahy ricompone i vari elementi lascia spazio a colpi di scena efficaci e ben calibrati. La tensione cresce nella seconda metà del romanzo, dove il ritmo si fa più serrato e ogni tassello trova la giusta collocazione. Una conclusione che soddisfa e, al tempo stesso, lascia qualcosa su cui riflettere.
In conclusione, “La stanza delle ombre” è un thriller raffinato. Non eccelle per ritmo incalzante, ma conquista per intreccio della trama e introspezione. Non tutti ameranno questo genere, ma chi apprezza i thriller d’atmosfera e i romanzi intelligenti troverà in Mirko Zilahy un autore da seguire.
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Editore: Mondadori
Pagine: 372
Anno di pubblicazione: 2025
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AUTORE:

Mirko Zilahy è nato a Roma. Ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino, dove ha insegnato Lingua e letteratura italiana. Collabora con il “Corriere della Sera” ed è stato editor per minimum fax nonché traduttore letterario dall’inglese (sue, fra le altre, la traduzione del Cardellino di Donna Tartt, premio Pulitzer 2014, e quella del bestseller Mystic River di Dennis Lehane).
È così che si uccide, il romanzo con cui ha esordito nel 2016, è stato un grande successo internazionale di pubblico e critica. Sono seguiti La forma del buio (2017), Così crudele è la fine (2018) e L’uomo del bosco (2021), editi da Longanesi, e Nostra signora delle nuvole (2023) per HarperCollins. Potete leggere la nostra intervista all’autore QUI.