“Un cadavere in cucina” di Giancarlo De Cataldo

Un cadavere in cucina
“Cchiù”

Un cadavere in cucina

Recensione di: Michelangela Barba

TRAMA:

Una ricetta «sbagliata» scatena il pandemonio in un prestigioso ristorante romano. Solo che dalla farsa si cade presto nella tragedia, e nell’aria si spande odore di delitto. Quello dell’haute cuisine è però un mondo frequentato dai potenti. Per le indagini serve uno come il Pm melomane Manrico Spinori, che alla competenza unisce, in giusta dose, l’atavica disposizione a non lasciarsi intimidire.

La notizia è clamorosa: i selezionati clienti del Controcorrente, pluristellato locale capitolino, sono rimasti vittime di un’intossicazione. Nulla di così grave, in fondo, non fosse che uno di loro, un colonnello dell’esercito, dopo quarantott’ore muore. Dagli accertamenti risulta che i piatti incriminati contenevano tutti psilocibina, una sostanza presente in alcuni funghi allucinogeni. Ma la psilocibina non è letale, dev’essere un altro l’ingrediente che ha ucciso il militare.

Il caso, di cui si interessano pure i Servizi segreti, si complica ancora quando i morti diventano due. Costretto a interrompere le vacanze per occuparsene, Manrico Spinori arriverà alla soluzione del mistero con l’aiuto della sua squadra – composta unicamente da donne – districandosi con abilità tra false piste e ingerenze sospette. E avviando una collaborazione speciale con una spia molto abile e molto avvenente.

RECENSIONE:

“Un cadavere in cucina è il nuovo godibilissimo episodio della serie che ha per protagonista il magistrato melomane Manrico Spinori, stavolta richiamato – suo malgrado – dalle ferie per occuparsi, pur travolto dalla calura estiva, di una morte sospetta. Di chi? Nientemeno che di un cliente del celebre ristorante stellato “Controcorrente”, gestito con pugno di ferro dall’ineguagliabile chef Marini, lanciato nell’Olimpo della ristorazione di lusso dopo la sua partecipazione alla trasmissione televisiva “I Re Mangi”.

Giancarlo De Cataldo ci delizia con una satira pungente quanto impietosa del mondo del “food”, degli chef stellati incoronati dalla TV, dei piatti dai nomi improbabili composti da ingredienti assurdi ma tanto “gourmet”, dei clienti facoltosi in cerca dell’“experience” a ogni costo.

Un mondo che visto da fuori appare danaroso e scintillante ma che diventa abietto e spietato appena la luce dei riflettori si attenua. Un mondo a sé stante con cui dovranno imparare a fare i conti Manrico Spinori e la sua squadra tutta al femminile, prima fra tutte la pragmatica Deborah Cianchetti.

La trama scorre fino alla soluzione del mistero e, arrivati all’ultima pagina, non si può fare a meno di pregustare il prossimo episodio della serie dedicata a Manrico Spinori, a cui Giancarlo De Cataldo ci ha ormai fatti affezionare, come tante volte abbiamo scritto su Thrillerlife, e con il quale ci eravamo lasciati qui. Qualche indizio su cosa potrà succedere in un futuro ottavo romanzo in effetti compare ma… cerchiamo di evitare nel modo più assoluto di rivelare troppo.

“Un cadavere in cucina” è, insomma, un libro da gustare e godere fino in fondo, come un sano piatto di tagliatelle della nonna, in cui il lettore potrà ritrovare vizi e virtù di questa nostra epoca sovraesposta e spesso alienata dal reale significato delle cose.

E soprattutto chiunque nella vita si sia trovato, almeno una volta, circuito da amici o parenti, a pagare uno sproposito per una porzione esigua di qualcosa di indefinibile – per di più circondato da un’indigesta atmosfera esageratamente snob – non potrà che assaporare il dolcissimo gusto della vendetta.

Che altro aggiungere ancora? Beh, sì, come direbbe qualcuno che di ristoranti se ne intende… “Voto diessssci”.

Editore: Stile Libero Einaudi

Pagine: 240

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Giancarlo De Cataldo

Giancarlo De Cataldo (Taranto, 1956), è magistrato, drammaturgo, sceneggiatore. Ha scritto molti romanzi (il più noto è di certo Romanzo criminale, edito nel 2002 per Einaudi e vincitore l’anno successivo del Premio Scerbanenco: da questo libro Michele Placido ha tratto un celebre film, seguito poi da una serie tv), sceneggiature per cinema e televisione e testi teatrali.

Collabora a quotidiani e a riviste come, tra le altre, «la Repubblica», «Il Messaggero», «L’Unità» e «Corriere della Sera Magazine». Nel giugno del 2007 esce nelle librerie Nelle mani giuste, ideale seguito di Romanzo criminale, ambientato negli anni ’90, dal periodo delle stragi del ’93, a Mani Pulite e alla fine della cosiddetta Prima Repubblica; i due libri hanno alcuni personaggi in comune.

Nel 2009 esce per Einaudi La forma della paura, scritto a quattro mani con Rafele Mimmo. Dell’anno successivo è Il padre e lo straniero, sempre per Einaudi. Nel 2012 esce Io sono il Libanese, e nel 2013 De Cataldo firma con Gianrico Carofiglio e Massimo Carlotto un volume di racconti intitolato Cocaina, pubblicato da Einaudi Stile Libero. Sempre del 2013 è Suburra (Einaudi), di cui è autore insieme a Carlo Bonini.

Tra gli altri suoi libri ricordiamo: I semi del male (Rizzoli 2014), Nell’ombra e nella luce (Einaudi 2014), Alba nera (Rizzoli 2019), Quasi per caso (Mondadori 2019), Un cuore sleale (Einaudi 2020), Il suo freddo pianto (Einaudi 2021), Il bacio del calabrone (Einaudi 2024), Per Questi Motivi. Autobiografia criminale di un Paese (SEM, 2024).

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