“Terzo set”: pregiudizi e ricerca di giustizia – intervista ad Andrea Percivale.

Andrea Percivale

Terzo set

Domande a cura di: Federica Cervini

Spazio a cura di: Redazione Thrillerlife

Terzo set

Autore: Andrea Percivale è nato nel 1971 a Genova, dove abita. Ha pubblicato racconti su riviste e antologie, vincendo il premio Città di Torino con “Il nemico” e la Biennale Giano Vetusto con “Il matrimonio dell’architetto”. Ha inoltre pubblicato “I passi oltre la linea” (2007, vincitore del premio L’incontro), “Lo spaventapasseri” (2011), “Le nozze di pietra” (2013, vincitore del premio Città di Recco), “Preghiere per dilettanti” (2019) e la raccolta di racconti “L’uomo da cerimonia” (2008). Per Morellini Editore ha pubblicato “Il paese nell’ombra” (2021) e “Costruzione di un eroe” (2023).

ThrillerLife: ciao Andrea, grazie per aver accettato la nostra intervista! Come possiamo combattere i pregiudizi? La nostra società, moderna e multietnica, a tuo parere ne è vittima? E quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a parlare di pregiudizi nel tuo nuovo libro?

Andrea Percivale: grazie per la vostra disponibilità; sconfiggere i pregiudizi è quasi impossibile in senso generale perché dovremmo vivere in un mondo preparato a recepire le diversità come sfumature differenti con una stessa genesi; potremmo combatterli cercando semplicemente di confinarli in impressioni, darci il tempo per approfondire, comprendere ed eventualmente rimediare; è un compito che potrebbe portare frutti soprattutto alle nuove generazioni, comunque più abituate a contesti multietnici.

Ho parlato di pregiudizio perché, in qualche modo, è una predisposizione che può riguardare chiunque, in ogni momento della giornata. Spesso un simile approccio non porta conseguenze materiali, rimane limitato a un pensiero che scivola via o, appunto, è superato da una successiva conoscenza. A volte porta invece ad azioni, scelte, in grado di incidere sulla vita di chi formula il pregiudizio e/o di chi ne è il destinatario. “Terzo set” descrive vicende in cui il pregiudizio diventa uno snodo, che modifica i rapporti, i comportamenti delle persone.

ThrillerLife: a proposito de “L’ultima lezione” – primo racconto del tuo libro: parlaci del rapporto tra l’imprevedibile Professor Moradi ed i suoi studenti. Cosa si aspetta da loro? E loro come si comportano?

Andrea Percivale: Moradi è una figura complessa, che manifesta il desiderio di essere giusto e non buono perché la bontà, non di rado, deforma le cose; lui, nel mettere alla prova gli studenti, vuole essere specchio per loro e anche per sé stesso: prevarranno nei ragazzi i rapporti di fiducia instaurati con lui o la curiosità, le congetture su un genio dell’informatica iraniano? Vincerà ciò che Moradi ha insegnato nel corso di “Etica nelle nuove tecnologie” oppure la superbia di giovani “illuminati”?

I ragazzi, come il Professore forse prevedeva, non riescono a confinarsi in un lavoro semplice: al termine annuale delle lezioni prendere da lui una busta contenente un codice per hackerare il sistema informatico del Ministero dell’Istruzione e una con la manleva di Moradi in loro favore per qualsiasi uso dovessero fare del codice e riconsegnare il tutto ventiquattro ore dopo, al momento degli esami. Troppo lineare per chi, così facendo, arriverebbe al risultato con l’inerzia…

ThrillerLife: a proposito di “Asilo politico” – secondo racconto del tuo libro: parlaci della protesta dei bambini, della loro polemica e sfida ai genitori – e del comportamento di questi ultimi. Quali i pregiudizi qui in gioco?

Andrea Percivale: in un istituto di suorei bambini della quinta elementare si barricano in classe per protestare contro i genitori che li costringono a una serie di attività amate solo da questi, rivendicando un margine per l’ozio e quindi una zona in cui essere artefici dei propri passatempi; è una trincea contro un mondo iperprotettivo, tendente bene o male far confluire frustrazioni e desideri non avverati nei figli.

I pregiudizi in gioco sono quellidegli adulti, pronti a ripartire tra insegnanti, suore dell’istituto e altri la colpa di un’occupazione che potrebbe essere risolta con tranquillità e che invece i genitori trasformano, con le loro reazioni frenetiche e immotivate, in una concatenazione di conseguenze tragicomiche.

I pregiudizi sono anche quelli delle signore della buona borghesia genovese, pronte, nell’ambito della stessa scuola, ora a realizzare iniziative pro Ucraina e ora creare un effetto domino contro un medico nigeriano, padre di una delle bambine dell’istituto, per un messaggio finito, dopo una piccola modifica, nel loro gruppo WhatsApp.

Alla fine è un racconto in veste sarcastica su chi si ritiene progressista e cade nel pregiudizio alla prima occasione, su chi predispone a proprio uso e consumo un mondo artefatto, in cui la prima figura di carta che precipita tira giù l’intera scenografia.

ThrillerLife: a proposito di “Terzo set” – terzo racconto del tuo libro: parlaci del comportamento del magistrato e dei suoi pregiudizi nei confronti dell’avversario.

Andrea Percivale: è la storia paradossale di chi è stato vittima di preconcetti, ne ha sofferto e, durante una finale di un torneo di tennis, cade nello stesso errore nei confronti dell’avversario; vorrebbe lasciare la toga fuori dal tribunale ma, durante un infinito match con vari imprevisti, costruisce un impianto accusatorio raccogliendo una serie di fragili dettagli.

È la destrutturazione di un giudice in un contesto dove il tennis risulta anche percorso e metafora.

ThrillerLife: avevo con piacere letto anche il tuo precedente noir “Costruzione di un eroe”; là ci parlavi del percorso di vita di Giacomo fatto di rimorso, rinascita/riscatto, coraggio – qui ci parli di pregiudizio e consapevolezza. Ci sono analogie tra quel romanzo e questa tua nuova pubblicazione?

Andrea Percivale: nel romanzo scrivo sul cammino che consente a Giacomo di affrancarsi dallo sbaglio iniziale, nei racconti scrivo per lo più sulla strada che porta all’errore, di cui si riescono a rilevare i primi effetti e non le ripercussioni a lungo termine sui protagonisti. Il filo conduttore può essere proprio il pregiudizio, di cui Giacomo è vittima nell’ambito di una società intenzionata a plasmare la sagoma di chi ha di fronte secondo i propri vantaggi.

ThrillerLife: quali sono gli autori di thriller e noir che leggi di preferenza ed i romanzi che ci suggerisci di non perdere?

Andrea Percivale: non c’è un autore ricorrente per le mie letture di opere noir o thriller; tra i romanzi di scrittori italiani penso a “La ferocia” di Nicola Lagioia, a “L’ombra dell’anima” con forte impianto narrativo e a “Verderame” di Michele Mari, per la sua vena chiaroscurale e onirica.


ThrillerLife: prima di salutarci, vuoi lasciare un saluto ai lettori di Thriller Life?

Andrea Percivale: un saluto e un abbraccio a tutti coloro che cercano e trovano in Thriller Life luci sugli scorci neri delle storie, scarpe con cui percorrere i passi degli altri e magari trovare frammenti del proprio cammino.

La redazione di Thriller Life ringrazia Andrea Percivale per la sua disponibilità.

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