Dimenticare Milano
Recensione di: Roberto Frazzetta
TRAMA:
L’ex investigatore Marco Tanzi ha lasciato Milano da più di due anni. Nessun saluto, nessuna spiegazione, sua figlia e il suo migliore amico hanno provato invano a rintracciarlo, prima di rassegnarsi. Ora vive dall’altra parte del mondo: è capo scorta sulle navi mercantili in transito nel golfo di Guinea, che difende dagli attacchi dei pirati. Fino a quando una telefonata lo informa di qualcosa che è accaduto in Italia.
Un evento che lo costringe a rievocare un episodio del passato, sepolto da oltre vent’anni in una stanza buia della sua coscienza. Ma i legami di sangue tornano sempre a reclamare i loro crediti, e per Marco non c’è altra scelta se non quella di tornare a Milano, dove dovrà combattere una guerra impari contro una pericolosa organizzazione criminale.
Luca Betti sta affrontando il periodo più nero della sua vita. Sospeso dal lavoro per aver condotto un’azione temeraria che ha messo a repentaglio la sua vita e quella di un collega, vive una profonda crisi nel rapporto con Sara, sua unica figlia. Fino a quando Marco Tanzi busserà alla sua porta per chiedergli aiuto. Per loro la città sta per trasformarsi in un territorio di guerra. Questa volta, però, la battaglia che li aspetta potrebbe essere l’ultima.
Un nuovo inizio per la premiata serie «Nero a Milano», un romanzo duro e avvincente che racconta una storia di amicizia e di vendetta
RECENSIONE:
Romano De Marco torna con il quarto episodio della serie “Nero a Milano”, intitolato “Dimenticare Milano”. In questa nuova avventura, l’autore riprende e cerca di amplificare tutte le caratteristiche che hanno reso la serie così apprezzata: un mix avvincente di azione e adrenalina, una trama complessa e strutturata.
“Dimenticare Milano” non è solo un romanzo di azione, ma anche un’opera che invita a riflettere sui temi della memoria, dell’identità e del passato, rendendo la lettura coinvolgente e ricca di spunti di riflessione. Eppure, “Dimenticare Milano” è un noir che, nonostante la bravura dell’autore, rischia di perdersi in cliché e tematiche già viste, spesso richiamando immagini di film già noti e stereotipi narrativi consolidati.
Lo stile di De Marco, diretto, incisivo e cinematografico, conferisce al romanzo una certa maestria nel ritmo e nella descrizione, ma talvolta si traduce in una scrittura che sembra restare intrappolata in formule già sperimentate. I personaggi, pur profondi e complessi, tendono ad aderire a figure archetipiche del noir: il poliziotto tormentato, il mercenario disilluso, il villain internazionale. Schemi che, seppur efficaci, rischiano di appiattire la narrazione e di limitare la sorpresa.
La città di Milano, protagonista a tutti gli effetti, è dipinta con cura e sfumature di chiaroscuro, ma anche qui, si assiste a un uso un po’ troppo convenzionale, con le sue contraddizioni e ferite che sembrano già note a chi conosce il genere. La critica sociale e i temi trattati – colpa, redenzione, corruzione, fallimento delle istituzioni – sono affrontati con intensità, ma spesso si ripetono in immagini e dialoghi che, pur realistici, risultano prevedibili e poco innovativi.
In definitiva, “Dimenticare Milano” è un romanzo ricco di tensione e di introspezione, scritto con abilità e un ritmo serrato, ma che si affida troppo a cliché e a temi già battuti, rendendo la lettura meno sorprendente di quanto si potrebbe sperare. È un’opera che, pur offrendo spunti profondi e un’analisi lucida dei personaggi, si lascia anche un po’ tentare dalla facile efficacia di luoghi comuni, limitando così la sua originalità.
Un libro consigliato a chi ama il genere, ma anche a chi desidera riflettere senza troppi colpi di scena, consapevole che, a volte, il vero coraggio sta nel guardare oltre gli stereotipi e nelle proprie ferite personali.
Editore: UBAGU PRESS
Pagine: 252
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Romano De Marco, classe 1965, vive tra l’Abruzzo, Modena e Milano. Alterna l’attività di scrittore alla professione di responsabile safety per uno dei maggiori istituti di credito italiani. Ha esordito nel 2009 nella collana “Il Giallo Mondadori” con Ferro e fuoco (ripubblicato nel 2012 da Pendragon), seguito da Milano a mano armata (Foschi, 2011), premio Lomellina in giallo 2012, e da A casa del diavolo (Fanucci, 2012), finalista al premio Nebbia Gialla 2013. Ha pubblicato racconti su “Linus”, “Il Corriere della sera” e numerose antologie. Con Feltrinelli ha pubblicato Io la troverò (2014; finalista al premio Nebbia Gialla 2014 e al premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa 2014) e Città di polvere (2015) della serie Nero a Milano.