Margini di un delitto
Recensione di: Alessandra Boschini
TRAMA:
Sicilia, Santacroce Mamertina, 31 agosto 2015. Spossato da uno scirocco che investe persone e cose col suo alito caldo e incessante, l’ispettore Falconara è chiuso nel suo ufficio, terribilmente annoiato dopo l’archiviazione di un’indagine di successo. È in quest’atmosfera sofferente e ovattata che, di punto in bianco, deflagra la notizia del ritrovamento di un cadavere orribilmente mutilato. Il corpo, rinvenuto al civico 29 di via Custoza, sembrerebbe appartenere a Rudolfo Albano, proprietario di un’azienda vinicola i cui interessi economici sono fortemente legati al riciclaggio di denaro sporco delle cosche mafiose locali.
Un delitto di mafia; facile, no? Falconara, tuttavia, vincendo la sua indolenza, e confrontandosi con il suo mentore, il commissario Mallus, non ne è del tutto convinto. Accompagnato dagli agenti Moscuzza e Giangiulli, Falconara inizia a indagare su una storia familiare dalle sfumature assai torbide e ambigue, tracciando un’inquietante mappa dell’angoscia e delle fragilità umane, fino alla scoperta di una scomoda verità. Perché l’apparenza, in fondo, è parte integrante della realtà.
RECENSIONE:
Dopo quattro anni trascorsi a Milano, l’ispettore Ettore Falconara, che ha esordito nel romanzo “Un modesto gioco di parole”, torna nella sua città natale, Santacroce Mamertina, un paesino immaginario della costa tirrenica sicula in cui regna:
un’afa viscida e insopportabile, l’inferno aveva spalancato le sue fauci e l’aria era immobile, torrida e opaca, affilata di appiccicosa umidità”.
Per l’ispettore Falconara, di umore imprevedibile, ipocondriaco, “costretto a lavorare nonostante la pressione bassa, frotte di trigliceridi che gli scorrevano nelle vene e quel caldo che gli annebbiava la vista e lo rendeva più intollerabile del solito”, sono giornate pesanti. E’ stato ammazzato un imprenditore agricolo, Rudolfo Albano, detto Fofò, proprietario della nota azienda vitivinicola “Le vigne di Polifemo”, uomo avido e senza scrupoli che ricorda all’ispettore Falconara un triste episodio della sua adolescenza.
Rudolfo Albano, approfittando delle critica situazione finanziaria in cui versava la famiglia Falconara dopo la tragica scomparsa dei genitori di Ettore, colse l’occasione per accaparrarsi a poco prezzo le loro terre, ricche di vigneti e agrumeti. Ettore è infatti cresciuto con la zia nella decadente villa Ginostra, che necessitava di lavori di ristrutturazione urgenti ma che la mancanza di fondi faceva rinviare di anno in anno.
Al cospetto del cadavere di Albano, barbaramente accoltellato tanto “che sembra un quadro di Picasso”, Falconara avverte un sollievo dalla sua consueta apatia, “sembrava che quel morto fosse per lui come un raggio di sole che bucava il grigio dei suoi pensieri”. Hanno inizio le indagini che si orientano verso un delitto di mafia, visti gli affari loschi in cui era coinvolto Rudolfo, alcuni particolari però fanno pensare più a un delitto d’onore “può darsi che abbia zappato nell’orto di qualcuno in cui non doveva zappare”.
Salvatore Frasca ha dato vita a un giallo costruito come un teatrino di pupi, i personaggi infatti sono macchiette dalle caratteristiche portate all’estremo, colorate figure che calcano le scene scatenando spesso qualche risata amara.
“Margini di un delitto” ruota attorno alla figura di Ettore Falconara, al suo umore imprevedibile, a quello stato ansioso che lo fa vivere come un condannato a morte, all’essere inquieto e prigioniero della sua stessa sofferenza e di una storia dalle tinte fosche, ritratto di verità scomode e torbidi legami familiari.
Con una scrittura semplice, ornata da diversi intercalari dialettali a vivacizzarla, Salvatore Frasca mostra un ispettore sopra le righe, un uomo indolente che si appassiona più alle parole crociate che alle indagini del caso, che non si perde per nulla al mondo le puntate di Medicina 33 “la voce di Luciano Onder lo emozionava e confortava” ma che una volta messo in moto il cervello dimostra un grande acume, soprattutto se a spronarlo è il suo mentore, il commissario Mallus.
E’ un personaggio controverso Falconara, la sua apatia scatena molte perplessità ma, nonostante il ritmo lento della storia scandito da giornate tipicamente siciliane, Salvatore Frasca introduce personaggi molto ben caratterizzati nelle loro debolezze, velleità e meschinità. Indimenticabile la figura di zia Teresa, donna elegante, libertina e civettuola così come Lucia Salemi, il medico condotto di Falconara, con la quale, tra una ricetta e una risonanza negata, scatta la scintilla. “Margini di un delitto” risulta una lettura piacevole, fluida, condita da dialoghi surreali dal sapore dolce e amaro, metafore illuminanti e da una scrittura efficace, il finale, inoltre, lascia aperto lo spiraglio per un altro racconto: c’è qualcuno che sta tramando nell’ombra contro l’ispettore Falconara?
EDITORE: Laurana Editore Collana Calibro 9
PAGINE: 432
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Salvatore Frasca è nato a Messina nel 1969. Laureato in Scienze Politiche, ha lasciato l’Italia per l’estero, dove è rimasto per 21 anni, misurandosi in varie esperienze lavorative. Ha vissuto a Barcellona e Londra. Oggi risiede a Monza ma quando può torna a Milazzo, il paese a cui è affettivamente legato. Da dieci anni lavora nel campo della sperimentazione clinica.