L’ultimo segreto di Dan Brown

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L’ultimo segreto

Recensione di: Federica Salzano, Alessandra Colombo, Laura Cortese e Barbara Casavecchia

TRAMA:

Mentre si trova a Praga con Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all’improvviso in un incubo: Katherine è sparita dalla camera d’albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall’alba della storia, sono responsabili della scomparsa.

Tra antichi castelli, grandi cattedrali e labirinti sotterranei, Langdon si trova a esplorare il lato oscuro della città, deciso a portare alla luce segreti rimasti celati per secoli. Ma la sfida che gli si para davanti si rivelerà diversa, e ancora più difficile, di quelle che ha vinto in passato. Una sfida per salvare non solo la propria vita e quella di Katherine, ma il destino dell’umanità intera.

RECENSIONE:

Dan Brown

Dopo otto anni di attesa, Dan Brown, acclamato a gran voce, torna in libreria con “L’ultimo segreto”, pubblicato da Rizzoli. Fin dalle prime pagine, il lettore si ritrova in una corsa contro il tempo, ricca di ostacoli e segreti che si intrecciano con la consueta maestria dell’autore.

Questo sesto capitolo della saga con protagonista il professor Robert Langdon è ambientato nella misteriosa e affascinante Praga. Tra inseguimenti mozzafiato e segreti nascosti nei monumenti della città, Brown ci catapulta in una trama serrata che unisce esperimenti scientifici, spiritualità e simboli antichi.

​In questo romanzo, Praga non è un semplice sfondo, ma un’assoluta protagonista. Come lo stesso Brown ha dichiarato in una recente intervista, la città è descritta con dettagli suggestivi e realistici, che accompagnano il lettore tra vie storiche, edifici gotici e barocchi, antiche birrerie e caffè. Il glorioso passato della città fa da sfondo a una trama moderna, strettamente legata a scienza e tecnologia, creando un’affascinante contrapposizione tra antico e contemporaneo.

​A Praga, Robert Langdon non è solo: al suo fianco c’è Katherine Solomon, esperta di noetica e sua attuale compagna, già conosciuta dai lettori ne “Il simbolo perduto”. In questo capitolo, il famoso professore avrà bisogno di tutto l’aiuto della sua fidanzata per scoprire la verità che si cela dietro segreti scientifici e intrighi diplomatici.

L'ultimo segreto

“L’ultimo segreto” è un thriller con un cast di personaggi ben definiti e funzionali alla storia.

Il protagonista indiscusso è, ovviamente, Robert Langdon (di cui abbiamo parlato qui). Lo ritroviamo con tutte le sue caratteristiche distintive: l’immancabile orologio di Topolino al polso, le scarpe eleganti ma poco pratiche, la straordinaria capacità di risolvere enigmi e decifrare codici, la prodigiosa memoria eidetica, la passione per il nuoto e la persistente claustrofobia. Chi non ha mai pensato, leggendo, “perché non si compra un paio di scarpe diverse?” o “perché finisce sempre in situazioni che lo portano a rimanere chiuso in luoghi bui e senza via d’uscita?”.

​Questa coerenza nel tempo rende Robert Langdon il professore di simbologia più amato: un personaggio unico, acuto e ironico, che Dan Brown ripropone in una forma smagliante, senza deludere le aspettative del suo pubblico.

​In questo nuovo capitolo, l’autore introduce un elemento in più: una compagna di avventure con cui ha una relazione stabile, Katherine Solomon. Brillante studiosa di noetica, Katherine è un personaggio fondamentale, poiché l’intera vicenda ruota intorno alle implicazioni dell’imminente pubblicazione del suo libro sulla comprensione della coscienza umana.

​Fedele al suo schema narrativo, Brown tratteggia con abilità una serie di personaggi secondari, a partire dall’enigmatico e inquietante Golem. Questa creatura della mitologia ebraica diventa una figura concreta: è descritta come una persona che indossa una maschera d’argilla con dei segni incisi sulla fronte. Chi si nasconde dietro questo spaventoso travestimento?

Non poteva mancare il classico conflitto tra verità nascoste e poteri istituzionali decisi a manipolarle. In “L’ultimo segreto, questo dualismo è incarnato dalla CIA, dalle autorità ceche e dall’ambasciatrice americana a Praga, affiancata dal suo staff.

​Infine, non è da escludere che Dan Brown stesso si sia concesso un piccolo cameo, celandosi dietro alcune osservazioni pungenti. Un esempio? La riflessione su un “amico di Langdon” che ha visto il suo thriller bloccato a causa di un accordo di riservatezza, o il paradosso di certi libri etichettati come “anticattolici” che, proprio per questa definizione, hanno incrementato le loro vendite.

Uno dei principali punti di forza del libro è senza dubbio lo stile narrativo di Dan Brown, riconoscibile sin dalle prime pagine. È come ritrovare un vecchio amico dopo otto anni. L’autore rimane fedele alla sua formula vincente: un mix collaudato di enigmi da decifrare, misteri ed esperimenti scientifici e continui colpi di scena, tutto orchestrato in un ritmo incalzante che tiene alta la tensione fino all’ultima pagina. Chi ha amato i precedenti romanzi ritroverà con piacere quel familiare senso di avventura.

​Altro elemento di rilievo è l’ambientazione praghese, le cui descrizioni sono minuziose e suggestive: dal Ponte Carlo ai tetti gotici del Castello di Praga fino ai vicoli del quartiere ebraico, ogni luogo è dipinto con tale precisione che sembra di camminare accanto a Langdon. Praga, con la sua aura mistica e la sua storia, diventa lo sfondo ideale per la trama di Brown, tanto che viene voglia di chiudere il libro e prenotare un volo per visitarla.

​Tuttavia, “L’ultimo segreto” non è privo di difetti. Il principale riguarda la complessità del tema scientifico affrontato: la noetica e le neuroscienze. Se da un lato Dan Brown ha il merito di sollevare interrogativi profondi e attuali sull’essenza della coscienza umana, dall’altro alcune spiegazioni risultano dense e poco accessibili al lettore medio. I passaggi in cui si approfondiscono i concetti scientifici tendono a rallentare il ritmo, spezzando a tratti quella fluidità che è uno dei marchi di fabbrica dell’autore.

Nonostante qualche passaggio più ostico legato ai temi scientifici, il libro mantiene ciò che promette: un viaggio adrenalinico tra misteri antichi, simboli nascosti e rivelazioni sconvolgenti, il tutto ambientato in una Praga affascinante e cupa.

Dan Brown, in una recente intervista, ha ammesso che la “caccia al tesoro” (treasure hunt) è una delle caratteristiche fondamentali dei suoi libri, perché fa parte del suo bagaglio culturale e personale. Da bambino, durante le festività, i suoi genitori nascondevano i regali e lasciavano bigliettini con codici e indovinelli per cercarli.

​Come abbiamo già analizzato in questa sua ultimo romanzo Dan Brown ha dato davvero tutto sé stesso, dietro il libro c’è davvero un enorme sforzo di studio e approfondimenti che riguardano la parte scientifica della narrazione, non tralasciando comunque quella parte adrenalinica di fuga e ricerca della verità caratteristiche fondamentali del personaggio principale.

​Infine, abbiamo trovato in rete due curiosità legate alla stesura del libro. La prima: per proteggere il manoscritto da un possibile furto letterario, i traduttori sono stati letteralmente rinchiusi per tre mesi in un ufficio dove non era possibile fotocopiare o connettersi ad Internet. La seconda, e forse la più interessante, è che non ci sarà una trasposizione cinematografica, ma molto probabilmente il libro diventerà una miniserie TV a puntate su Netflix. Il motivo? La prima stesura del romanzo contava ventimila pagine, poi ridotte a ottocento, e data la complessità dei temi scientifici trattati l’autore ha escluso la possibilità di condensare il tutto in un film di un’ora e mezza.

​Il romanzo è corposo e ricco di nozioni. Non stupisce che siano stati necessari anni per perfezionarlo e regalare ai lettori ottocento pagine di storia, cultura, mistero e studi all’avanguardia.

Buona lettura!

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