L’isola dei silenzi
TRAMA:
Isola di Capraia, 1938. Un nuovo caso per Pietro Bensi e il commissario Draghi. Settembre 1938. Mentre a Roma Mussolini consolida il suo potere con una politica che sfocerà presto nelle leggi razziali, dal piroscafo Pianosa sbarcano a Capraia un condannato con lo sguardo da assassino, un entomologo a caccia di farfalle e un sacerdote sulle tracce degli antichi monaci eremiti vissuti sull’isola. Un’isola di sassi e polvere, cespugli e profumi. E un’isola che nasconde. Tanto, forse anche troppo. Da mesi ormai si è persa ogni traccia di un giovane detenuto della colonia penale agricola, scomparso in circostanze che nessuno sembra in grado di chiarire, nemmeno l’inchiesta ufficiale, giunta a una conclusione tutt’altro che convincente.
Nella quiete di Capraia, fra le stradine silenziose, ogni finestra cela occhi che scrutano, orecchie che ascoltano, e ben presto si inizia a dubitare di chi fa troppe domande: ci sarà qualcuno di cui potersi fidare? Oppure a ogni domanda si mette a rischio la propria stessa vita? Col passare dei giorni, gli eventi si susseguono rapidi e imprevedibili, svelando relazioni e intrighi inimmaginabili, protetti dai silenzi senza tempo dell’isola.
RECENSIONE:
“L’isola dei silenzi” di Fabrizio Silei è un romanzo storico ambientato nel 1938 in un’Italia che vedeva Mussolini consolidare il suo potere con la promulgazione delle leggi razziali , un periodo ben narrato e descritto dall’autore con delle note decisamente cupe che fanno virare l’intero racconto al noir.
Fabrizio Silei riesce a evocare lo spirito dell’isola di Capraia; attraverso la descrizione dei paesaggi selvaggi fatti di rocce, cespugli, qualche piccolo orto, una chiesetta e le poche case dell’isola fanno sentire al lettore tutti i profumi mediterranei di cui è invasa.
“L’isola dei silenzi” racconta anche il carattere degli isolani: sono pochi gli autoctoni rimasti sull’isola, sono chiusi e diffidenti verso chi invade le loro terre e i loro modi di vivere. Sono omertosi e chi interferisce con troppe domande viene subito guardato con sospetto.
Emergono però fin dalle prime pagine i caratteri esuberanti e intraprendenti delle ragazze dell’isola. Da protagoniste secondarie prendono sempre di più il ruolo delle protagoniste vere e proprie dell’intera vicenda.
Anche se i tratti più cupi sono riservati alle notti dell’isola, soprattutto alla prigione: la Colonia Penale Agricola e ai suoi abitanti, siano essi detenuti, guardie, direttore o podestà. Toni tenebrosi si percepiscono nella vecchia strega del paese che prepara con le erbe intrugli medicamentosi, e anche nell’apparizione della defunta madre al buon Pietro sostenendo che trovarlo sulle poche anime dell’isola le è stato più facile.
Passione, amore, violenza, soprusi sono gli ingredienti del mistero de L’isola dei Silenzi.
I momenti di azione sono pochi, ma incisivi e adrenalinici tra le quali una sparatoria in perfetto stile film western.
Il racconto, nonostante una scrittura brillante, a volte risulta rallentato e ingarbugliato, ma il finale riesce decisamente a sorprendere.
Forte il richiamo di Fabrizio Silei a un grande autore italiano: Vasco Pratolini e in particolar modo al suo “Le ragazze di San Frediano”. Il suo omaggio è evidente nei nomi usati per le ragazze, così come parallelismo tra il personaggio di Sandro con il Bob di Pratolini, e ancor di più nel nome del “matto del villaggio”: Vasco.
“L’isola dei Silenzi” non è il primo romanzo che vede come protagonisti il giovane commissario Vitaliano e il suo mentore ispiratore: il buon contadino Pietro . La storia però è indipendente e autoconclusiva anche se lascia aperto uno spiraglio per una nuova indagine.
EDITORE TEA
PAGINE 304
ANNO DI PUBBLICAZIONE 2025
AUTORE:

Fabrizio Silei (Firenze, 1º luglio 1967) è uno scrittore italiano.
Tra le sue opere più famose vi sono Se il diavolo porta il cappello, La doppia vita del Signor Rosemberg, Il bambino di vetro, Bernardo e l’angelo nero, Alice e i Nibelunghi, Il pugnale di Kriminal, L’Autobus di Rosa, ispirato alla storia dell’americana Rosa Parks, è stato tradotto in quindici lingue e portato in scena in diversi teatri italiani, con il patrocinio di Amnesty International[1].
Nel 2012 con Il bambino di vetro vince il Premio Andersen per il miglior libro nella categoria 9-12 anni[2].
Nel 2014 vince nuovamente il Premio Andersen come miglior scrittore con la seguente motivazione “Per essere la voce più alta e interessante della narrativa italiana per l’infanzia di questi ultimi anni. Per una produzione ampia e capace di muoversi con disinvoltura e ricchezza fra registri narrativi diversi: dall’umorismo alla misura breve del racconto per i più piccoli, dall’albo illustrato al romanzo per adolescenti, dal progetto creativo ad un forte impegno civile. Per una costante e limpida qualità della scrittura.”
Nel 2024 con Hikikomori, scritto a quattro mani con Ariela Rizzi, vince il Premio Bancarellino.
Silei è anche artista, grafico, designer. Nel 2014 ha fondato a Pescia vicino Collodi L’Ornitorinco Atelier.
Fra i suoi libri e cofanetti creativi per i più piccoli ricordiamo: L’inventastorie, L’inventamostri, L’inventcittà, C’era una volta, L’invenzione dell’ornitorinco.