Gli eredi dell’artico
TRAMA:
Sulla scia di Succession, il seguito del Cimitero del mare è una nuova, appassionante miscela di saga familiare e thriller: emozioni forti, amori proibiti e lotte per il potere, politica e doppio gioco, tutto abilmente intrecciato in una trama che toglie il respiro, mostrando come gli incontri casuali possono cambiare il corso delle vite, e della storia stessa.
I Falck sono una delle famiglie più influenti della Norvegia. Con la loro fondazione, la Saga, sovrintendono alla conservazione degli archivi storici del paese, una carica che consente loro di occupare una posizione strategica negli equilibri di potere nazionali. Appena nominata direttrice della Saga, Sasha Falck organizza una spedizione di ricerca a Spitsbergen, la più popolosa delle isole Svalbard.
È qui, in questa parte di mondo che promette grandi ricchezze, che si concentrano adesso gli appetiti degli eredi di una delle più importanti dinastie di armatori della Scandinavia; ed è qui, in un’area di rilevante interesse geopolitico, che la cugina Connie possiede una concessione mineraria, fonte di tensione tra l’intelligence norvegese e la Russia di Putin. Ma la morte per avvelenamento di un colonnello russo, che ha rivelato l’esistenza di una talpa all’interno della fondazione, scatena un incidente diplomatico che minaccia di portare alla luce i segreti sepolti dei Falck.
RECENSIONE:
Aslak Nore, dopo “Il Cimitero del mare” di cui già abbiamo parlato su Thrillerlife (QUI la recensione), con “Gli Eredi dell’artico” torna a raccontare i segreti di una delle più ricche e influenti famiglie norvegesi, quella dei Falck.
Il testamento di Vera Falck rimane sullo sfondo della narrazione ed è alla base di tutti gli intrighi della famiglia che vede lotta aperta per il potere della SAGA (la fondazione che fa capo per l’appunto ai Falck).
Siamo tutti il risultato della famiglia in cui nasciamo, del modo in cui cresciamo e delle esperienze che facciamo nel corso della vita.
Intrighi, tradimenti e spionaggio sono gli ingredienti che Aslak Nore miscela sapientemente per costruire un romanzo ricco di attualità.
Siamo in Norvegia, a Longyaerbyen, sulle gelide coste delle Svalbard. Su una motoslitta, semiassiderato e molto sofferente, viene soccorso un uomo che dice di essere il colonnello Vasilij Zemlyakov, sbarcato da una nave russa e arrivato dall’insediamento minerario dell’isola. L’uomo sembra affetto da setticemia, ma in realtà si sospetta essere stato avvelenato: la ricina che ha in corpo è un potente veleno che può uccidere in 3 giorni. Sta facendo effetto, ma riesce a dare un ultimo avvertimento al dottor Hans Falck, che lo soccorre: “I russi hanno una talpa nella Saga. È qualcuno della famiglia”.
Non solo la Russia di Vladimir Putin, ma anche la CIA americana ha interessi a mettere le mani sulla fondazione gestita dai Falck, sui territori che possiedono alle Svalbard e soprattutto sui preziosi possedimenti minerari.
Un romanzo che punta su un quadro geopolitico ben inquadrato dall’autore sugli interessi russi, ma anche americani, estremamente attuale e tutt’altro che rassicurante. Aslak Nore decide in questo romanzo di esporsi, formulando accuse ai servizi segreti del Cremlino e alla politica di Vladimir Putin.
Ne “Gli eredi dell’artico” Aslak Nore approfondisce il personaggio che incarna, agli occhi di tutti, l’uomo d’azione: il medico Hans Falck.
Altro personaggio a cui viene dato largo spazio in questo secondo capitolo è il tormentato Sverre, il fratello di Sasha, che dimessi i panni del soldato, trova finalmente una sua dimensione nella fondazione che l’ha sempre lasciato da parte anche se a discapito della sorella maggiore Sasha.
Ancora un ruolo importante viene riservato al giornalista John Berg, del quale verrà approfondita maggiormente la storia personale, rivelando risvolti del tutto inaspettati e interessanti, che fanno sperare in un ulteriore approfondimento in un prossimo capitolo.
“Gli eredi dell’artico” è un romanzo corposo, strutturato in cinque parti e 57 capitoli, lunghi e complessi, con tematiche sulle quali, senza un’appropriata preparazione di base, è difficile mantenere focalizzata l’attenzione.
Nonostante ciò, la scrittura accattivante e appassionante usata per descrivere le scene d’azione o le scene più passionali riescono a equilibrare il tutto rendendo il libro scorrevole e estremamente intrigante.
EDITORE MARSILIO
TRADUTTORE GIOVANNA PATERNITI
PAGINE 480
ANNO DI PUBBLICAZIONE 2025
AUTORE:

Aslak Nore (1978) è cresciuto a Oslo. Dopo aver studiato Scienze sociali a New York, si è unito ai reparti speciali dell’esercito norvegese in Bosnia. Ha vissuto in America latina e lavorato come giornalista in Iraq e in Afghanistan. Premiato in Norvegia con il prestigioso premio Riverton per il miglior romanzo poliziesco, vive in Provenza.
Tra i suoi titoli pubblicati in Italia, Il cimitero del mare (Marsilio, 2024), Gli eredi dell’Artico (Marsilio, 2025).